Jean Todt parla della Fia e della Formula 1

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In un'intervista al Corriere dello Sport, Jean Todt presenta la sua Formula 1 (o almeno quella che vorrebbe). L'ex ferrarista punta a un taglio dei costi, alle energie alternative e a un mondo dei Gran Premi più spettacolare. Per raggiungere questi obiettivi, il "Napoleone dell'automobilismo" seguirà una strada diversa rispetto a Max Mosley: "Non mi piace la logica delle macchine che cambiano forma ad ogni gara". Ovvio il riferimento alla continue rettifiche regolamentari volute dal suo predeccessore.

Dopo l'esperienza manageriale pura, il francese si trova ora a misurarsi con un rapporto molto più politico con il suo ambiente. La cosa non lo preoccupa, visto che è preparato alla sfida. Questa non riguarda solo il Circus, perché l'universo della Fia è molto più grande, interessando mille discipline motoristiche, ma anche i temi legati alla mobilità. Uno degli scopi principali diventa allora quello di ridurre la mortalità sulle strade di tutti i giorni, attraverso un grande programma di educazione, che verrà lanciato a marzo presso la sede delle Nazioni Unite.

Todt sarà il grande manovratore strategico della federazione, ma affiderà ogni comparto agonistico ad un commissario, cioè ad una figura di responsabilità che si occuperà di ciascun settore. Anche la Formula 1 avrà il suo delegato, che verrà scelto da una lista ristretta di papabili. Interrogato sul gradimento fra le squadre di questo soggetto, il presidente risponde: "Sarà gradito a me. Se fosse gradito a tutti non sa­rebbe la persona giusta".

Per distinguere il lavoro, anche le sedi dell'organo federale saranno diversificate: la mobilità a Parigi, lo sport a Ginevra. Una prima prova del cambiamento sarà il prossimo Consiglio Mondiale, atteso in Ba­hrein, per portare i temi del Circus nel cuore dell’azione. Il giro dei Gran Premi, nei piani di Todt, deve diventare la vetrina di un mondo nuovo, fatto di "sostenibilità, risparmio energetico, propulsioni alternative, migliora­mento dello spettacolo, ampliamento del business".

Dice il grande capo: "Avevamo il kers e invece di riflettere su come renderlo meno costo­so lo si è abolito del tutto". Al tetto del budget Todt preferisce altre soluzioni, che consentano di dare una sforbiciata ai costi senza dare il pretesto a tante controversie. Diverse le soluzioni possibili, come quella di un'aerodinamica che non cambia in ogni circuito. Certo, a Mon­tecarlo l'auto scivolerà di più, ma questo metterà in luce la capacità dei piloti nel tenerla in pista. Parola di Todt.

Via | Corrieredellosport.it

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