Dakar 2011: gli highlights della quinta tappa. Sainz torna Matador

Dopo la breve parentesi rappresentata dalla penultima tappa, quando a vincere è stato il compagno di squadra Nasser Al-Attiyah, Carlos Sainz si è subito rimesso a fare il Matador. Vincendo la terza delle prime quattro tappe della Dakar 2011 e mettendo in chiaro che batterlo quest'anno sarà forse ancora più dura che nel 2011.

Tra le marche, Volkswagen prende con sempre maggior decisione il largo: a quattro speciali dall'avvio le Race Touareg 3 dello spagnolo e del principe del Qatar non hanno lasciato che misere briciole alla BMW X3 CC di Stéphane Peterhansel (l'unico in grado di contrastarle) e al resto del plotone. Va detto però che i 4′24″ secondi di vantaggio che Sainz ha sugli altri sono ancora un soffio: nella Dakar tutto può rivoluzionarsi da un momento all'altro.

La quarta speciale non è stata una delle più lunghe della Dakar: 207 km su una tappa -quella da San Salvador de Jujuy a Calama- di oltre 700. Tutta la speciale si è svolta ad elevate altitudini (si è partiti da 3300 m e si sono raggiunti i 4800) e in territorio cileno: ieri è stato passato il confine con l'Argentina, e si rimarrà nel paese affacciato sul Pacifico ancora per molti giorni.

Si diceva dell'imprevedibilità della Dakar: ecco, la prima speciale cilena ne è un esempio lampante. Peterhansel, con una portiera danneggiata e il finestrino in plexiglass penzolante è riuscito a passare in testa al primo checkpoint (81 km) con un vantaggio di 15" su Sainz.

Determinato ad interrompere lo strapotere VW, Peterhansel ha incrementato il vantaggio, e al secondo checkpoint, dopo 146 km, aveva 55" su Sainz e oltre un minuto su Al-Attiyah. Ma non gli è bastato lo stesso, perché una foratura (ennesimo guaio della giornata...) gli ha fatto perdere un paio di minuti, relegandolo ancora una volta sul gradino più basso del podio.

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