
“L’inizio non è stato all’altezza della Ferrari sotto tutti i punti di vista: a cominciare dall’affidabilità perché abbiamo avuto un problema al porta mozzo sinistro sulla F60 di Felipe Massa e un dubbio sul differenziale di Raikkonen che ci ha spinto a richiamare Kimi ai box per precauzione perché la gara era ormai conclusa. Ma non sono state all’altezza del potenziale espresso nei test, la gestione delle gomme e la strategia di Felipe. Una giornata da dimenticare“.
In Ferrari lo sanno. E lo sa bene soprattutto Stefano Domenicali che è poi l’autore delle parole qui sopra: spietata critica di un avvio di stagione dove c’è davvero poco da salvare e dove si è fatto perfino peggio di un anno fa quando Raikkonen almeno un punto lo aveva colto. Ma la cosa più grave è che nelle file del Cavallino c’è la sensazione che la situazione sia assai peggiore:
“Allora — racconta Massa, costretto al ritiro dopo 46 giri — sapevamo di avere davanti, e non troppo lontana, una sola scuderia come la McLaren. Quest’anno invece abbiamo a che fare con una BrawnGP che è di un altro pianeta e forse vincerà il Mondiale con largo anticipo e con gli altri siamo tutti lì“.
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Protagonista di un corposo gossip nel Motomondiale, dove finalmente pare aver trovato “pace” con la conferma di una moto per la stagione 2009, la giovane stella della MotoGP Marco Melandri nel corso di questo inverno ha trovato il tempo di farsi vedere un poco sulle 4 ruote.
E più precisamente nella Speedcar Series, torneo in ascesa che vede come protagonisti un bel po’ di vecchie glorie dell’automobilismo. E Marco nelle Speedcar ha corso già due gare, mostrando in entrambi i casi un potenziale interessante.
E proprio poco prima della gara in Dubai Melandri aveva scritto direttamente sul suo sito un piccolo racconto dove lasciava correre le emozioni vissute al volante di una vettura da corsa. Bei pensieri che vi regaliamo anche a voi:
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La crisi economica “ammazza team” potrebbe avere qualche risvolto anche piacevole. Almeno per qualcuno, come raccontano alla Williams in vista di questo mondiale 2009: e allora per un momento divertiamoci a sognare un po’, immaginando che la crisi alla fine si rivelasse una formidabile arma per rilanciare una scuderia che da 5 anni non scala il gradino più alto del podio (Brasile 2004, successo di Juan Pablo Montoya).
Perchè sir Frank ed i suoi - nonostante mercoledì scorso la Royal Bank of Scotland ha annunciato che da fine 2010 lascerà il team di Grove: decisione inevitabile considerato le perdite record dell’ultimo esercizio - cercano di spegnere ogni preoccupazione sul futuro
Ed anzi ne parliano positivamente: “Due anni fa abbiamo contratto un debito con le banche senza il quale non saremmo stati in grado di tenere il passo con le scuderie di vertice. Ma ora stiamo rientrando e col taglio dei costi non dobbiamo procedere ad altre esposizioni finanziarie“.
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Immancabile, è arrivato anche questa settimana il commento del grandissimo Gian Carlo Minardi in merito a quanto abbiamo potuto vedere fino ad ora della Formula 1 stagione 2009. Infatti queste ultime settimane tutti i team di Formula 1, ad eccezione della Force India, hanno continuato il loro avvicinamento al primo gran premio stagionale scendendo nuovamente in pista per una serie di test.
E nel farlo si sono divisi però ancora una volta in due gruppi: Ferrari, BMW Sauber e Toyota al caldo del Bahrain sul tracciato di Sakhir, Toro Rosso – versione 2008 – McLaren, Williams, Renault e Red Bull RB5 in terra spagnola a Jerez.
Insomma un primo confronto ancora molto poco indicativo, come ha raccontato Gian Carlo parlando di questi primi test: “Trarre delle conclusioni dopo queste sessioni non è mai facile in quanto ogni scuderia ha realizzato un programma ben preciso da seguire e svolgere prima dell’Australia“.

Michael Schumacher, eroe quasi di altri tempi ormai il tedesco, che non0stante l’addio alla Formula 1 continua ad essere sulle bocche di tutti per quel che ha fatto e che ancora sta facendo. Si perchè Schumi non ha nessuna intenzione di lasciare il mondo del Motorsport - e noi ringraziamo della scelta.
E ora il campione tedesco, in una lunga intervista a Die Zeit, si è raccontato come forse aveva mai fatto prima: il sette volte campione del mondo di F1 si è infatti raccontato tra passato, presente e futuro, reglandoci qualche perla della sua lunghissima carriera da storia dell’automobilismo.
