E’ stata definita la Ferrari più prestazionale di sempre. Per la sigla che porta doveva per forza raggiungere l’eccellenza. La 599 GTO non delude le aspettative, offrendo il meglio della competenza sportiva di Maranello. Questa berlinetta estrema nasce con obiettivi unici e precisi. E’ una serie speciale, in tiratura limitata, che si ispira a una vettura della gamma, ma con un concept totalmente innovativo.
La nuova nata prende le mosse dalla 599XX, vettura laboratorio di uso pistaiolo e non agonistico, di cui sembra la versione stradale, come si evince dallo stile e dal suono del potente 12 cilindri. Il suo carattere forte e puro è testimoniato dal tempo sul giro ottenuto a Fiorano: 1 minuto e 24 secondi. La perfomance illustra l’alto livello di handling, raggiunto con massicce dosi di tranfer tecnologico dal mondo delle competizioni.
Molto esplicativi, sul piano delle potenzialità, i dati tecnici. Con 670 cavalli per 1495 kg di peso raggiunge i 100 all’ora in 3″35, mentre la velocità massima supera i 335 km/h. Tra le unicità della 599 GTO vi è l’innovativo metodo di sviluppo che ha integrato fin dall’inizio un assetto meccanico portato “al limite” e i più sofisticati controlli elettronici. Un sistema mai utilizzato in precedenza per le vetture di gamma, anche se alta. Il risultato è un sottosterzo ridotto al minimo e un comportamento estremamente reattivo in ogni situazione.
Come ogni nuova “rossa”, l’ultima nata presenta molte soluzioni che rappresentano una prima assoluta per auto di uso stradale: freni carbo-ceramici di seconda generazione, più leggeri e performanti rispetto ai precedenti; soluzioni aerodinamiche come i wheel doughnuts, che hanno la duplice funzione di aumentare l’efficienza aerodinamica e migliorare il raffreddamento dell’impianto frenante. I pneumatici Supersport sviluppati con Michelin garantiscono una maggiore agilità e spinta laterale.
Inedita anche l’interfaccia uomo macchina che, con il Virtual Race Engineer (VRE), comunica costantemente al pilota il livello di prestazioni ottenute. La sigla evoca due modelli entrati nell’immaginario collettivo: la leggendaria 250 GTO del 1962, considerata la Ferrari per antonomasia, e la GTO del 1984, madre delle moderne supercar. Il debutto ufficiale di questo gioiello italiano è previsto a fine aprile, al Salone Internazionale dell’Auto di Beijing. Solo 599 clienti potranno avere un esemplare in garage.
I contenuti della 599 GTO
Motore e cambio:
Il motore è strettamente derivato da quello della 599XX, con le modifiche necessarie alla certificazione stradale. In particolare, sono stati inseriti il catalizzatore, uno per bancata, e il silenziatore di scarico, che consentono l’omologazione secondo le normative Euro 5 e Lev 2. Il cuore a 12 cilindri a V di 65° ha una cubatura di quasi 6 litri, con alesaggio di 92 mm e corsa di 75.2 mm. Eroga 670 cavalli a 8.250 giri. La coppia massima è di 620 Nm a 6.500 giri. La curva di potenza è sempre in crescendo, senza perdita di elasticità ai medi e bassi regimi. Questo risultato è stato ottenuto lavorando sulla fluidodinamica e sulla meccanica per ridurre gli attriti interni. Anche il sistema di aspirazione è di tipo racing, con un nuovo collettore a imbocco divergente e condotti corti disegnati allo scopo di intonare la potenza massima ad alti regimi e ridurre le perdite di carico. Per massimizzare il rendimento volumetrico cilindro per cilindro, è stata inserita una compensazione tra le due bancate tramite un collegamento anteriore: in questo modo si è riusciti a ottenere il massimo delle prestazioni ad alti regimi. Un’accurata scelta dei materiali e della geometria ha permesso di portare all’interno dell’abitacolo, in corretta proporzione, ed enfatizzando alcune frequenze, la sonorità di aspirazione armonizzata al suono dello scarico, che presenta uno schema dei collettori 6 in 1, esattamente come sulla vettura da pista. Il tempo di cambiata è di 60 ms ed il software rende possibile la scalata multipla.
