
Il Campionato Americano IndyCar và verso un cambio di rotta riguardo la tipologia delle sue gare, nato dopo la scissione degli anni 90 proprio per un ritorno alla tradizione USA degli ovali, ora cambia direzione.
In questi anni man mano sono aumentate le gare su circuiti non ovali, ma dall’anno prossimo si disputeranno un numero maggiore di gare su cittadini e stradali che non su circuiti ovali.

Tony George in fondatore della serie americana IndyCar: l’uomo che a metà anni novanta porto a termine lo scisma nel motorsport a stelle e strisce smembrando il campionato Cart e portando alla nascita di due serie, ora lascia la guida della sua creatura.
I motivi risiedono in dissapori familiari con le sorelle, dissapori nati dopo la crisi finanziaria che ha colpito pure il portafoglio azionario della famiglia George, dal primo luglio Tony George è stato destituito dal ruolo di Presidente dell’Indianapolis Motor Speedway, e dalla Hulman & Company, società che fanno entrambe capo alla sua famiglia. A questo punto Tony ha rifiutato la guida della IndyCar non condividendo la ripartizione delle responsabilità in più mani.
Ci sono piloti che con il tempo hanno dimostrato di essere degli eroi. E Alex Zanardi è uno di questi. L’italiano ci ha mostrato di che pasta è fatto, e lo ha dimostrato nel momento più difficile della sua vita, quel terribile giorno in cui perse le gambe a causa di un incidente nel finale della gara in Germania, sulla pista Eurospeedway del Lausitzring della Formula CART, e poi ce lo ha riconfermato da quell’incredibile momento in poi.
E oggi Alex corre ancora, per la gioia di noi tutti, e lo fa con successo nel FIA Wtcc. Ma a noi piace anche ricordarlo ai suoi tempi d’oro nella Indy Car, dove Zanardi fu portagonista assoluto, anche di spettacolo, come ci testimonia alla perfezione questo bellissimo filmato che ce lo ricorda in una della sue vittorie più belle sulla pista di Laguna Seca nel 1996.
Dopo avervi raccontato della gara e della bella vittoria di Helio Castroneves alla 500 Miglia di Indianapolis 2009, ora vi proponiamo un bel filmato che ci mostra i momenti più importanti ed emozionanti della gara, che come da tradizione sono stati tanti e tutti interessanti.
E a riguardo meritano particolare attenzione - come ci scrive il nostro lettore Ryuk Shinigami, che ci ha anche segnalato il video - lo spettacolare l´incidente tra Meira e Matos e anche le incredibili scuse con il team di Danica Patrick quando sbaglia la piazzola ai box.
Buona visione!
via | Espn.go.com

Helio Castroneves ha vinto la 500 Miglia di Indianapolis. Per lui è il terzo successo nella classica sfida a stelle e strisce. Un sigillo che giunge a completamento di una gara iniziata male dalla pole position: il brasiliano cede infatti a Dario Franchitti il comando delle danze al primo re-start, dopo l’incidente tra Mario Moraes e Marco Andretti.
La tornata inaugurale dei pit-stop fa scorrere Ryan Briscoe in seconda posizione. Al trentaduesimo giro, anche Scott Dixon passa Castroneves, soffiandogli la terza piazza. Ma la sfida è ancora lunga. Al re-start del 64° giro, Briscoe perde terreno vistosamente e recupera la pit line, per un treno di gomme non performante, che gli crea diversi problemi. Dixon passa in testa.
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Dopo una stagione infelice in Nascar, Dario Franchitti riscopre il gusto della vittoria in Indycar, tagliando per primo la linea del traguardo a Long Beach, secondo appuntamento stagionale della serie. Scattato male allo start, il pilota Ganassi si fa sfilare subito da alcuni rivali, mentre il poleman Power compie una partenza imperiosa.
Fino al quinto passaggio i giochi sembrano congelati, con Matos e Wilson in seconda e terza posizione. Dietro di loro Franchitti, che supera i due che lo precedono. Davanti a lui solo il leader della gara. Tutto procede regolarmente, ma al 15° giro c’è un rallentamento per l’incidente di Conway, finito contro le barriere di protezione.
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C’è fermento per la Indycar, come anticipato questa mattina c’è in lizza anche Fiat per la fornitura dei motori dopo che il nuovo regolamento ha aperto le possibilità di fornitura per i motori anche ad altri costruttori oltre ad Honda, e ora la situazione si sta delineando al meglio.
L’accordo infatti ha visto al centro Porsche, Volkswagen, Audi, Fiat e Honda, e la situazione pare che i tedeschi correrano con il marchio Volkswagen, mentre gli italiani puntano al rilancio di Alfa Romeo. Confermati anche i giapponesi, che giurano fedeltà per un propulsore V4 da 2000cc Turbo!
Un fermento assolutamente di buon auspicio, specie in questo momento così critico per l’economia statunitense, al quale però la massima formula americana ha deciso di controbattere tanto da poter ora vedere il proprio futuro sempre più roseo.
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I boss della IndyCar vogliono dare una boccata di aria nuova al loro mondo, non solo attraverso inediti provvedimenti regolamentari, ma anche con l’apertura a nuovi motoristi, per rompere il monopolio della Honda. La casa nipponica resterebbe comunque tra i fornitori coinvolti. Gli altri marchi che potrebbero fare il loro ingresso sono Porsche, Volkswagen, Audi e Fiat. I primi tre appartengono alla stessa galassia, quindi la decisione finale sarà vagliata congiuntamente.
La casa italiana, invece, potrebbe decidere di partecipare con il brand Alfa Romeo, in vista del suo sbarco negli Usa. Tutte le prospettive restano comunque aperte. I costruttori interpellati dovrebbero fare il loro debutto nella serie fra il 2011 e il 2012. Prima di assumere una decisione, le case hanno incontrato i vertici della IRL, per approfondire le novità in arrivo. Una delle più evidenti è l’adozione di propulsori a quattro cilindri da due litri, dotati di iniezione diretta e sovralimentati con turbocompressore.
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Sarà Will Power nell’abitacolo della Dallara del Team Penske nei test precampionato in programma a fine febbraio, e di fatto questo lo proietta ad essere il candidato più probabile a sostituire Helio Castroneves in seno al Team fin quando il brasiliano non sarà disponibile.
Ricordiamo che Castroneves è ancora impelagato in una brutta storia di evasione fiscale, e non si sa ancora le conseguenze che porterà al bravo pilota, Power per il momento ha avuto la meglio su altri suoi connazionali quali Ryan Briscoe, Justin Wilson e Ryan Hunter Reay.

La IndyCar massimo Campionato per monoposto USA torna ad attirare interesse a livello internazionale, la riunificazione con la Champ-Car, concorrente per anni ha ridato smalto al campionato che nelle ultime stagioni aveva perso interesse.
Tutti ricordiamo gli anni d’oro della CART quando a cavallo degli anni 80 e 90 la serie Americana era diventata un riferimento tra le monoposto, attirando sponsor internazionali, piloti di Formula 1 e soprattutto costruttori Europei, ricordiamo Porsche e Alfa Romeo che per la verità non ebbero molta fortuna, ma il loro impegno dimostra quanto interesse avessero all’epoca per la serie USA e per il mercato che essa rappresentava.
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