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Ferrari, domani l'anniversario del mondiale di Lauda nel 1975

Pubblicato: 06 set 2010 da Rosario Scelsi

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lauda

Domani ricorre l’anniversario del successo di Niki Lauda nel Campionato del Mondo di Formula 1 del 1975, conseguito a Monza il 7 settembre, quando con la sua bravura l’asso viennese si assicurò in anticipo l’alloro iridato. Si tratta del primo successo mondiale per Luca di Montezemolo come responsabile della gestione sportiva della Ferrari.

L’auto del trionfo è la “312 T”, il cui debutto agonistico non è entusiasmante, ma a fine campionato il bilancio sarà ampiamente positivo, con numerose soddisfazioni regalate alla casa di Maranello. Dopo un avvio di stagione in sordina, con due gare incolori, giunge un festival di trionfi che lanciano il driver austriaco alla conquista del titolo piloti.

Forte dell’innovativo cambio posizionato trasversalmente, la monoposto rossa vanta una perfetta ripartizione delle masse che la rende agile, stabile e maneggevole. E’ pure dotata di una veste aerodinamica sofisticata che ne migliora le capacità deportanti, senza produrre effetti nocivi sul piano della scorrevolezza. Il telaio è munito di una struttura tubolare rivestita con pannelli di irrigidimento, per ottenere una configurazione a scocca autoportante, con sospensioni anteriori e posteriori a ruote indipendenti.

Disposto posteriormente, il cambio è a 5 rapporti più retromarcia; la frizione è a dischi multipli, il differenziale autobloccante a lamelle. I freni a disco della Lockheed sono chiamati a rallentare la corsa di un bolide pesante 575 kg. Il motore -vero fiore all’occhiello di ogni Ferrari- è nettamente più performante dei meno frazionati Cosworth degli avversari.

Si tratta di un 12 cilindri raffreddato ad acqua a V di 180° “boxer”, progettato da Mauro Forghieri, con basamento e testa in lega leggera e canne cilindro in alluminio riportate, il cui valore aggiunto è rappresentato dal basso baricentro, che dona alla “312 T” un invidiabile equilibrio dinamico.

La cilindrata di questo superbo propulsore è di 2992 cmc, ottenuta con un alesaggio di 80 mm e una corsa di 49,6 mm; la distribuzione è affidata a due alberi a camme in testa che, in ciascuna bancata, azionano le quattro valvole per cilindro. La potenza massima erogata è di oltre 495 cv a 12.200 giri/minuto, con un rapporto di compressione di 11,5:1. L’accensione è elettronica a scarica capacitiva “Dinoplex”, con spinterogeno e bobine; l’alimentazione è a iniezione indiretta di origine Lucas.

La carreggiata anteriore è di 1510 mm, quella posteriore di 1530 mm; il passo è di 2518 mm. Uno dei benefici pratici legati all’uso del compatto cambio trasversale è rappresentato dalla facilità delle operazioni di sostituzione degli ingranaggi, per adeguare i rapporti alle diverse condizioni di gara.

Il notevole vantaggio acquisito dal bolide di Maranello nella prima metà della stagione 1975 consente ai tecnici Ferrari di sperimentare in piena tranquillità -nella seconda parte del campionato- quegli affinamenti tecnici necessari per conservare il vantaggio nelle sfide dell’anno successivo. Con la “312 T” Lauda vince i Gran Premi di Monaco, Belgio, Svezia, Francia e Stati Uniti.

In Germania un banale inconveniente tecnico (una gomma bucata) lo priva della soddisfazione di una vittoria ormai certa. Il pilota austriaco -portacolori di riferimento in casa Ferrari- arriva secondo nel bagnatissimo Gran Premio d’Olanda e terzo in un Gran Premio di Monza che, grazie ai punti raccolti, gli consegna in anticipo l’alloro iridato.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di audiporcherie

    audiporcherie

    06 set 2010 - 12:07 - #1
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    Sì,ma sputasse meno nel piatto dove ha mangiato lo ricorderei + volentieri e nutrirei maggior rispetto per lui.

  • Profilo di glp

    glp

    06 set 2010 - 12:11 - #2
    0 punti
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    Il successo della Ferrari e di Lauda in quella stagione fu il risultato della simbiosi tra
    un giovane,motivato ed ambizioso Montezemolo,che per la prima volta in Ferrari portò
    i meccanismi delle squadre inglesi,e Lauda. Il team manager aveva instaurato un
    ottimo rapporto di fiducia con il pilota e quindi in pista ed anche nelle prove la continua consultazione tra i due ,avendo Montezemolo piena fiducia nelle doti di collaudatore dell’austriaco,dava in tempo reale risultati sulla messa a punto del mezzo e positivi riscontri nelle strategie di gara.Un poco quello che si verificò in seguito tra Schumacher e Todt.La eliminazione di tempi morti e la reattività unita al puntiglioso perfezionismo di Lauda portarono quei risultati che permisero la conquista del campionato del mondo.
    Oggi al muretto Ferrari con un Domenicali incerto e timoroso a volte nel prendere decisioni repentine c’è,al di la del progetto macchina, un costante ritardo nelle decisioni strategiche,quella paura di sbagliare che poi inevitabilmente porta a sbagliare.
    Insomma manca l’aurevolezza del Montezemolo dell’epoca Lauda del Todt dell’epoca Schumacher,ed oggi manca l’autorolezza di Montezemolo che avrebbe dovuto fare piazza pulita del management al muretto per ragioni dette.

  • Profilo di crysil_82

    crysil_82

    06 set 2010 - 16:58 - #3
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    Effettivamente quest’anno si sbaglia troppo.
    Comunque anche alla compagine Todt-Brawn-Schumacher ci è voluto del tempo prima di diventare forti. Anche con loro ci sono state grosse figuracce, una su tutte nel ‘99 a Budapest quando mancava una gomma ai box e tutta la squadra ha fatto una figura misera, Autosprint intitolava “vergogna!” il martedì successivo, e si parlava di incapacità di tutti, poi però hanno cominciato a vincere e sono diventati dei fenomeni.
    Mah, forse bisogna dare ancora un pò di tempo ai nuovi arrivati, che tra l’altro finalmente sono italiani e non stranieri

  • Profilo di glp

    glp

    06 set 2010 - 20:00 - #4
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    Di italiano manca il pilota!