
Jean Todt risponde alle dichiarazioni di Bernie Ecclestone che, alcuni giorni fa, aveva espresso il suo disappunto per la scelta di ricorrere a piccoli motori sovralimentati per la Formula 1 del 2013. Questo priverebbe le monoposto della magia di un sound che da sempre è uno degli elementi distintivi della specialità.
Il ragionamento di Ecclestone è molto semplice: “Penso ci siano due cose importanti nel nostro sport: la Ferrari e la musicalità meccanica dei propulsori. Il pubblico la ama. Quando chiedi a chi ha visto una gara dal vivo cosa ricordi di quell’esperienza ti risponderà: il rombo“.
Il presidente della Fia vede però le cose in modo diverso. Lui è convinto dell’importanza di accogliere favorevolmente l’arrivo dei quattro cilindri turbo da 1.6 litri, perché il Circus ha bisogno di lanciare un segnale ‘ecologico’. “Questa -dice Todt- è l’evoluzione. Due decenni fa c’era il 12 cilindri, ora si corre con un V8 da 2.4 litri. Penso che le novità appartengano al mondo dei Gran Premi. Questo, essendo il culmine delle corse automobilistiche, deve acquisire l’evoluzione della società. Le tecnologie verdi portano al futuro“.
Personalmente sono d’accordo con Ecclestone, dopo averlo criticato per altre sue scelte. Anch’io, come lui, penso che le note dello spartito motoristico abbiano un peso rilevante nel coinvolgimento emotivo. Oggi, però, sembra che il Circus stia perdendo la sua identità di evento sportivo, per diventare un prodotto televisivo e uno strumento di marketing, senza cuore e senza anima.
Cercare lo spettacolo in forma artificiale e inseguire un ecologismo di facciata e fine a se stesso, senza pensare a preservare l’identità e la forza espressiva della categoria significa privarla del suo appeal, per cedere agli input di colossi dell’auto che non amano la Formula 1 e che la vivono come uno spot e non come uno sport.
Via | F1sa.com
gianlucaz
23 mar 2011 - 15:56 - #1Senza V8 che Formula 1 è????
Anche un V6 sarebbe da barboni….
Vi immaginate un Ferrari con un 4 cilindri????
simonetrb
23 mar 2011 - 16:51 - #2è proprio il colmo…
Già i Rally sono passati al 4 cilindri turbo 1.6, tra un pò chiederanno il motore unico tra F1 e Rally se andiamo di questo passo…
Cmq se si tornasse ai 1.5 turbo da mille cavalli e passa non sarebbe male…
ma almeno V6!!!
dario911
23 mar 2011 - 16:55 - #3No vedo innovazioni in formula 1 dalla notte dei tempi…
Ormai le novità vengono dai prototipi, non dal circus. Qualcuno ancora si ostina a pensare che sia la formula 1, l’avanguardia tecnologica degli sport automobilistici. Non mi pare che sia, di fatto, così.
Niente iniezione diretta, niente libertà di progettazione dei propulsori, misure e pesi standard, un solo tipo di carburante ammesso dal regolamento, nessuna norma relativa alla riduzione dei consumi (indice efficienza/prestazioni)… se questo significa essere al top dell’automobilismo…
Direi che, purtroppo, molti scambiano la velocità sul giro con il progresso tecnologico. Ma nulla può essere considerato davvero progresso, se fine a sé stesso.
Contrariamente a quel che molte case si ostinano a far credere, la ricaduta tecnologica della formula 1 sulla produzione di serie è pressoché nulla.
Si tratta di mondi talmente lontani, da non poter essere considerati, quasi, neanche paralleli.
Studiare tecnologie che riescano a coniugare efficienza, prestazioni e resistenza, riuscendo al contempo a trasferirle concretamente nella produzione in serie, allora si, che vorrebbe dire essere al top. Ed oggi, questo, avviene solo nelle competizioni endurance, dove la sperimentazione è più ampia e libera.
