F1, Mateschitz: "In Red Bull rapporti più saldi dopo il successo"

dietrich mateschitz

Dietrich Mateschitz, patron della Red Bull, dice che il suo team è più unito che mai dopo il doppio successo iridato. L'uomo d'affari austriaco conferma la sua fiducia nei piloti e nel personale della scuderia, perché è grazie all'impegno di tutti che sono stati centrati i due prestigiosi obiettivi.

Nessuno farà le valigie, perché una squadra che vince non si cambia. Il clima a Milton Keynes sembra sereno, anche se durante l'anno non sono mancati lampi e tuoni. Gli attriti erano diventati acuti, con picchi di tensione in Turchia, Inghilterra e Brasile, quando Mark Webber manifestò il disappunto verso la squadra, ritenuta vicina a Sebastian Vettel. Ora le cose sono tornate alla normalità. Almeno così sembra.

E' lo stesso pilota australiano a buttare acqua sul fuoco: "E' normale che esistano delle divergenze quando ci sono in ballo delle cose molto importanti, perchè questo è lo sport, ma la stampa le ingigantisce per settimane senza che nessuno di noi possa farci niente". Chiaro il riferimento ai fatti di Istanbul, quando i due alfieri della Red Bull hanno fatto un po' di autoscontro, generando una lunga scia di articoli dai toni severi.

"Quello che è venuto fuori alla fine -aggiunge- è che il team lavora duramente per conseguire i suoi scopi. Tra me e Sebastian c'è rispetto, perché sappiamo che sui circuiti di tutto il mondo lavoriamo come membri della stessa squadra".

Anche Vettel sdrammatizza: "Sarebbe falso dire che durante l'anno sia stato tutto rose e fiori. Abbiamo vissuto momenti difficili, è inutile negarlo, ma le cose non sono mai state come le hanno raccontate gli altri. Non è vero che non ci parlavamo e che non ci guardavamo in faccia. L'importante è aver chiarito le cose fra noi".

Adesso pare che l'armonia sia la nota dominante. Non sappiamo quanto sia vera, ma è quello che trapela dalle dichiarazioni. Sarà il futuro a darcene conferma. Con l'immagine di un gruppo coeso, Mateschitz ne loda gli elementi: "Sono tutti molto bravi. Direi che non c'è nessuno nei livelli più alti della nostra squadra che non abbia ricevuto almeno un'offerta da altre scuderie. Nessuno si è lasciato tentare. Sono sicuro che questo non cambierà dopo aver vinto i due titoli. Per il 2011 ci presentiamo come la formazione da battere".

Il boss del team approva la decisione di Christian Horner di non mettere in atto dei giochi di squadra: "E' stato bello vincere così. Per fortuna abbiamo centrato il risultato migliore. Tutto è bene quel che finisce bene". In questa frase sembra però che qualche dubbio sulla gestione in pista ci sia stato, per la possibilità di vanificare gli sforzi compiuti durante l'anno.

Difficile pensare il contrario, visto che la tattica messa in atto ha spostato all'ultima gara l'assegnazione del titolo, rischiando di consegnarlo alla Ferrari di Fernando Alonso, che si era presentato sulla pista di Yas Marina con 8 punti di vantaggio. Se gli uomini di Maranello non avessero commesso l'errore clamoroso che sta facendo discutere in questi giorni, oggi forse il giudizio sarebbe diverso.

Mateschitz aggiunge di non aver mai dubitato che la sua squadra potesse centrare il successo, anche dopo il recupero in Corea dello spagnolo del 'cavallino rampante': "Ci abbiamo sempre creduto. Tutto sembrava essere così vicino, quasi nelle nostre mani, ma poi la battuta d'arresto a Yeangom ha scombussolato le cose. Anche dopo le qualifiche di Abu Dhabi, però, non abbiamo pensato che fosse finita".

Via | Autosport.com

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