Video della Targa Florio del 1972

Quella del 1972 entrerà nella storia come una delle edizioni più avvincenti della Targa Florio. Si disputa su 11 giri dello stretto e tortuoso circuito di 72 km, con le Sport da 3 litri a giocarsi la vittoria. I prototipi più grossi sono infatti esclusi dal nuovo regolamento approvato dalla Federazione. La Ferrari, con la magnifica 312 P, è assolutamente tranquilla, essendosi aggiudicata il Campionato.

Per questo si limita ad inviare in Sicilia una sola auto, affidata al collaudato Merzario, in coppia con Sandro Munari. L’azienda del “cavallino rampante”, grazie allo splendore della stagione agonistica, può permettersi il lusso di affidare la sua creatura al neo vincitore del Rally di Montecarlo, non esperto nella conduzione di bolidi con simili caratteristiche. Ne deriva un’inedita coppia, tutta da sperimentare, che funzionerà.

Sulla linea di partenza alla filante “rossa” si affianca un plotone di graffianti Alfa 33 tt3 a 8 cilindri. La Casa del “Biscione” accarezza l’idea di concedersi il lusso della sfida siciliana. Per riuscirci si affida a drivers di grande spessore: Elford-Van Leneep, Galli-Marko, Stommelen-Vaccarella, De Adamich-Hezemans. Al via Elford, con un ritmo indiavolato, cerca di fare il vuoto alle sue spalle, ma una rottura alla coppa dell’olio lo costringe all’esilio.

La vettura di De Adamich viene presto superata dalla velocissima 312 di Merzario. L’idolo di casa Vaccarella (favorito dai pronostici), con una condotta incisiva recupera terreno e si colloca in seconda posizione, ai danni di Galli. I tifosi esultano, ma l’imprevisto è in agguato. Ai box il “Preside volante” consegna a Stommeler una vettura che accusa sintomi di fiacchezza. Il ritiro è inevitabile.

Per i siciliani è una cocente delusione. Dopo il successo del 1971 erano accorsi numerosi, per festeggiare con gioia l’atteso trionfo del professore. Purtroppo per loro, l’amato pilota dovrà limitarsi a seguire la gara dagli spalti. Intanto Munari prende il posto di Merzario sulla Ferrari di testa. La sua è una condotta prudente, come si conviene a un professionista che non conosce la macchina e....cerca di riportarla integra alle tribune di Cerda.

Il suo ritmo attento, ma dignitoso, consente a Marko (che rimpiazza Galli alla guida dell’Alfa) di portarsi alle sue spalle, superandolo poi con un attacco da brivido al bivio di Polizzi. Il pilota del “Biscione” guida a un ritmo forsennato, difficile da contenere. Stabilisce la seconda prestazione sul giro di tutti i tempi. Al quarto passaggio, riconsegna al compagno una vettura che precede la Ferrari con un sensibile margine di vantaggio. Merzario riprende il cockipit della “rossa” e, con tornate rapidissime, riguadagna il primo posto, seguito da Galli, protagonista di un testacoda che gli fa perdere tempo prezioso.

Al cambio di guida Marko deve recuperare uno distacco considerevole. Inizia la sua furiosa marcia, agevolata dalla stanchezza fisica accumulata da un Merzario costretto a farsi carico di un eterno turno di pilotaggio. Il vantaggio del capofila scende progressivamente e, nel cuore di Campofelice di Roccella, si riduce ad appena 18 secondi. Lo sfilzo comasco richiama i suoi muscoli e tiene fino in fondo. Marko conclude secondo. Sul traguardo di Cerda, De Adamich ed Hezman arriveranno terzi. Il congedo della 312 P non poteva essere migliore. Per la Ferrari è una grande festa. Agli appassionati resta il ricordo di un’edizione memorabile della Targa.

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