Piero Ferrari parla del padre e della F1

piero ferrari

Come abbiamo visto, quella di ieri è stata una data speciale per gli appassionati del "cavallino rampante". Nella stessa giornata del 1898 nasceva Enzo Ferrari, anche se i documenti ufficiali parlano del 20 febbraio, quando fu registrato all'anagrafe. Il figlio Piero ricorda che suo padre celebrava il compleanno sempre il 18.

A lui i redattori del sito ufficiale della casa di Maranello hanno chiesto come il Drake avrebbe vissuto la ricorrenza a meno di un mese dalla partenza della nuova stagione di F1: "Un compleanno di lavoro con la passione e la determinazione di sempre. Sarebbe stato nel suo ufficio di Fiorano a monitorare i giri in pista e a discutere con la squadra ogni minimo dettaglio. Una pressione alta in ogni momento. Mi ricordo che quando nel 1979 Scheckter vinse il titolo, all'inizio del campionato la vettura nuova non era pronta e partimmo dopo due gare. Lavorammo giorno e notte incessantemente".

Che cosa avrebbe pensato di un campionato dove i test sono concentrati in quattro settimane per altro flagellati dalla pioggia?

"Sarebbe stato assolutamente contrario, questo è certo. Aveva la necessità, non solo tecnica ma oserei dire fisica, di vedere girare la monoposto. Dal momento del lancio della macchina, in ogni momento voleva che la vettura fosse costantemente testata. Non avrebbe accettato una situazione del genere. Non dimentichiamo che la pista di Fiorano fu costruita per questo e per fare i cosiddetti shakedown prima di ogni gara. Lui era presente ad ognuno di questi prima di vedere patire la sua monoposto".

E sarebbe contento della coppia di piloti latini che abbiamo quest'anno?

"Sono sicuro di sì. Avrebbe apprezzato di entrambi prima di tutto la qualità come piloti e poi sicuramente la loro passione. Forse avrebbe potuto anche rispondere alle critiche di chi gli contestava di non avere piloti del nostro Paese, in fondo Felipe e Fernando oltre a parlare un ottimo italiano sono caratterialmente molto simili a noi".

E Piero Ferrari come vive l'inizio della nuova stagione?

"Sono sereno. Abbiamo fatto delle ottime scelte. Felipe è completamente recuperato, Fernando si è inserito bene nella squadra. Quanto al valore tecnico dei due non sono certo io a scoprirlo: Felipe in questi ultimi anni, sicuramente non fortunati, ha dimostrato di essere da titolo mondiale, Alonso ne ha già vinti due. La macchina mi pare si stia comportando bene, per cui sono fiducioso. L'importante è che si possa riparlare di sport, spero sia la stagione fatta di confronti in pista e non in tribunale in virtù di regolamenti chiari. Questo sport deve tornare ad essere una sfida sportiva e tecnologica e niente altro".

Curioso del nuovo regolamento? E delle nuove squadre?

"Non mi sono ancora immaginato come sarà senza rifornimenti ma solo con il cambio gomme, vediamo come cambieranno le strategie. Per il resto seguo la buona regola di non parlare degli altri. Dico solo che a quanto si legge sui giornali qualche nuova squadra potrebbe essere in difficoltà, tanto da non poter partecipare al Campionato. Io sono totalmente d'accordo con Luca di Montezemolo quando dice che ci dovrebbe essere la possibilità di schierare una terza macchina da affidare ai team più piccoli se non addirittura fare come negli anni '70 quando, vista la stabilità dei regolamenti, i team privati utilizzavano spesso la vettura delle squadre più grandi dell'anno precedente. Credo davvero che ci siano tutti i margini per pensare all'introduzione della terza macchina che potrebbe garantire risparmi e spettacolo".

Via | Ferrari Press

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