La formula 1 dovrebbe aprirsi maggiormente a sfide vere e proprie, invitando ad una differenziazione tecnica delle vetture, piuttosto che ad un’omogeneizzazione.
Lo spettacolo non consiste nelle potenze iperboliche, ma nella tecnologia efficiente ed intelligente, tangibile anche nel quotidiano.
Perché non proporre, quindi, la coesistenza di motori aspirati, turbocompressi, rotativi, con il volumetrico… trazione posteriore o integrale… benzina, diesel, carburanti alternativi… aerodinamica più orientata allo spettacolo…
Questo creerebbe una differenziazione sostanziale delle vetture in griglia di partenza, offrendo spunti tecnici differenti, capaci di offrire una vera comparazione tra diverse tecnologie.
La formula 1 è, ormai, un triste monomarca. Non fosse per i colori, si farebbe una faticaccia a distinguere le varie vetture tra loro!
Per quanto il suono possa costituire un’esperienza sicuramente accattivante, negli sport motoristici, non è su questo che si devono condurre crociate, secondo me.
Anche a Le Mans, allora, che si dovrebbe dire? I superdiesel fanno la stessa musica delle lavatrici! Ma, non per questo, manca il rombo dei propulsori Porsche, Ferrari, Corvette, Aston Martin, Judd, Toyota, ecc.
Ok, non saranno paragonabili alla musica delle gloriose 917, delle 512, delle XJ-R, ma ciò non toglie nulla allo spettacolo.
Spettacolo significa diversificarsi, senza rinnegarsi, ma senza neanche perdersi in questioni paradossali o di secondaria importanza.
lion pdn
23 mar 2011 - 17:05 - #4bravo !!
lion pdn
23 mar 2011 - 17:07 - #5Todt che delusione…..
Le tecnologie verdi portano al futuro ????
ma in percentuale la F1 quanto inquina ???
molto meno del 1 % contro tutto il mondo di tutti i giorni ….
dario911
23 mar 2011 - 17:14 - #6Ma dai, per favore! Todt non intende ridurre l’inquinamento di uno schieramento di formula 1! Ma chi può pensare che sia questo ciò che intende? Il messaggio è chiaro: vuole rendere la formula 1 un banco di sviluppo per le tecnologie volte alla riduzione di consumi ed emissioni, da trasferire nella produzione in serie.
Ma cavolo, ci vuole molto a capirlo?
In oltre, si… le tecnologie verdi portano verso il futuro, verso un concetto motorizzazione sostenibile, sia a livello di inquinamento, che energetico. Se qualcuno ancora non afferra neanche questo… allora stiamo proprio freschi!
lion pdn
23 mar 2011 - 17:57 - #7le f1 non deve far da cavia x le produzioni di serie….
chi se ne frega se non usano energie verdi in f1…
facciano treni aerei e camion verdi e non tocchino la f1 che deve restare pura e grezza, magari anche con meno giudici e processi…
Dertos
23 mar 2011 - 18:15 - #8“Per quanto il suono possa costituire un’esperienza sicuramente accattivante, negli sport motoristici, non è su questo che si devono condurre crociate, secondo me.”
mi trovi assolutamente d’accordo. penso come al solito che sia difficilissimo trovare una posizione bilanciata, che accontenti tutti. è assolutamente vero che tecnicamente, tenere conto di un parametro irrilevante come il suono, nella scelta delle future motorizzazioni sembrerebbe un idea quantomeno paradossale. d’altra parte e facile capire le preoccupazioni di Bernie che occupandosi della promozione della f1, e non degli aspetti tecnici, non puo non tenere conto dell’impatto negativo che una riduzione del “volume” puo avere sul pubblico. quindi capisco come la questione sia al centro di un dibattito tra federazione costruttori e promotori
per me, da appassionato di Motorsport, la ricerca tecnica la sperimentazione hanno un peso rilevante, centrale sono, insieme al fattore umano del pilota, della guida, il cuore di questo sport. mi piacciono le sfide e vedere evolversi il Motorsport verso nuove tecnologie , ibrido e poi il motore elettrico, nessun sound!, stanno nascendo nuovi pionieristici campionati per vetture di questo tipo, si tratta di una sfida ingegneristica interessantissima!