Dinamica veicolo:
Una delle innovazioni più significative è la stretta connessione tra l’assetto meccanico, portato “al limite”, e i sistemi elettronici, la cui funzione è rivolta innanzitutto al miglioramento della prestazione. Fin dalle primissime fasi dello sviluppo, i tecnici di Maranello hanno lavorato perché queste due aree della vettura fossero totalmente integrate, estremizzando così la reattività della vettura a tutto vantaggio del divertimento di guida, con evidenti effetti positivi al cronometro. Insieme a nuove molle e barra posteriore antirollio più rigida, l’assetto elasto-cinematico si caratterizza per l’adozione di sospensioni a controllo magnetoreologico di seconda generazione (SCM2). Le componenti meccaniche lavorano insieme al controllo di stabilità VDC (Vechicle Dynamic Control) e al controllo di trazione F1-Trac evoluto, rendendo la vettura estremamente reattiva ai comandi del pilota, anche grazie all’adozione di un rapporto sterzo molto diretto, quindi stabile in frenata, rapida nell’inserimento e nella percorrenza di curva, pronta in uscita.
Contenimento pesi:
Il carattere sportivo della 599 GTO è esaltato da uno sviluppo che ha seguito la filosofia di lavoro propria della F1, permettendo di ottenere la riduzione del sottosterzo e contestualmente l’incremento del contributo alla prestazione da parte dei sistemi di controllo. Fondamentale in questo approccio il lavoro minuzioso volto al contenimento dei pesi, che ha richiesto il largo utilizzo di materiali compositi e tecnologie di lavorazione tipicamente racing in tutte le aree della vettura: carrozzeria (riprogettata in molti punti) e superfici vetrate (i cui spessori sono stati ridotti), freni (più piccoli e leggeri), trasmissione (alleggerita) e scarichi (realizzati con la tecnologia dell’idroformatura) solo per citare qualche esempio. Il risultato è una vettura da 1495 Kg (peso a secco) che assicura lo straordinario rapporto peso potenza di 2.23 kg/CV.
Aerodinamica:
L’aerodinamica della 599 GTO beneficia in maniera determinante dell’esperienza accumulata dai tecnici Ferrari in F1 e successivamente con la 599XX, un patrimonio di conoscenza che ha permesso di migliorare significativamente il carico verticale della vettura senza impattare sulla resistenza all’avanzamento. Grazie alle soluzioni trasferite dalla vettura da pista a quella omologata stradale, la downforce raggiunge sulla GTO il valore di 144 kg a 200 km/h. Gli interventi hanno riguardato la parte anteriore, la fiancata, il fondo piatto e i flussi di raffreddamento. In quest’ultimo caso, in particolare, sono stati ottimizzati i condotti di raffreddamento dischi e pastiglie e installati dei wheel doughnuts, una paratia posizionata all’esterno del disco freno che ha la funzione di ridurre le perdite di energia nella scia che si stacca dal passaruota a tutto vantaggio della penetrazione aerodinamica. Nella parte anteriore gli interventi hanno riguardato la carrozzeria con l’obiettivo di ridurre la larghezza della scia e quindi ridurre la resistenza. Lo splitter anteriore è invece diventato una vera e propria ala con la duplice funzione di aumentare il carico verticale e migliorare il raffreddamento del radiatore dell’olio. Sulla fiancata il brancardo presenta un profilo a spigolo per migliorare l’efficienza della parte centrale del fondo. Modificato anche il disegno del fondo aerodinamico grazie a nuovi scivoli anteriori posizionati davanti alle ruote e diffusore con profilo a doppia curvatura.
Cerchi e pneumatici:
Nel gruppo cerchio-pneumatico è stata rivista la proporzione tra dimensionamento anteriore e posteriore. Davanti uno pneumatico da 285/30 su un canale da 9.5″, dietro da 315/35 su un canale da 11.5″. I cerchi sono da 20″. La distribuzione di rigidezza-rollio è sbilanciata sul posteriore, per minimizzare il sottosterzo. Queste soluzioni garantiscono maggiore tenuta laterale e quindi più facilità in inserimento.
Impianto frenante:
La 599 GTO adotta l’impianto frenante carbo-ceramico Brembo CCM2. Rispetto alla generazione precedente, il sistema CCM2 è più leggero e ancor più costante in condizioni di alto carico di lavoro. La costanza del coefficiente di attrito dei freni CCM2 ha permesso di sviluppare una calibrazione particolarmente prestazionale dell’ABS, che concorre all’abbassamento del tempo sul giro in circuito grazie al miglioramento dei valori di decelerazione e degli spazi di arresto. La frenata da 100 a 0 km/h si attesta così sul valore di 32.5 metri, una misura di assoluta eccellenza. Le wheel doughnuts, dispositivo a disco di derivazione F1 che si adatta all’esterno del profilo dello pneumatico, hanno una funzione principalmente aerodinamica, ma contribuiscono anche all’efficacia e all’efficienza della frenata, grazie anche all’ottimale raffreddamento dei freni che garantiscono.