“Il momento più duro della mia carriera? L’incidente che è costato la vita a Senna nel 1994. Mi ha svegliato. Il fato può coglierci dovunque e in qualunque momento. Se non lo si accetta si hanno dei problemi. Non sono mai andato via da casa con la paura di non tornare, ma con la speranza di vincere una corsa“.

Amore eterno: ecco quello che lega Lewis Hamilton alla McLaren - team nel quale l’inglese è nato, cresciuto e diventato campione del mondo in questa stagione conclusasi - almeno a quanto dichiarato ancora una volta dallo stesso pilota attraverso un comunicato dell’agenzia Ap/Lapresse:
“Non lascerò la McLaren, mai su una Ferrari. Io e la mia squadra abbiamo reagito a tutte le situazioni negative: se ho vinto, se abbiamo vinto, significa che sono stato, che siamo stati, i migliori“. Insomma dubbi nessuno, e attaccamento totale alla “casacca”.
Che ora gode del titolo di campioni del mondo, cosa che galvanizza Hamilton: “L’aspetto che mi emoziona di più del nuovo ruolo? L’orgoglio di esserci riuscito, la possibilità di avere, finalmente, il numero 1 sulla vettura“.
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Continua la diatriba a distanza tra Ribens Barrichello e la Ferrari, o meglio quel che nei giorni scorsi era iniziato come uno scambio di “velate accuse” ora sta diventando un vero e proprio attacco da parte del pilota brasiliano al team di Maranello.
Rubens infatti - che nei giorni scorsi aveva detto che “il pubblico non sa neppure la metà di quello che ho vissuto in Ferrari. Forse un giorno potranno leggere la verità in un libro” - sembra abbia deciso di non darsi alla scrittura ma di raccontare ben più banalmente alla stampa le sue “verità” sul trattamento subito in Ferrari a favore di Michael Schumacher.
Tanto che in un’intervista rilasciata alla trasmissione brasiliana “Fantastico” ha detto di essere stato costretto a farsi superare dal tedesco in occasione del GP d’Austria del 2002. “Dichiarazione sconvolgente” aggiungiamo noi…
Bruno Senna arriva in Formula 1, e lo fa portando sulle spalle una eredità quasi immensa, anche se lui sa bene che non deve dimostrare nulla, che non ci sono aspettative per il suo cognome, ma al massimo qualche sogno di rivedere in lui qualcosa del mitico Ayrton.
Ma è inutile negare che ora che il giovane brasiliano si appresta - come vi avevamo anticipato - al suo primo test con la Honda, l’attenzione degli addetti ai lavori salga. E non poco, tanto sicuramente da meritare una bella chiaccherata con il nipote del mito dei brasiliani, e non solo.
Chiaccherata che riporta il sito della Gazzetta, che con Andrea Cremonesi è andata direttamente lì dove c’era tutto, a San Paolo nella avenida Olavo Egido dove al 16° piano di un palazzo ci sono gli uffici della Fondazione Ayrton Senna. Quattro piani più sotto gli uffici dove il tre volte campione del mondo dirigeva i suoi affari.
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Nel pazzesco finale di questo campionato del mondo 2008 che ha visto trionfare un quasi estasiato Lewis Hamilton, proprio l’inglese si trovato a vivere un, quasi inaspettato, momento di approvazione e sostegno generale dopo tante critiche e situazioni spiacevoli nei mesi passati.
E di questo momento con ogni probabilità il pilota Mc Laren ricorderà con maggior piacere dei complimenti del tutti inaspettati ricevuti da un collega, o meglio ex: Lewis infatti - direttamente dal Mercedes-Benz’s Stars & Cars event di Stoccarda - ha rivelato di avere ricevuto i complimenti di Fernando Alonso.
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E dopo un annata così dura, le troppe polemiche ma anche la gioia di un titolo tanto cercato e sognato per Lewis Hamilton c’è solo di che festeggiare ormai ed infatti è stata grande festa a Woking - sede del team - per un giusto bagno di gloria finale insieme ai dipendenti McLaren: 1500 persone in delirio per lui, che ha guidato la sua monoposto tra i viali del complesso, e letto messaggi di congratulazioni da tutto il mondo, perfino uno inviato dalla regina Elisabetta.
Ma la festa in casa è stata soprattutto un tributo dovuto anche a chi lavora tanto per lui, anche se non fanno parte del team che va in giro per il mondo. E la loro verso Lewis è stata un’accoglienza trionfale per l’inglese tornato in patria dopo la palpitante traferta brasiliana. Accoglienza ricambiata al 100% dall’inglese.
Che ancora una volta non ha perso l’occasione per giurare eterno amore al team in cui ha sempre sognato di correre e che gli ha dato l’opportunità di realizzarlo diventando addirittura campione del mondo.