nel Motorsport tutto si muove cosi veloce, è questo per me è un aspetto fantastico e non un limite, magari fra cent’anni le vetture neanche saranno piu in contatto con il suolo, sicuramente avranno nuovi comandi nuovi propulsori, nuovi carburanti, offriranno nuove sfide differenti ai tecnici ed ai piloti……
bud
23 mar 2011 - 18:53 - #9Io di gran premi con i motori turbo ne ho visti qualcuno dal vivo!!! Non è che facevano poi cosi schifo!!
fa-22-raptor
23 mar 2011 - 19:20 - #10questi non hanno ancora capito che devono tagliare sull’aerodinamica e non sui motori per riportare lo spettacolo in pista…
per quanto riguarda l’attuale brand ecologico, ci sono già le varie Le Mans Series su cui testare e spendere soldi…
come dice Marmorini, un attuale 2.4 V8 è molto più efficiente del miglior turbodiesel presente sul mercato attualmente… ma vallo a far capire a questi…
fa-22-raptor
23 mar 2011 - 19:22 - #11#10
scusate le ripetizioni
crysil_82
23 mar 2011 - 20:13 - #12io più che altro sono curioso di sentire come suoneranno con i motori limitati a 12k giri.
Non è bello limitare i motori, ma neanche adesso è bello. Vorrei tornare a sentire la progressione del motore, i giri che salgono e non un ronzio indistinto e sottile. Tempo fa mi sono visto una gara della indy series, e il numero di giri del motore era piuttosto basso ma più coinvolgente a mio parere
Bertoz
23 mar 2011 - 20:16 - #13E magari dopo il turbo a 4 cilindri, cosa pensa di introdurre?? L’alimentazione a gpl o metano??
axx
23 mar 2011 - 20:54 - #14Non dovrebbero tagliare sull’aerodinamica, dovrebbero aggiungerla ma in maniera adeguata! Via tutte le ali tranne spoiler posteriore, si a carene e fondo piatto.
Insomma la direzione giusta sarebbe una vettura più simile alla redbull X2010 di GT5 (anche scoperta) che alle formula attuali.
E poi non è che un 4cil turbo da 600 e più cv farà poco casino… io mi esalterei lo stesso :D
Antoooo
23 mar 2011 - 23:37 - #15facciamo correre le formula uno direttamente con i motori ad idrogeno a questo punto…. bah… fra qualche anno passerò la domenica a guardarmi il video della Ferrari di Alesi con il V12 a Suzuka (su youtube) invece che le corse odierne… Sapevo che Todt era una mezza cartuccia.
pistu_foghecc
23 mar 2011 - 23:48 - #16Il 12 cilindri…..sigh sigh.
Quanto mi piacerebbe risentirlo in pista.
