F1, Hamilton nega la prospettiva di un calo di armonia in casa McLaren

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Lewis Hamilton minimizza l'ipotesi che in casa McLaren possano innescarsi delle polemiche con il compagno di squadra Jenson Button, capaci di compromettere le performance della nuova MP4-26. L'analisi dell'asso di Stevenage nasce dal rapporto armonico che si è visto lo scorso anno a Woking, pur in presenza di due campioni del mondo sotto lo stesso tetto.

Il clima sereno, secondo alcuni, è dipeso dal fatto che la scuderia britannica non era costantemente in lotta per la vittoria. Se il nuovo modello dovesse mettere in mostra una maggiore propensione al successo, le cose potrebbero però cambiare. Martin Brundle era stato chiaro nelle scorse settimane, quando aveva detto che nel 2011 ci saranno degli attriti fra gli interpreti della McLaren.

L'ex pilota di Formula 1, ora commentatore per la televisione inglese, aveva basato la sua analisi sulla maggiore frequenza con cui si aspetta di vedere i due in lotta per le posizioni che contano, rispetto a quanto visto nel 2010, quando la loro unica vera battaglia 'ruota a ruota' ebbe luogo in Turchia.

Anche se Hamilton e Button sono legati, in realtà, da un buon rapporto di amicizia, i musi lunghi visti al termine della sfida di Instabul potrebbero prefigurare scenari diversi. Queste le parole dette a suo tempo dal vincitore della 24 Ore di Le Mans del 1990 : "Jenson e Lewis hanno una buona sintonia tra loro, ma quando si entra in forte competizione possono nascere dei contrasti. Se guardo indietro alla sfida nella penisola balcanica, ricordo le espressioni tese sui loro volti, che possono rappresentare un assaggio di quello che potrebbe succedere nel 2011".

Hamilton, però, non crede alla prospettiva e pensa che non ci saranno frizioni con il compagno di squadra, come quelle viste lo scorso anno in Red Bull tra Sebastian Vettel e Mark Webber. Ecco le sue parole: "Io e Jenson siamo entrambi ragionevoli. Sappiamo che per vincere occorre avere gli strumenti migliori. Lottare acidamente l'uno contro l'altro danneggerebbe la possibilità di avere l'auto più veloce. Come abbiamo detto, è importante lavorare insieme per sviluppare la monoposto, portandola nella posizione migliore possibile. Solo allora potremo cominciare a pensare al Campionato del Mondo. Noi due siamo cresciuti nel motorsport britannico e abbiamo condiviso molte esperienze, che ci hanno portato nello stesso team. Dobbiamo fare del nostro meglio per vincere il mondiale, per noi stessi e la nostra squadra".

Via | Planet-f1.com

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