Mark Webber: "In F1 si è da soli, difficile avere amici veri"

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Anche se in Formula 1 si corre in team composti da due piloti, alla fine della giornata ognuno è da solo. Questo è quanto sostiene Mark Webber, convinto che quello dei Gran Premi sia uno sport da solisti. L'alfiere australiano della Red Bull è stato al centro, nel 2010, di una forte rivalità con il compagno di squadra Sebastian Vettel, emersa chiaramente in diverse circostanze.

Ora il clima a Milton Keynes sembra sereno, ma l'anno scorso non sono mancati lampi e tuoni. Gli attriti erano diventati acuti in alcune fasi, con picchi di tensione in Turchia, Inghilterra e Brasile, quando Webber manifestò il disappunto verso il management, ritenuto vicino al giovane tedesco.

Anche se i due si sono chiariti, i dissidi potrebbero ripetersi, nonostante i buoni propositi. E' la natura stessa del Circus a spingere in alto la rivalità, portandola qualche volta fuori dai ranghi. Non aiutano a smussare gli spigoli i rapporti fra i protagonisti: "Tra noi piloti -dice l'australiano- c'è un sano rispetto, ma non è facile coltivare una vera amicizia con un collega. Qualche volta credi che ci sia sintonia, ma alla fine sei da solo. Penso sia molto più semplice avere degli amici fuori dalla professione".

Dopo aver perso le chance iridate nell'ultima gara di Abu Dhabi, Webber spera di rifarsi quest'anno, ma si rende conto che l'impresa non sarà facile. Dal canto suo cercherà di fare il massimo, attribuendo un grande peso specifico all'umiltà: "Credo che l'applicazione, il desiderio e la volontà di imparare siano fattori di grande valore. L'esperienza è una cosa importante, ma non si può andare a comprare. Ci vogliono anni per accumularne un discreto bagaglio. Devi sempre spingere e continuare a provare, ascoltando le persone che ti possono aiutare lungo la strada. Credo che la fiducia e la voglia di apprendere giochino un ruolo determinante".

Via | Planet-f1.com

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