Interfaccia uomo-macchina:
L’interfaccia uomo/macchina è stata progettata per permettere al pilota di raggiungere le massime prestazioni, grazie a un posizionamento dei comandi funzionale a un controllo immediato e senza distrazioni. Il manettino, di tipo racing, privilegia le impostazioni di guida sportiva specifiche da pista, offrendo maggiori possibilità di configurare i parametri relativi ai controlli elettronici (eliminazione della posizione ICE in favore dell’introduzione CT-Off). La vettura è dotata di palette cambio F1 specifiche in carbonio più lunghe rispetto a quelle tradizionali per una migliore ergonomia nella guida prestazionale. Sulla 599 GTO inoltre il Virtual Race Engineer (VRE) offre il monitoraggio continuo delle condizioni dello stato della vettura fornendo al pilota le informazioni sul livello di prestazioni del veicolo.
Scheda tecnica
Dimensioni e pesi
Lunghezza:4710 mm
Larghezza:1962 mm
Altezza:1326 mm
Passo:2750 mm
Carreggiata anteriore:1701 mm
Carreggiata posteriore:1618 mm
Peso a secco*:1495 kg
Peso in ordine di marcia*:1605 kg
Distribuzione dei pesi:47% Ant – 53% Post
Capacità serbatoio:105 l
Capacità vano baule:320 litriMotore
Tipo:V12 – 65°
Alesaggio e corsa:92 x 75,2 mm
Cilindrata unitaria:499,9 cm3
Cilindrata totale:5999 cm3
Rapporto di compressione:11,2:1
Potenza massima:500 kW (670 CV) a 8250 giri/min.
Coppia massima:620 Nm (63 kgm) a 6500 giri/mCambio
F1 a 6 marce + RM
Sospensioni
SCM2 a Controllo di Smorzamento Magnetoreologico
Pneumatici
Anteriori:285/30 ZR20’’
Posteriori:315/35 ZR20’’Freni carboceramici
Anteriori:398 x 38 mm
Posteriori:360 x 32 mmControlli elettronici
CST con sistema F1-Trac:Controllo stabilità e trazione
TPTMS:Sistema di Controllo Pressione e Temperatura PneumaticiPrestazioni
Velocità massima:oltre 335 km/h
0-100 km/h:3,35 sConsumi
Combinato ECE*:17,5 l/100 km
Emissioni CO2
Combinato ECE*:411 g/km
*Allestimento base Europa
Via | Ferrari Press
il-duca
08 apr 2010 - 15:49 - #1bella belva
Flanker_75
08 apr 2010 - 15:49 - #2Meravigliosa!Spera di vederla correre nel FIA GT.
stella-rossa
08 apr 2010 - 16:15 - #3Un capolavoro…e’ inutile, di fronte a queste opere d’arte Ferrari, per eleganza, prestazioni, innovazioni, le altre supercar ti sembrano banali…
C’e’ da esserne orgogliosi se il resto del mondo ce le ammira.
abbassoikrukki
08 apr 2010 - 16:30 - #4La VERA GTO era ben altro mi spiace dirlo…ma di questa 599 (bellissima per carità) ma oggi come oggi non posso più di vederla…questa sarà la 1001a versione e chiamarla GTO è un insulto alla memoria!!
TARCFOR
08 apr 2010 - 16:43 - #5come la f50, la enzo, sarà un sogno vederla correre in pista: forse un giorno vedremo la 458…
rosso-corsa
08 apr 2010 - 16:48 - #6Quando arte e tecnologia si incontrano… Un capolavoro!
maxalf
08 apr 2010 - 17:01 - #7macchina bellissima, il tetto nero non è male, mentre i cerchi neri sono da contrabbandiere….
per una volta mi sento di sposare l’antikrukki, GTO meritava un medello dedicato
Gianlucaz
08 apr 2010 - 17:12 - #8quando un giro al NURBURGRING????
axe
08 apr 2010 - 17:29 - #9questa è la 3° Ferrari GTO, non là millesima !! ed è un capolavoro come le altre.
