
Dai cugini di Autoblog apprendiamo della presentazione da parte della Mercedes del rinnovato modello della S63 AMG, dotata della nuova unità propulsiva da 5,5 litri al posto del 6.3. Il nuovo motore siglato M157 è un gioiello tecnologico dotato di due turbine, eroga 544 o 571CV secondo le due versioni proposte, con un peso di 204Kg, valori di coppia spaventosi, ed un consumo incredibilmente basso.
Ma non è questo che ha attirato la nostra attenzione di cultori del Motosport, bensì la livrea della showcar: si tratta dei colori con cui nel 1971 la allora sconosciuta AMG schiero alla 24 ore di Spa una 300SEL 6.3, soprannominata Rote Sau ( scrofa rossa ).
Continua a leggere: Mercedes S63 AMG, il ritorno della Rote Sau
La Ferrari 250 P è un bolide da corsa, severo e rigoroso, che si caratterizza per l’ampio roll-bar alle spalle dell’abitacolo. Il motore deriva dal robusto V12 della Testa Rossa, disposto in posizione posteriore-centrale. Al suo attivo 310 cavalli a 7500 giri al minuto. Un valore più che sufficiente a mettere le ali alla creatura di Maranello.
La Sport, prodotta in 4 unità, raccoglie subito una magnifica doppietta alla 12 Ore di Sebring del 1963, con Surtees e Scarfiotti, davanti a Mairesse e Vaccarella. Il suo dominio è evidente, facendo svanire le speranze dei rivali. La freccia scarlatta, condotta da Scarfiotti e Bandini, si aggiudica molte sfide, compreso il più classico degli appuntamenti in calendario, la mitica 24 Ore di Le Mans.
Oggi possiamo gustare, nel loro romanticismo, alcuni filmati delle edizioni della Targa Florio degli anni Cinquanta. Nata nel 1906 da una scommessa di Vincenzo Florio, la corsa siciliana si distinse subito per la grande selettività e per il notevole impegno richiesto ai conduttori che, con spirito di avventura, si sono prestati alla sfida madonita, considerata una delle più dure e affascinanti di tutti i tempi.
I ricordi del primo trentennio di “Targa” si legano alla prima vittoria, conseguita da Cagno su Itala, e a piloti del calibro di Campari, Nuvolari, Masetti, Varzi, Borzacchini (e allo stesso Enzo Ferrari). Nonostante le disastrose condizioni in cui versavano le strade isolane di quegli anni, simili a mulattiere interpoderali, la corsa riuscì a conquistare un’invidiabile fama internazionale.
Continua a leggere: Video della Targa Florio negli anni Cinquanta
Quella del 1972 entrerà nella storia come una delle edizioni più avvincenti della Targa Florio. Si disputa su 11 giri dello stretto e tortuoso circuito di 72 km, con le Sport da 3 litri a giocarsi la vittoria. I prototipi più grossi sono infatti esclusi dal nuovo regolamento approvato dalla Federazione. La Ferrari, con la magnifica 312 P, è assolutamente tranquilla, essendosi aggiudicata il Campionato.
Per questo si limita ad inviare in Sicilia una sola auto, affidata al collaudato Merzario, in coppia con Sandro Munari. L’azienda del “cavallino rampante”, grazie allo splendore della stagione agonistica, può permettersi il lusso di affidare la sua creatura al neo vincitore del Rally di Montecarlo, non esperto nella conduzione di bolidi con simili caratteristiche. Ne deriva un’inedita coppia, tutta da sperimentare, che funzionerà.
Oggi è una data speciale, che ricorda l’anniversario di un mito che vogliamo ricordare con affetto.
Enzo Ferrari, nasce a Modena il 18 febbraio del 1898, in una gelida e nevosa giornata che costringerà la madre Adalgisa a denunciare il lieto evento all’ufficio dello stato civile con due giorni di ritardo. Il padre Alfredo, uomo della media borghesia emiliana, dirige un’officina di carpenteria metallica che lavora prevalentemente per conto delle Ferrovie dello Stato.
Al 1903 risale il primo e fatidico incontro di Ferrari con l’automobile, che segnerà l’inizio di un lungo e granitico idillio, destinato a entrare nella storia. In quell’anno il padre acquista una scintillante De Dion Bouton 3 cv e per il giovane discendente è amore a prima vista! Nella rimessa di famiglia a quella deliziosa auto faranno seguito una Marchard bicilindrica e una Diatto tre litri torpedo.
