Video della Targa Florio negli anni Cinquanta

Oggi possiamo gustare, nel loro romanticismo, alcuni filmati delle edizioni della Targa Florio degli anni Cinquanta. Nata nel 1906 da una scommessa di Vincenzo Florio, la corsa siciliana si distinse subito per la grande selettività e per il notevole impegno richiesto ai conduttori che, con spirito di avventura, si sono prestati alla sfida madonita, considerata una delle più dure e affascinanti di tutti i tempi.

I ricordi del primo trentennio di “Targa” si legano alla prima vittoria, conseguita da Cagno su Itala, e a piloti del calibro di Campari, Nuvolari, Masetti, Varzi, Borzacchini (e allo stesso Enzo Ferrari). Nonostante le disastrose condizioni in cui versavano le strade isolane di quegli anni, simili a mulattiere interpoderali, la corsa riuscì a conquistare un’invidiabile fama internazionale.

La Targa Florio si è disputata su tre differenti tracciati che, in base al loro sviluppo, assumevano la denominazione di: Grande, Medio e Piccolo circuito delle Madonie. L’idea originaria prevedeva l'attraversamento di Isnello, per soddisfare l'esigenza “fisiologica” di evitare interferenze con le linee ferrate dell'epoca.

Quella di don Vincenzo era una corsa unica e coinvolgente, un'avventura mozzafiato tanto per i piloti che per il pubblico. A differenza delle prove su pista che, talvolta, potevano risultare noiose per la ripetitività del breve circuito, la competizione siciliana offriva continui spunti di novità.

Come dimenticare, ad esempio, le infinite insidie non memorizzabili, oppure l'enorme complicazione di doversi misurare con fondi stradali sempre diversi che modificavano continuamente il rapporto di aderenza dell'auto al manto di asfalto. Con in più l’aggravante della successione asfissiante di curve che costringeva i piloti ad interpretare, senza sbavature, una specie di danza massacrante.

Innumerevoli e praticamente impossibili da riportare gli episodi di grandi battaglie e di aspri confronti sulle vie madonite. Riduttivo sarebbe riferirne solo alcuni: il rischio è quello di far torto a tanti altri, pure meritevoli. Interessante può risultare la lettura della gara nell’ottica del significato socio-culturale, che certamente gli va riconosciuto.

La Targa Florio era l'epifenomeno centrale del calendario di manifestazioni della cosiddetta “Primavera siciliana”, densa di eventi mondani capaci di elevare l'isola agli onori della cronaca internazionale. Era anche un’occasione di svago e di riscatto per i suoi cittadini, che sposavano con entusiasmo ed amore questa stupenda gara. Sulle strade si assiepavano fiumi di persone che, nelle campagne limitrofe, bivaccavano in attesa della loro corsa, davvero molto sentita.

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