Ferrari: tutti i segreti del pit-stop di Monza

alonso

A Monza si è avuta una grande conferma di quanto la Formula 1 sia uno sport di squadra. Il successo di Fernando Alonso è nato dall'abilità del pilota e dalla competitività della monoposto, ma anche, per non dire soprattutto, dal lavoro fatto dal team al momento del pit-stop, come ha riconosciuto lo stesso vincitore.

La rapidità messa in mostra dagli uomini dei box è stata sorprendente, con un tempo di tre secondi e quattro decimi per il cambio gomme. Questo è il frutto della perfetta sintonia fra le sedici persone impegnate nelle operazioni, con due addetti ai carrelli, uno al semaforo, uno al controllo del traffico in pit-lane, tre per ogni ruota.

Per un decimo non è stato raggiunto il record in gara, che risale al Gran Premio del Canada, ma si tratta comunque di un risultato incredibile. All'origine c'è il grande lavoro condotto quest'anno per migliorare ulteriormente le operazioni di sostituzione dei pneumatici, la cui incidenza può rivelarsi decisiva sull'esito delle gare, come conferma il Gran Premio d'Italia.

Vediamo allora nel dettaglio la sequenza dei passaggi e i relativi tempi registrati a partire dal momento in cui la "rossa" di Alonso si è fermata nella pit line dell'autodromo brianzolo.

+ 0”35: vettura sollevata in aria dai due addetti ai carrelli

+ 0”70: tolte le ruote con le gomme morbide

+ 1”40: montate le ruote con le gomme dure

+ 2”30: avvitata la prima ruota e alzato il braccio per conferma

+ 2”60: avvitata la seconda ruota

+ 2”70: avvitata la terza ruota

+ 2”90: avvitata la quarta ruota

+ 3”40: macchina a terra e semaforo verde

I segreti di questa rapidità sono due: allenamento e ripetitività delle istruzioni. Dall'inizio dell'anno sono state effettuate oltre 1300 prove in pista e in fabbrica. Per guadagnare istanti preziosi si lavora anche sugli strumenti destinati all'operazione. Una delle novità più rilevanti introdotte dalla Ferrari negli ultimi anni è stata il semaforo, che permette di guadagnare mediamente tre decimi.

Durante la progettazione della monoposto si cerca inoltre di rendere più facile il lavoro di chi lavora ai box. Fondamentale resta comunque l'aspetto umano. Dice Diego Ioverno, responsabile operazioni in gara e montaggio vettura e cambio: "Il pit-stop è una specie di balletto scandito dalla musica del motore, in cui un gruppo di uomini devono agire in perfetta sincronia fra loro e con l'etoile, cioè il pilota che sta dentro la macchina. La riuscita delle operazioni dipende molto anche da lui: è cruciale fermarsi sempre nella posizione prestabilita, perché venti centimetri in più o in meno costringono tutti gli addetti a spostarsi, con relativa perdita di tempo".

Via | Ferrari.com

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