Salone di Parigi. Porsche RS Spyder Evo

Porsche Rs Spyder LMP2


Nella terra dei regolamenti ACO continuano ad essere presentate le novità delle Serie Le Mans, questa volta l'attenzione è rivolta alla protagonista P2 del campionato americano. Gestita in esclusiva dallo US Penske Motorsports Team, dal prossimo anno approderà nelle mani di diversi team privati per entrare nel giro internazionale.
Oltre allo sviluppo delle prestazioni l'intento del progetto è quello di ridurre i costi, soprattutto di fronte ad una sempre più fitta schiera di costruttori che attraggono i clienti privati con bilanci preventivi ben più abbordabili.


Porsche Rs Spyder LMP2

A seguito di simulazioni sui modelli e di prove nella galleria del vento, la nuova RS Spyder sfoggia un nuovo telaio aggiornato e migliorato. Al retrotreno i flussi d'aria sono stati puliti intervenendo sulla nuova ala e sul diffusore, quest'ultimo oltre a migliorare l'efficienza aerodinamica adesso permette di adottare delle regolazioni più specifiche utili a lavorare meglio su più tipi di tracciato.
Contemporaneamente la fibra di carbonio della carrozzeria è stata rivista per consentire un accesso più semplice e rapido alla meccanica dell'auto e per razionalizzare i condotti di raffreddamento entranti ed uscenti dalla zona dei radiatori.


Porsche Rs Spyder LMP2

Il V8 di 90° guadagna altri cavallucci, i suoi 3.4 litri flangiati arrivano a 510 CV a 10.300 giri, con un incremento di 23 Cv rispetto alla versione precedente.
Il cambio sequenziale a sei rapporti con frizione in carbonio tri-disco è montato longitudinamente e funge da componente di supporto, mentre il comando è sempre attivato dalle palette sul volante. Il miglioramento di questo componente è passato attraverso dei processi tesi a migliorarne l'affidabilità, a renderne più morbido il funzionamento e meno violento l'impatto sui componenti, con l'obbligo di garantire la massima precisione.


Porsche Rs Spyder LMP2

Sul fronte delle sospensioni gli interventi hanno riguardato l'irrigidimento degli attacchi posteriori con placche di carbonio direttamente connesse alla trasmissione mentre all'anteriore la struttura rigida e leggera del corpo vettura fa anche da supporto sempre per le sospensioni. Altre modifiche interessano la regolazione delle molle di torsione, degli ammortizzatori pushrod e delle barre anti-rollio ed anti-beccheggio, per ottenere una manegevolezza migliore e più pronta.
Ulteriori sviluppi sono stati riservati all'impianto elettrico, al sistema idraulico ed allo sterzo assistito. Mentre sono confermati i freni con doppi cilindri, distribuzione della potenza frenante e dischi in carbonio autoventilanti da 380mm all'anteriore e 255mm al posteriore. Le gomme specifiche arrivano ancora dalla Michelin che è partner tecnico di questo progetto sin dall'inizio.


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