La FIA sotto la guida di Jean Todt, sta lavorando con il supporto dell’Unione Europea all’organizzazione di campionati automobilistici riservati a modelli elettrici che dovrebbero partire dalla stagione 2013. L’obiettivo che la Federazione vuole raggiungere anche grazie a quest’iniziativa, è la promozione commerciale dei modelli a zero emissioni, su cui i grandi dell’industria automobilistica mondiale stanno spendendo enormi risorse.
A riportare la notizia è stato il Financial Times: il quotidiano britannico, che ha intervistato Todt sul futuro del motorsport, ha sottolineato che il manager francese si è recentemente confrontato sull’argomento con Antonio Tajani, vicepresidente dell’esecutivo europeo responsabile per l’industria.
La FIA starebbe pensando all’istituzione di competizioni di diverse categorie, non limitate alle gare in monoposto, ma estese anche ad altre tipologie di campionati, come quelli turismo e quelli riservati allo sviluppo dei giovani talenti, primo fra tutti il karting. La Federazione fa sul serio: a Parigi hanno già deciso l’istituzione di una apposita commissione per valutare l’ipotesi delle “gare elettriche”.
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Charlie Whiting ha ammesso che il Drag-Reduction System, il DRS, l’ala posteriore mobile, o comunque vogliate chiamare l’ultimo ritrovato per aumentare i sorpassi in Formula 1, “non ha funzionato quanto sperato sul circuito di Albert Park”, dove si è corso il primo GP della stagione 2011. L’esempio più lampante? Gli otto giri che Button ha passato alle spalle di Massa senza riuscire ad averne ragione.
Whiting ha affermato che la FIA studierà il modo in cui è stato usato dai piloti (ma non era tutto regolamentato, precisato, descritto, sottolineato per filo e per segno?), precisando però che il rettilineo di Melbourne non è molto lungo e che la curva che lo precede è troppo veloce. “Ovviamente rivedremo il sistema per renderlo più efficace, ma il circuito di Melbourne non era l’ideale per esaltarlo”.
Banchi di prova definitivi per il DRS saranno la Malesia e la Cina. La FIA, in soldoni, concederà al sistema altre due chances. Sepang ha rettilinei più lunghi e Shanghai ha un dritto che manco vedi la fine quando lo imbocchi. Se dovesse andare male anche lì, gli organizzatori interverranno per affinarlo.
Via | TheF1Times
La FIA ha annunciato alcune piccole novità per le norme che regolano il regime di safety car: l’obiettivo della Federazione è quello di impedire ai piloti di avvantaggiarsi della particolare situazione in pista.
La regola (già introdotta l’anno scorso) secondo cui le monoposto devono mantenere per un giro una velocità relativamente bassa prima di raggiungere la safety car già entrata in pista ma non ancora alla testa del gruppo, è stata estesa ad un totale di due giri. In tal modo, sostiene la FIA, si miglioreranno le condizioni di sicurezza in pista e si darà più tempo alla direzione gara di compattare il gruppo.
“Il limite di velocità in regime di safety car (i tempi sul giro salgono del 40%) sarà obbligatorio per due giri invece di uno solo”, ha comunicato la FIA in via ufficiale. Per quanto riguarda le nuove regole per l’ingresso alla pit lane, la corsia box rimarrà aperta per tutta la durata del regime di safety car “a meno che la corsa non venga sospesa”, specifica il nuovo regolamento.
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Patrick Head sappiamo è uno degli uomini che su incarico della Fia ha lavorato alla stesura del nuovo regolamento tecnico che cambierà profondamente il volto della Formula 1 a partire dal 2013.
Il ritorno del propulsore Turbo è certamente l’aspetto più importante del nuovo assetto della massima formula, e Patrick fa nuovamente il punto su questa rivoluzione che suscita entusiasmo per alcuni, ma anche preoccupazioni in altri.
Continua a leggere: Patrick Head fa il punto sulle nuove regole 2013
Le dichiarazioni rilasciate da Max Mosley sul 2010 della Red Bull alla vigilia di Natale hanno dato il via ad una coda di osservazioni, spunti, ipotesi supposizioni. Tra queste, la più clamorosa è la possibilità di revoca del Mondiale vinto dalla squadra austriaca quest’anno.
Secondo quanto emerso nel corso della riunione della FOTA tenutasi la scorsa settimana, il team di Dietrich Mateschitz avrebbe speso più di quanto consentito nell’arco della stagione, violando l’RRA, Accordo di Restrizione delle Risorse. Giovedì, in sede di riunione, Red Bull ha così chiesto un’amnistia all’associazione dei team.
Dietro quella che sembrava una delle tante dichiarazioni che l’ex-presidente della FIA ha continuato a rilasciare dopo aver abbandonato la carica, ci potrebbe essere qualcosa in più. Come osserva oggi La Stampa, chi viola l’RRA non compete ad armi pari contro gli avversari e dunque contravviene a quanto detta l’articolo 151 C del regolamento in materia di lealtà sportiva.