frantz
08 apr 2010 - 17:54 - #10quoto #4
Senza nulla togliere nulla alla macchina che è fantastica e Dio solo sa cosa darei per
averne una! Però la sigla GTO merita un auto completamente nuova non un restyling!
abbassoikrukki
08 apr 2010 - 18:02 - #11Meno male…la GTO meritava una carrozzeria nuova di zecca e non una tunnizzazione a base di qualche sfogo d’aria..cofano nuovo ecc. ecc. andiamo…
abbassoikrukki
08 apr 2010 - 18:05 - #12Al limite potevano chiamarla Scuderia….sarebbe stata la versione 1002a….ma una GTO così “banale” nella sua esclusività lascia l’amaro ai tifosi…e non solo al sottoscritto vedo….
abbassoikrukki
08 apr 2010 - 18:35 - #13Guardate questa per esempio:
http://www.repubblica.it/motori/motori/2010/04/06/foto/la_ferrari_di_lapo_celeste_come_una_500-3160971/1/
ma quanto truzza è??????
axe
08 apr 2010 - 18:37 - #14ma che state a dì, ma le conoscete le altre GTO ?!, entrambe derivano da altri modelli, la 288 derivava dalla 208/308.
abbassoikrukki
08 apr 2010 - 18:37 - #15anche questa ha i cerchioni scuri, tetto a contrasto…..magari è stato proprio Lapo a dare una consulenza con tutto il cuore spero proprio di no…….
axe
08 apr 2010 - 18:41 - #16l’unica cosa che avrei aggiunto sarebbero i 3 sfoghi d’aria inclinati sulle fiancate, caratteristica di entrambe le progenitrici.
abbassoikrukki
08 apr 2010 - 18:43 - #17Infatti la 288 gto è UN’EVOLUZIONE, una versione cattiva con motore BITURBO DELLA 208/308..328… io parlo della GTO del 62/64 per intenderci…attualmente solo la fxx è un’auto estrema…la 599 GTO avrebbe dovuto assorbire più tecnologia della 599xx…oltre che al VRE, i carboceramici Bremo…mah…
abbassoikrukki
08 apr 2010 - 18:46 - #18E’ circolata qualche foto della 599 GTO in livrea bianca con fascia centrale blu…tipo questa…
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/44/Ferrari250LM1965Speciale.jpg/800px-Ferrari250LM1965Speciale.jpg
Satchmo
08 apr 2010 - 21:08 - #19Anche la Ferrari 250 Gto del 1962 era un’evoluzione delle Ferrari 250, serie di auto prodotte fra il 1952 e la metà degli anni ‘60. Deriva direttamente dalla 250 Gt Swb, e fu creata con l’intento di portarla in pista a gareggiare.
Sono elaborazioni molto spinte di modelli già esistenti, e in questo non c’è nulla di sconvolgente nel veder la sigla Gto data alla 599, soprattutto per il fatto che questo modello deriva di stretta misura dal prototipo 599FXX presentato recentemente.
suede
09 apr 2010 - 08:19 - #20Non capisco perchè non si debba usare la sigla “GTO”?
Anche le precedenti versioni erano una versione da pista di modelli esistenti: proprio come questa!
Per me chi lo scrive lo fa solo per demagoggia.
maxalf
09 apr 2010 - 11:07 - #21la sigla GTO , che sta per Gt Omologata , naque perchè in quegli anni per correre nel mondiale Gran Turismo , occorreva avere una macchina prodotta in serie (limitata) ed in commercio , la Ferrari era sempre border line con le sue Gt , che erano più auto corsaiole che di serie. Infatti due anni dopo scoppio il bubbone con la 250 LM , che il drake pretendeva di far correre come GT , ed in realtà era un vero e proprio prototipo a tetto chiuso .
La sigla utilizzata oggi è soltanto rievocativa su un auto di serie , tuttavia avrebbe meritato un modello dedicato, partendo magari dallo chassis della 599 , come fu per la 250 , ma diversificandola nella carrozzeria.
Insomma , la vecchia Gto si rivolta nei pochi garage dov’è ancora ospitata….
Satchmo
11 apr 2010 - 16:18 - #22Rivolta?
L’operazione è speculare a quella che fu fatta proprio con la 250. Non è che un restyling dell’estetica come fu fatto con la 250 genera un nuovo modello, tanto che con la 250 Swb la somiglianza è palese.