Continua a leggere: Enzo Ferrari, 112 anni fa nasceva il Commendatore

Felipe Massa ha fatto debuttare in pista questa mattina a Jerez de la Frontera il telaio numero 282, secondo esemplare della F10. Di solito, le squadre di Formula 1 identificano con un numero progressivo i telai di ogni singolo modello delle monoposto schierate in pista durante la stagione, iniziando una nuova serie l’anno successivo.
La Scuderia Ferrari ha seguito questo metodo per i primi vent’anni di partecipazione al Campionato del Mondo ma ha poi scelto una strada diversa, preferendo identificare con un numero progressivo i telai senza interrompere la serie alla fine della vita del modello.
Continua a leggere: Ferrari: da 1 a 282, alle origini della numerazione dei telai
La Maserati A6GCS del 1953 è una bella barchetta scaturita dalla fantasia di Fantuzzi, con l’apporto tecnico di un progettista che non ha bisogno di presentazioni: il grande Gioacchino Colombo. Questa scultura del “Tridente”, prodotta in 52 esemplari, ha nell’affidabilità uno dei suoi punti di forza. Agevoli anche gli interventi meccanici, grazie alla costruzione semplice e curata.
Le prestazioni sono molto elevate, in virtù dei 740 kg di peso, che rendono poco gravoso il compito dei 170 cavalli spremuti dal piccolo due litri. A fare il resto ci pensa la splendida maneggevolezza, che migliora la dinamica di guida. Ecco dove sta il segreto della biposto modenese, che vinse subito la sua classe alla Mille Miglia del 1953, gara di esordio del modello.
La 250 Testa Rossa è una creatura incantevole, al cui fascino è impossibile resistere. Vanta tre titoli mondiali Marche, conquistati nel 1958, 1960 e 1961. Ecco perché è entrata nel cuore della leggenda. Gli 800 kg di peso vengono lanciati alle velocità più elevate da un robusto 12 cilindri di origine Colombo, affinato da Carlo Chiti.
Alimentato da un’imponente batteria di carburatori Weber, sviluppa una potenza di 300 Cv a 7200 giri al minuto. Il suono che emette produce immense scariche di adrenalina. E’ un vero piacere assistere al passaggio di questa opera d’arte. La vettura “clienti” debutta nel novembre del 1957 e nasce sulla spinta delle evoluzioni regolamentari previste per la stagione successiva, che mirano a ridimensionare le prestazioni, per evitare gli eccessi dei bolidi più grossi. L’autorità internazionale ritiene che un buon viatico per ottenere lo scopo sia di ridurre a 3 litri la cilindrata delle Sport.
Ecco un video che ci trasporta nel passato, in una dimensione romantica e pregna di eroismo. Protagonista del cortometraggio è l’Alfa Romeo 16C Bimotore, voluta nel 1935 da Enzo Ferrari, per cercare di contrastare il passo delle Auto Union e Mercedes. Il Drake era all’epoca direttore del reparto corse del “Biscione” che, per i bolidi da gara, si fregiava del logo della scuderia del “cavallino rampante”. L’auto venne progettata da Luigi Bazzi, in un tempo drammaticamente breve. I risultati non furono quello sperati, ma la storia automobilistica si è arricchita di un bel gioiello.
Il 9 maggio del 1965 appartiene al mito della Targa Florio. In quella data si svolge la 49ª edizione della corsa più vecchia del mondo, che per i siciliani equivale a una sconfinata gioia. Il loro idolo vince sull’auto dei loro sogni, nel cuore di un circuito a loro tanto caro. Un memorabile successo fortemente desiderato dagli ottocentomila tifosi presenti.
Al via tre Ferrari 275 P2, destinate a Vaccarella-Bandini, Scarfiotti-Parkes e Guichet-Baghetti. Completano l’armata “rossa” alcuni modelli di grande fascino, gestiti da team indipendenti. La Porsche conta sulla 904 Gts di Antonio Pucci che, spinto dall’affetto dei conterranei, spera di regalare una bella prestazione. Della cavallina di Stoccarda sono anche i prototipi di Bonnier-Hill, Maglioli-Linge e Davis-Mitter.