
Colpo di scena: la famiglia Chapman, erede del Colin che fondò la Lotus nel 1952 ha annunciato nel pomeriggio di ieri che si schiererà in favore di Lotus Renault nella diatriba che sta opponendo questa squadra a quella di Tony Fernandes, quella Lotus Racing che nel 2011 intende rispolverare la leggendaria denominazione “Team Lotus“.
Clive Chapman, il figlio di Colin, che pure durante il 2010 aveva supportato Fernandes e la sua formazione, ha diramato ieri un comunicato stampa in cui si legge: “la famiglia Chapman è impressionata dagli eccitanti sviluppi in corso all’interno del Group Lotus ed è molto grata a Proton per i significativi investimenti sostenuti allo scopo di assicurare un solido futuro ai lavoratori di Hethel”.
“L’anno scorso” prosegue Clive “insieme a Proton abbiamo accordato il ritorno del nome Lotus in F1. Siamo rimasti impressionati dai risultati ottenuti da Lotus Racing, che era un nuovo team, e del rispetto dimostrato dalla squadra nei confronti della storia del Team Lotus. Tuttavia, la licenza per l’uso del nome Lotus da parte loro in F1 è scaduta e le cose sono cambiate”. E il bello viene ora.
“Nel corso del 2010 abbiamo chiarito che preferiremmo non rivedere il nome Team Lotus in F1. E siamo anche stati rassicurati in tal senso dai diretti interessati. La famiglia Chapman continuerà dunque a sostenere il Group Lotus, che è l’entità nata da Colin Chapman operante fino a oggi senza soluzione di continuità. Dopotutto, il marchio Lotus ricade sotto la responsabilità di Group Lotus e Hethel è la sua casa da sempre”.
giaserg
24 dic 2010 - 09:20 - #1Che palle, Fernandez può usare il nome che ha comprato e la lotus renault non può usare la livrea di un pacchetto di sigarette, hanno vietato il codice a barre ferrari..
matteo-amg
24 dic 2010 - 11:12 - #2@1
vabè ferrari è rossa con qualche striscia bianca,a questo punto potrebbe richiamare bene la malboro…
ad ogni modo io stò dalla parte della lotus renault poichè in effetti sono loro la vera lotus ovvero quell’azienda che fondò chapman…
fernandes detiene i diritti solo per il nome ma nn ha nulla a che fare con la vera storia della lotus…
tonsof
24 dic 2010 - 11:25 - #3Penso che dal punto di vista legale Fernandez abbia ragione, ha comprato un marchio e’ ne e’ proprietario, la famiglia di Colin avrebbe fatto bene a non venderlo.
Dettoquesto anche io preferisco il Lotus group.
bomber75
24 dic 2010 - 12:37 - #4Fernandez è sicuro che se va in tribunale lui vince la causa.
Il team Lotus, di cui Fernandez ha i diritti, è quello fondato da Chapman che poi fondò la Lotus cars, società distinta dal team Lotus.
Ora entrambe vogliono il nome Lotus ma il nome del team è di proprietà di Fernandez.
La Lotus Cars potrebbe correre con il nome Lotus Cars ma questo genererebbe troppa confusione in chi segue le gare.
Gareggiare con una livrea nero-oro non è vietato da nessuna legge così come gareggiare con auto rosse, bianche-rosse, argento e altri colori usati nei pacchetti delle sigarette.
giaserg
24 dic 2010 - 16:46 - #52-4 No, li sta l’inghippo, alla ferrari hanno fatto togliere il codice a barre perchè ricordava in modo subliminare la malboro (cosi hanno detto, a me sembrava solo uno stupido codice a barre), di conseguenza, non si può usare una livrea che ricorda in modo esplicito un pacchetto di sigarette, sono d’accordo? no, ma non me ne frega niente, le regole devono essere uguali per tutti, ci sono già troppi favoritismi in F1
odiosky
24 dic 2010 - 18:42 - #6#5
L’inghippo era nei codici a barre usati fraudolentmente al posto della scritta Marlboro, usati quando era iniziato il divieto di sponsorizzazione diretta da parte delle marche di sigarette.
Oggi la ferrari prende i soldi dalla Marlboro ma non può mettere i marchi della Marlboro sulla vettura.