Non solo i nuovi 1.6 turbo: il 2013 sta prendendo le sembianze del nuovo “anno zero” della Formula 1. Se tutte le novità di cui si parla dovessero effettivamente prendere corpo, quella stagione sarà a dir poco rivoluzionaria. Secondo un recente reportage della BBC, si sta lavorando dietro le quinte per migliorare drasticamente due aspetti dello sport: spettacolo ed efficienza dei motori.
Il confronto comincerà nel mese di gennaio, quando il Technical Working Group della FOTA (associazione che riunisce vari ingegneri di tutti i team) passerà al vaglio le novità tecniche che verranno proposte da Patrick Head e Rory Byrne, con possibilità di suggerimenti e integrazioni prima dell’approvazione definitiva da parte della FIA.
Secondo quanto riportato dalla tv inglese, le novità per il 2013 saranno davvero tantissime: ali anteriori e posteriori di dimensioni ridotte, ritorno dell’effetto suolo, riduzione della deportanza complessiva che faciliterà i sorpassi e renderà le auto più difficili da guidare, ampliamento della sezione degli pneumatici per garantire comunque adeguate velocità di percorrenza in curva.
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Gli americani stanno lavorando a testa bassa per far tornare la Formula 1 negli USA: gli organizzatori del prossimo Gran Premio degli Stati Uniti, che si terrà ad Austin, Texas nel 2012, hanno già presentato i piani definitivi per l’omologazione FIA del nuovo circuito. In anticipo rispetto al previsto, dal momento che inizialmente si parlava di una definizione completa del progetto solo “ai primi del 2011″.
L’annuncio è stato interpretato da molti come il segno che i lavori stiano procedendo per il verso giusto, sotto la (solita) supervisione di Hermann Tilke. Tavo Hellmund, l’organizzatore della gara, ha del resto sottolineato come questo anticipo sia l’evidenza dell’impegno profuso e un indicatore attendibile della loro possibilità di avere tutte le carte in regola ben prima dell’arrivo della F1.
“Con la presentazione della domanda di omologazione due mesi prima della scadenza confermiamo che la costruzione di questo impianto multifunzione e all’avanguardia sta rispettando i tempi”, si legge nel comunicato ufficiale degli organizzatori. Ora non manca che il semaforo verde della Circuit Commission della FIA, che si riunirà a febbraio per deliberare sulla questione.

Nello stesso giorno in cui il World Motorsport Council della FIA ha deciso il ritorno dei turbo e il riconoscimento degli ordini di scuderia in F1, oltre alla nascita della nuova Formula 3 International Trophy, è stata presa un’altra importante decisione, già nota tra gli addetti ai lavori con il nomignolo vagamente irridente di “coprifuoco”.
In pratica, la delibera in questione impedirà alle squadre di meccanici di lavorare nelle ore notturne dei weekend, togliendo di fatto ai team la possibilità (spesso vitale…) di mettere le mani sulle vetture tra una giornata e l’altra dei fine settimana di gara. Da dove viene questa decisione, che potrebbe sembrare per qualcuno piuttosto cervellotica?
L’idea sembra sia venuta a qualcuno in Federazione all’indomani del GP inaugurale del 2010, corso in Bahrain: in quell’occasione, alcuni team -soprattutto le new entries- si ridussero all’ultimo minuto ad assemblare le monoposto. Un lavoro disumano per i meccanici, osserva la FIA, che ha così stabilito di…chiudere le botteghe tra mezzanotte e le sei o tra l’una e le sette, a seconda dell’orario delle prime libere.
La notizia non è nemmeno arrivata che subito sono arrivate le prime reazioni: il primo a commentare la nuova politica della FIA in fatto di ordini di scuderia è stato Giancarlo Minardi. Come riportato dall’ADN Kronos, l’ex numero uno della squadra di Faenza ha affermato che una squadra “corre per vincere” e per farlo può accedere agli ordini di scuderia, “purché rimanga nel lecito”.
“Credo che sia una decisione giusta perché la scuderia è sovrana in tutto quello che è la conduzione di una gara: è inutile che ci nascondiamo. Sono sempre stati fatti perciò è meglio renderli liberi nel rispetto di un’etica professionale. Si pagano tecnici, ingegneri e piloti per raggiugnere un obiettivo, non vedo perché non si debbano utilizzare ordini di scuderia per far vincere la propria squadra” ha concluso Minardi. Sembra davvero che, ancora una volta, la legge abbia seguito la consuetudine…

Dopo le polemiche che hanno seguito il sorpasso “pilotato” di Alonso su Massa nel Gran Premio di Germania 2010, in Formula 1 il divieto agli ordini di squadra è venuto meno. Oggi, nella stessa riunione del World Motorsport Council in cui è stata deliberata l’adozione dei 1.6 turbo dal 2013, la FIA ha deciso che già dall’anno prossimo questo tipo di pratica sarà reso nuovamente “legale”.
Il nuovo regolamento sportivo sopprimerà dunque il famigerato articolo 39.1, ma la FIA ha comunque chiarito che la regola prevista nell’articolo 151 c del Codice Sportivo Internazionale, secondo cui possono essere punite le azioni in grado di portare discredito all’attività sportiva. Ricordiamo che dopo il “fattaccio” di Hockenheim, Ferrari fu punita con una multa di 100.000 dollari.