Enrico Vercelli è un nostro assiduo lettore. Di professione fa il designer, ma nell’ambito delle auto di serie. Qualche volta si immerge in quella poesia composta da gomme adesive, dischi freno incandescenti e tubi di scarico capaci di passare dal grigio al rosso fuoco, producendo emozionanti colonne sonore.
Nel suo ultimo tuffo ha voluto immaginare come potrebbe essere una Mazda 3 mps se partecipasse al campionato WTCC. La grafica applicata vuole essere un omaggio a quel mostro chiamato 787b, che mette in luce cosa può offrire un motore rotativo. Ai lettori il giudizio sull’opera.

Successo “totale” per Mazda al termine della Britcar Silverstone 24 Hours tenutasi questo finesettimana sul circuito inglese. Per il secondo anno consecutivo, tre RX8 hanno tagliato il traguardo in successione dopo l’estenuante gara. In esame era l’affidabilità delle vetture, e più di tutto la particolare capacità del motore rotativo di reggere dei ritmi serrati per lungo tempo, a questa si è aggiunta l’efficienza del team, che si è poi resa necessaria in alcuni frangenti per portare le tre vetture sul traguardo.
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Siamo al conto alla rovescia per i test day e per la vera e propria 24 Ore di Le Mans 2006. Da domani incominceremo ad avere i primi indizi sulla competitività dei vari team, ben sapendo che alcuni team (Audi in primis) non scopriranno completamente le loro carte, ed altri ci metteranno un po’ a trovare il setup ottimale per la loro auto.
In risposta alle vostre richieste andiamo intanto ad esporvi le caratteristiche del regolamento prototipi Le Mans.
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Parte con uno schieramento a dir poco risicato la prima 1000 Km della Japan Le Mans Challenge, equivalente nipponico di LMS ed ALMS.
Sono 12 le auto che disputano le qualifiche, e solo 11 prendono il via, come si può vedere nella foto della partenza. In prova nessuno può avvicinare l’unica vera e propria LMP1 presente, vale a dire la bellissima Zytek rossa dell’Hitotsuyama Racing, condotta dai forti Katoh e Noda.
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Gli avversari dell’Audi nell’ALMS,principalmente il team Dyson, dovevano approfittare delle poche gare corse ancora dall’Audi R8, per guadagnare punti preziosi da difendere quando sarebbero tornate le R10.
La “vecchia” corazzata di Ingolstadt non sarà più la più veloce, ma continua ad avere un’affidabilità a tutta prova, e così i suoi piloti, Capello e McNish, hanno “solo” dovuto approfittare dei problemi tecnici degli avversari.
Le stesse Porsche Spyder LMP2 di Penske, in grado di prendere il comando assoluto durante la gara, escono con le ossa rotte, ancora per problemi di affidabilità, e la classe P2 viene ancora conquistata dalla Lola AER del Team Intersport, seppur alle prese con un motore sfiatato.
Sono così le Corvette GT1 ufficiali a conquistare secondo e terzo posto assoluti, con la vettura di Gavin-Beretta davanti alla sorellina di Fellows-O’Connell.
Riscossa delle Porsche in GT2, con le auto di Alex Job Racing e Flying Lizard, che si impongono sulla Ferrari 430 di Risi.

La Prodrive continua a mettere il suo zampino un pò ovunque. L’ultima novità riguarda l’intervento sulla Mazda RX8, adesso denominata PZ. La base di partenza è la versione da 231CV, che dal punto di vista motoristico è rimasta intatta, ma su cui è stata operata una ridefinizione di quello che deve essere il comportamento stradale.
Con componenti specifici Bilstein ed Eibach il corpo vettura è stato abbassato di 17 mm senza procurare un eccessivo indurimento nel caso di dossi e pavè, vista la natura a quattro posti di questa particolare coupè che quindi dovrebbe avere ancora un pò di riguardo per i passeggeri. La messa a punto della Prodrive è stata sviluppata principalmente in pista, nel centro MIRA, e ricontrollata sulle normali strade, con l’obbiettivo di appiattire il comportamento in curva, diminuire il rollio senza renderla saltellante e marmorea.

Continuando sulla scia delle Jappe, visto l’interesse mostrato nei confronti della Super GT, ed a completamento della notizia sulla Supra ecco un reportage di Road&Track sulle armi in uscita dalle fucine Nipponiche ed in attesa di diventare realtà. La Mazda con la Kabura vorrebbe rinverdire i fasti passati e sopperire alla mancanza di un modello che interpreti la filosofia della Rx-7. In casa Toyota oltre alla Supra c’è la cugina Lexus LF-A (o GT450/Gt500), insomma una vera esotica che già ha calcato i cordoli del rinnovato circuito di Fuji come una furia. A spingerla in questa impresa provvede un V10 da oltre 500Cv con cubatura prossima ai 5 litri, un sistema di lubrificazione a carter secco, inedito per questa casa, ed una zona rossa al limite dei 9000 giri/min.
Quando la Toyota lo scorso anno ha ritirato la propria sponsorizzazione dal Campionato Champ Car Atlantic, seguito dall’annuncio che la serie avrebbe perso il Toyota 4AGE 1.6 a favore del 2.3 litri Cosworth , in molti avevano creduto nel subentro della Ford. La previsione non era molto errata. Ieri la Mazda ha annunciato un contratto triennale con la serie, un ottimo campo di prova per le nuove leve. Quindi per la stagione 2006 le Atlantic saranno motorizzate con un 4 cilindri 2.3litri da 300CV di progetto Mazda MZR, ma anche noto come Ford Duratec 23 preparato dalla Cosworth Engineering. Dunque la denominazione ufficiale sarà “Yokohama presents the Champ Car Atlantic Championship powered by Mazda”, nientemeno! Ma adesso sono in attesa dei fans. Certo che montare un Cosworth su una monoposto suona molto meglio di un Mazda, questione di gusti… e di marketing.
[Via: Jalopnik.com]