Video dell'Artega Gt: tedesca di tempra sportiva

Con le sue proporzioni sportive ha il piglio felino delle auto da corsa, il cui spirito battagliero cerca di emulare. Gli sforzi dei progettisti si sono concentrati sulla ricerca della leggerezza e della precisione di guida, per consegnare agli utenti un prodotto agile e reattivo, capace di disegnare traiettorie di alto rigore geometrico.

Il risultato del loro impegno traduce in evidenze empiriche l’ambizione iniziale, confermando la qualità del lavoro di sviluppo, condotto da uomini di grande esperienza, coordinati da un manager di lungo corso come Karlheinz Kalbfell. L’essenza più intima dell’Artega Gt è anticipata dalle forme muscolose, dovute alla matita di Henrik Fisker, che vanta nel suo palmares modelli come la Bmw Z8 e l’Aston Martin Vanquish.

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Dall’esteso impiego di alluminio per il telaio e la carrozzeria - con porte, cofani ed ali in fibra di carbonio - derivano dei riflessi positivi sulla scala della bilancia. Il peso di 1100 kg è una buona base per conseguire utili riscontri in termini di maneggevolezza e accelerazione, specie quando la spinta viene fornita da un cuore di 296 cavalli, con 35.7 kgm di coppia all’attivo.

Tale scarica di energia giunge dal VR6 di 3.6 litri a iniezione diretta messo a disposizione dalla Volkswagen. Del colosso tedesco è pure il cambio DSG a sei rapporti con doppia frizione, mutuato dall’Audi TT, che accresce le sue credenziali tecniche. I numeri parlano di uno scatto da 0 a 100 in meno di 5 secondi e di una velocità di punta di 270 km/h. Si tratta di valori in linea con quelli della migliore concorrenza, ottenuti in una cornice molto più esotica.

Anche sotto il profilo dinamico l’Artega non paga lo scotto delle origini poco blasonate, riuscendo ad offrire emozioni spumeggianti in un contesto espressivo audace e tagliente. Un simile traguardo è reso possibile dal valido bilanciamento delle masse, dalla cinematica delle sospensioni, dall’efficienza del comparto aerodinamico e dalla trazione posteriore.

Il feedback dello sterzo concorre al godimento dell’esperienza, con un comando pronto ad impostare le migliori linee di guida. Quanto basta per farne una sportiva concreta, capace di dare grosse soddisfazioni al conduttore, chiamato a scegliere fra quattro logiche di funzionamento per gestire l’interazione dei controlli di trazione e stabilità, fino ad escluderli totalmente. Il costruttore spera di raggiungere un volume produttivo di 500 unità annue.

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