Francesco93XX
24 mar 2011 - 00:35 - #17@Dario311: sostanzialmente mi trovi d’accordo, anche se secondo me la tua è una visione troppo utopistica. La tua idea di “fate quello che volete” in canoni abbastanza larghi è applicabile in competizioni minori, ma risulterebbe anacronistica se attuata in f1. Intendiamoci, era possibile liberalizzare la progettazione di una formula uno negli anni 70 quando i progetti erano a matita e si andava un po’ a tentoni; non adesso, dove girano affari da centinaia di milioni di euro e anche il più piccolo insignificante particolare richiede centinaia di ore di lavoro: si andrebbe incontro ad un aumento incontrollabile dei costi, e nel giro di pochi anni avremmo in griglia 5 scuderie ad essere ottimisti. Quindi in questa situazione suppongo che si potrebbe si ampliare lo sviluppo, scongelando i motori e lasciando un po’ più liberi gli ingegneri, ma con attenzione, altrimenti chi imbroccasse il set up giusto a inizio campionato potrebbe avere 1-2 secondi di vantaggio rispetto agli altri, e si rischierebbe di rivivere anni tipo il 2001 o il 2002, favolosi per la ferrari ma apocalittici per la formula 1 :)
pigro
24 mar 2011 - 10:31 - #18Gli anni del turbo in F1 sono stati favolosi,
per gli appassionati forse quelli più coinvolgenti dell’ era televisiva, prima che interessi miliardari in euro inquinassero il lato sportivo e soprattutto tecnico.
Anni in cui c’era ancora un minimo di varietà ed inventiva “visibile”, in cui il pilota poteva ancora fare la differenza in modo sostanziale, dove la tecnica era ancora vicina a quella prettamente automobilistica mentre ora è quasi tutta questione di areodinamica ed elettronica e di denari per simulazioni deca milionarie in euro (visto che sono vietati i test…)
Ipocrita da parte di Ecclestone parlare ora di sound quando ha scelto di plafonare i motori, di renderli praticamente identici (ed immutabili se non per evidenti problemi di affidabilità), estrapolando di fatto la variante motore dalla competzione (teoricamente i propulsori dei primi 4-5 team sono pressochè intercambiabili senza influire significativamente nelle prestazioni, al limite con sole piccole varianti di consumo…)
Si vuole il sound?
Si permettano i v12, si liberi lo sviluppo!
Altrimenti si stia zitti.
All’appasionato il rombo del turbo non sarà l’urlo lacerante di un’ aspirato, ma comunque un grandissimo bel sentire, decibel ce ne saranno che basta.
Poi un -minimo- collegamento alle automobili d’oggi per me ci può stare (che come detto le F1 dal punto di vista tecnico sono pressochè astronavi da volo in atmosfera, dove si esasperano le discipline aerospaziali, non certo quelle dell’ingegneria meccanica automobilistica…).
Se si vuole è un po’ lo stesso principio per cui si è abbandonato il 2tempi nelle moto da corsa (che comunque rimangono molto più simili alle macchine stradali, pur con le ovvie esasperazioni).
Ad ogni modo trent’anni fa Il BMW 4 cilindri in linea 1500cc 16valvole della Brabham arrivava in overboost a superare i 1.300CV, ce ne vorrenno di limitazioni per soffocare la brutalità potenziale dei nuovi motori…
In generale, come Dario911 ha perfettmente inquadrato,
la F1 ha già superato il break-even (punto di pareggio) tra potenzialità tecniche, e “umanità” delle prestazioni,
e si basa su un sottile (mal)equilibrio di limitazioni:
senza la sua storia precedente che le porta enormi implicazioni emozionali, la F1 attuale sarebbe uno sport assolutamente di secondo piano per quel che riguarda il coinvolgimento dello spettatore appassionato: il futuro del Circus si basa essenzialmente sull hype che con frizzi e lazzi riuscirà a mantenere per le masse televisive.
Dertos
24 mar 2011 - 11:28 - #19@18
è proprio l’avvento delle nuove tecnologie dei simulatori che sta andando pian piano a sostituire i test in pista. quando avrà raggiunto la piena maturità tecnica l’ambiente virtuale sostituirà totalmente i test dal vero, questo è il futuro, una sfida tecnologica di altissimo livello, che giustamente Giancarlo Minardi paragona all’avvento di un altro ambiente sperimentale,la gallerie del vento
“L’avvento del simulatore si può paragonare all’arrivo della galleria del vento. Io ho vissuto in prima persona quel momento, in quanto faccio parte di una generazione che ha dovuto capire un po’ alla volta cosa fosse la galleria del vento. