Bugatti Veyron, video della progettazione e costruzione

I cugini di Autoblog ci permettono di ammirare una serie di video relativi alla progettazione e costruzione della Bugatti Veyron. Questa creatura, ormai a fine carriera, è il frutto di quelle sfide ambiziose dell'uomo che hanno contribuito alla causa del progresso. Quando Ferdinand Piech, boss del gruppo Volkswagen, espresse il desiderio di creare un’auto da 400 km/h, in pochi gli diedero credito. Alcuni maligni sussurrarono che un’avventura del genere avrebbe avuto implicazioni negative sul bilancio della holding.

In effetti il lavoro si rivelò più duro del previsto e i tecnici faticarono molto per mettere a punto un modello che si proiettava in una nuova dimensione, mai esplorata prima. I cambiamenti in corso d’opera e i numerosi rinvii rischiarono di pesare come un macigno sull’immagine del costruttore. All’origine della tormentata trafila i problemi di messa a punto del nuovo strumento di guerra. I collaudi sembravano non finire mai e le presentazioni alla stampa venivano spesso rinviate.

bugatti veyron
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Le ripercussioni di un flop avrebbero avuto proporzioni bibliche, ma la difficoltà emerse erano già bastate a scatenare l’ironia di tanti. Solo un risultato straordinario poteva cancellare le infelici premesse. Piech lo sapeva e non si tirò indietro, anzi spinse i suoi a fare gli straordinari. Alla fine il prodigio giunse a compimento e la Veyron venne svelata al pubblico, stordito dalle sue innovazioni. Le prime prove della stampa vennero effettuate in Sicilia nel 2005, sul circuito della Targa Florio, per annunciare a tutti che gli autori erano sicuri del fatto loro.

Il percorso madonita, infatti, non è tenero con i prodotti mediocri e mette in luce qualsiasi lacuna, anche la più piccola. Una prova del fuoco superata egregiamente dai progettisti, che ottennero il consenso sperato. Il miracolo aveva preso forma. Oggi nessuno osa mettere in dubbio la qualità del risultato, che esprime dei numeri eccezionali, non solo per la velocità massima di 407 km/h. Basta scorrere la scheda tecnica per avere soddisfazione su molti fronti. La potenza dichiarata è di 1001 cavalli a 6.000 giri al minuto, con 1.250 Nm di coppia a 2200 giri.

Questa forza bruta giunge da un 16 cilindri a quattro bancate di 7.993 cc, reso esplosivo da 4 quattro turbocompressori che girano con grande foga. Una simile centrale richiede un complesso sistema di raffreddamento, che si compone di 10 radiatori disseminati in ogni angolo. La loro presenza concorre a spiegare l’unico vero handicap tecnico: il peso di oltre due tonnellate. Per contrastarlo non è bastato l’impiego dei materiali più sofisticati, come la fibra di carbonio per la cellula centrale del telaio.

Il dato della bilancia è l’esatto contrario di quello che una sportiva dovrebbe offrire, ma la Veyron smonta nei fatti ciò che la teoria spaccia per buono. L’auto si muove con inaspettata agilità ed offre una dinamica impeccabile, degna di opere ben più leggere. Per toccare i 100 all’ora impiega 2”5, dopo 7”3 è già a 200, mentre in 16”7 raggiunge i 300 km/h: nessuno riesce a fare meglio!

La trazione integrale permanente, con giunto viscoso, ha la sua parte di merito, ma anche il cambio DSG trasmette l’energia alle ruote con la massima efficacia, grazie agli innesti simultanei delle 7 marce, azionate dai paddles dietro il volante. Per fermarsi dalla velocità di punta occorrono circa 10 secondi, resi possibili dai potenti dischi carboceramici. Il merito delle decelerazioni va condiviso con lo spoiler posteriore che, oltre i 200 km/h, aumenta l’angolo di incidenza per contrastare l’andatura e sveltire la fase di rallentamento.

Tutto questo si compie in un comfort surreale, dove l’equipaggio vive l’esperienza quasi come dietro un monitor, avvolto dai nobili pellami dell’abitacolo. Gli esterni sono dovuti alla matita di Hartmut Warkuss, che ha dato linee inconsuete al gioiello di Molsheim. Non è questo, però, l’aspetto più coinvolgente della belva alsaziana, che ridefinisce i confini della tecnologia e del lusso, per ritagliarsi uno spazio fuori dalle categorie convenzionali.

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