La Ferrari 250 P è un bolide da corsa, severo e rigoroso, che si caratterizza per l’ampio roll-bar alle spalle dell’abitacolo. Il motore deriva dal robusto V12 della Testa Rossa, disposto in posizione posteriore-centrale. Al suo attivo 310 cavalli a 7500 giri al minuto. Un valore più che sufficiente a mettere le ali alla creatura di Maranello.
La Sport, prodotta in 4 unità, raccoglie subito una magnifica doppietta alla 12 Ore di Sebring del 1963, con Surtees e Scarfiotti, davanti a Mairesse e Vaccarella. Il suo dominio è evidente, facendo svanire le speranze dei rivali. La freccia scarlatta, condotta da Scarfiotti e Bandini, si aggiudica molte sfide, compreso il più classico degli appuntamenti in calendario, la mitica 24 Ore di Le Mans.
Quella del 1972 entrerà nella storia come una delle edizioni più avvincenti della Targa Florio. Si disputa su 11 giri dello stretto e tortuoso circuito di 72 km, con le Sport da 3 litri a giocarsi la vittoria. I prototipi più grossi sono infatti esclusi dal nuovo regolamento approvato dalla Federazione. La Ferrari, con la magnifica 312 P, è assolutamente tranquilla, essendosi aggiudicata il Campionato.
Per questo si limita ad inviare in Sicilia una sola auto, affidata al collaudato Merzario, in coppia con Sandro Munari. L’azienda del “cavallino rampante”, grazie allo splendore della stagione agonistica, può permettersi il lusso di affidare la sua creatura al neo vincitore del Rally di Montecarlo, non esperto nella conduzione di bolidi con simili caratteristiche. Ne deriva un’inedita coppia, tutta da sperimentare, che funzionerà.
Oggi pubblichiamo un’altra carrellata di foto del lettore Pierangelo Rigamonti, che ringraziamo per la collaborazione. La gallery si riferisce alla 57ª Coppa Intereuropa Storica di Monza del 6 e 7 giugno 2009. Vedere tutti quei bolidi di vecchia memoria sul circuito brianzolo è un’emozione indescrivibile.
La poesia dell’evento si coglie in tutti gli scatti, che trasmettono piacevoli sensazioni, capaci di far comprendere il giovamento del pubblico presente alla kermesse. A questo punto non ci resta che rinnovare i complimenti all’autore, la cui passione per la macchina fotografica e le auto da corsa produce delle opere molto gradevoli.
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Lo studio olandese Vandenbrinck Design mostra la sua ultima creazione, basata sulla Ferrari 599 si tratta di una reinterpretazione della Ferrari 250GTO, che dire rivedere le forme della berlinetta di Maranello per eccellenza mette i brividi.
I design riprende infatti le splendide linee del GTO molto fedelmente sporcate appena dallo spoiler anteriore e l’alettone posteriore.
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La rievocazione della 1000 Miglia, uno degli appuntamenti più ambiti dai collezionisti di automobili sportive, nel 2010 avrà una spettacolare anteprima, denominata “Ferrari Tribute to the 1000 Miglia”. Le 360 vetture storiche ammesse ogni anno a questa classica saranno precedute da 120 “rosse” di oggi e di ieri, comunque costruite dopo il 1957.
Questo è, infatti, l’ultimo anno in cui la celebre gara di velocità ebbe luogo. Anno che resta vincolante per l’accettazione delle vetture alla rievocazione storica. Così i numerosi clienti Ferrari desiderosi di partecipare ma che non dispongono di un esemplare dotato dei requisiti di ammissibilità, potranno essere sul percorso con classifiche loro dedicate.
I volumi della carrozzeria ricordano quelli della 330 P3 e questo basta per ritagliargli un posto d’onore nel cuore del popolo ferrarista. Anch’essa realizzata dalla Carrozzeria Drogo, vanta una linea delicata e coinvolgente, che la rende estremamente appetibile. Raccolta e tondeggiante, esprime un romanticismo stilistico al quale non è difficile abbandonarsi. Il delizioso frontale, schiacciato al suolo, assicura la giusta dose di deportanza.
Un grande parabrezza arcuato protegge l’abitacolo dai vortici d’aria e ne slancia il profilo. Alle spalle del pilota spicca un roll-bar collegato da due pinne al cofano motore, per un risultato armonico di sublime eccellenza artistica. La coda, morbida e ondulata, incanta la vista e garantisce un buon livello di carico aerodinamico. Con le sue proporzioni da top model la 206 Sp sembra pronta ad aggredire l’asfalto dei campi di gara. Sarà l’ultimo prototipo da corsa del “cavallino rampante” a fare tesoro del motore V6; poi si passerà ad altri frazionamenti.
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La Ferrari Dino 246 GTS e la Porsche 911 2.4 S continuano a suscitare i sogni degli appassionati. Queste due creature sembrano destinate all’eternità, per traghettare verso il futuro le emozioni di un mondo romantico.
Anche se le potenze in ballo non sono “mostruose”, il fascino della loro azione e la bellezza delle loro forme sono la migliore chiave per aprire le porte dei cuori sportivi. Oggi le possiamo ammirare nei fotogrammi di un video francese. Buona visione.
Spinta da un melodioso 6 cilindri in linea di 3.4 litri con lubrificazione a carter secco, la Bmw M1 è una granturismo a motore centrale che può contare su una riserva energetica di 277 cavalli, abbinata a una coppia massima di 330 Nm a 5000 giri al minuto.
L’unità propulsiva, progettata dal reparto Motorsport, deriva da quella della coupé 635 Csi, ma è resa ancora più performante dall’adozione della distribuzione bialbero a 24 valvole e di uno specifico impianto di alimentazione e accensione. In fase di progetto si era considerata anche l’idea, poi abortita, di un inedito V12.
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Il video odierno tocca le corde emotive dei nostalgici e sposta indietro l’orologio della passione. E’ un camera car a bordo di un prototipo impegnato nell’ispezione del percorso prima della Targa Florio del 1973. Le immagini consentono di inquadrare la magia siciliana, con atmosfere di grande splendore artistico. Fa una certa impressione vedere il bolide tra utilitarie, case e api a tre ruote. Che tempi…
Si è chiuso il “Sicily Lancia Graffiti”, raduno all’insegna dello sport riservato ai possessori di alcune fra le più interessanti auto stradali e da competizione prodotte in oltre 100 anni di vita dalla casa torinese. Il meeting motoristico, allestito da “Stratos DMC”, ha consentito ai partecipanti di godere degli ultimi scampoli della lunga estate siciliana, su alcune delle strade che hanno reso celebre il nome di Vincenzo Lancia e delle sue creature.
Il percorso ha avuto un’impronta prevalentemente turistica, interessando anche il tracciato di 72 km della mitica Targa Florio. In questa sfida il costruttore torinese ottenne un secondo posto da pilota nel 1907 e nel 1908, mentre la marca da lui fondata fece sue cinque vittorie nella prova di velocità e dieci nel rally. Quartier generale della manifestazione è stata la città di Cefalù, dove le vetture partecipanti sono rimaste in esposizione nei momenti di sosta.
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