
Diramato il calendario della stagione 2010 del DTM, rispetto alla scorsa stagione ci sono dei cambiamenti, le gare passano da dieci a nove, e alcune gare come quelle in territorio Francese non si disputeranno più.
Cambio di circuito invece per la prova in Spagna, che si sposta dal circuito di Barcellona a quello di Valencia, inizio e fine del campionato sarà sul circuito di Hockenheim rispettivamente il 25 aprile, e il 17 ottobre.

Nella gara conclusiva della Superstars in programma dall’11 al 13 dicembre sul circuito di Kyalami, ci sarà il ritorno di Luca Rangoni, il pilota bolognese ricordiamo nel 2008 porto al debutto la BMW M3 E90: ottenendo la vittoria alla prima uscita.
Rangoni nella gara Sudafricana sarà alla guida di una delle due Audi RS4 schierate dall’Audi Sport Italia, e affiancherà Francesco Dionisio.

Peugeot, dopo aver dominato i due confronti iniziali, ha chiuso in testa anche la terza e quarta sessione di prove libere della Petit Le Mans di Road Atlanta. La 908 di Stephane Sarrazin si è ripetuta, confermandosi al vertice in entrambe le tappe e facendo meglio della vettura gemella di Nicolas Minassian e dell’Audi di Allen McNish.
Quest’ultimo, in coppia con Dindo Capello, ha preceduto l’altra R15 di Marco Werner, un po’ in ritardo nelle due sedute finali, anche per via di un incidente che si è tradotto in danni fisici al suo bolide. Una situazione sfruttata al meglio dall’Acura di De Ferran, quarta nell’appuntamento conclusivo con il cronometro.
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Nell’appuntamento DTM sul Circuit de Catalunya, a Barcellona, l’Audi ha ottenuto una netta affermazione, piazzando le A4 sui gradini più alti del podio. Il primo posto è andato a Timo Scheider, seguito da Tom Kristensen e Martin Tomczyk, per una magnifica tripletta, con ampio margine sugli avversari. Sembra passato un secolo da quando, l’anno scorso, la stessa pista registrava il trionfo della Mercedes, ma a Stoccarda le cose non girano per il verso giusto.
Ormai le chanche in chiave campionato della “Stella a tre punte” sembrano quasi nulle, come ammette candidamente Norbert Haug: “E’ finita, la distanza è troppa“. Chiaro il riferimento alla posizione in classifica di Gary Paffett, ieri quarto con la prima C Klasse, che in graduatoria piloti si trova a 14 lunghezze dal leader. Un divario impossibile da colmare.
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La lunga pausa estiva si è chiusa anche per i protagonisti del Campionato Italiano Turismo Endurance, che torneranno a confrontarsi ad Imola, per il sesto round stagionale. Sul circuito dedicato a Enzo e Dino Ferrari si consumerà una nuova battaglia tra i fuoriclasse della categoria.
A sedere in vetta alla classifica è Roberto Colciago (Seat Leon Turbo TFSI), autore di 3 vittorie tra gli 8 piazzamenti a podio nelle 10 gare fin qui disputate. Con 21 punti di ritardo segue Luca Cappellari (BMW M3 E92 3.2), che da due appuntamenti non assapora i piani nobili del palco, dove si sono lanciati con maggiore frequenza Piero Necchi e Beppe Gabbiani.
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L’Audi ha annunciato ufficialmente la sua partecipazione alla Petit Le Mans di Road Atlanta. La casa dei quattro anelli prenderà parte all’appuntamento della Le Mans Series del 26 settembre con due vetture. Chiaro l’obiettivo: mettersi in luce con una prova di forza capace di lasciare il segno.
Questo è quanto si percepisce dalle parole di Wolfgang Ullrich: “Siamo convinti che nel circuito della Sarthe non si sia visto il vero potenziale della R15. A Road Atlanta potremo effettuare una giornata di test la domenica prima della gara e questo potrebbe fare la differenza“.
Continua a leggere: Alms: Audi al via della Petit Le Mans di Road Atlanta

Gary Paffett conquista il successo nell’appuntamento di Zandvoort del DTM. Al semaforo verde il poleman Olivier Jarvis conserva la posizione, seguito dall’alfiere della stella a tre punte che, pur essendo più veloce, non riesce a scavalcare l’avversario. Sul tracciato olandese si annuncia una bella sfida, ma la battaglia si sposta presto ai box, dove all’ottavo giro i due protagonisti fanno il rientro per la prima sosta.
Gli uomini della Mercedes non compiono il miracolo e l’inglese torna in pista alla spalle del pilota Audi. La situazione si complica ulteriormente per l’interposizione di Christian Bakkerud, con un’altra vettura dei “quattro anelli”. Ma Paffett non si scoraggia. Dopo alcune tornate si fa sotto a Jerves, costretto a misurarsi con alcuni problemi alle gomme. Poi lo supera, guadagnando la quinta posizione, primo fra i piloti che hanno già cambiato gli pneumatici.
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Vittoria di Jamie Green e della sua Mercedes C Klasse al Norisring, Jamie ha la meglio sugli altri piloti Mercedes e sulle Audi A4 con una C Klasse dell’anno precedente, elemento che dà ancora più risalto alla sua prestazione.
Il primo posto Jamie lo ottiene con un grande sorpasso al penultimo giro su Bruno Spengler, che fino al quel momento era leader della gara, la prima Audi terza è quella di Mattias Ekstrom seguito dalla A4 di Timo Scheider.
Continua a leggere: DTM: vittoria di Jamie Green al Norisring
La Peugeot 908 HDi-FAP guidata dallo spagnolo Marc Genè, dall’australiano David Brabham e dall’austriaco Alexander Wurz ha dominato e vinto la settantasettesima edizione della 24 Ore di Le Mans. La casa del Leone Rampante ha conseguito sul circuito della Sarthe una magnifica doppietta, con la vettura gemella di Sebastien Bourdais, Stephane Sarrazin e Franck Montagny al secondo posto.
Terza piazza per l’Audi, grande protagonista delle ultime cinque edizioni. La sport di Dindo Capello, Tom Kristensen e Allan McNish ha preceduto al traguardo la Lola-Aston Martin di Jan Charouz, Tomas Enge e Stefan Mucke, che ha compiuto una splendida gara. La Peugeot non vinceva a Le Mans dal 1993. Successo in LMP2 per la Porsche, in GT1 per la Corvette e in GT2 per la Ferrari.
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Quando sono le 10, l’edizione 2009 della 24 Ore di Le Mans sembra vivere una situazione di calma. Al comando c’è la Peugeot di Wurz, seguita dalla 908 di Sarrazin. Terza l’Audi R15 di Kristensen, Capello e McNish. In LMP2 è la Porsche a dettare legge.
La gara è stata segnata dalla perdita di due Audi di punta, con la numero 3 di Bernhard, Dumas e Premat finita contro le barriere nei minuti iniziali della maratona. Stessa sorte, alcune ore dopo, per la vettura gemella di Luhr, Rockenfeller e Werner.
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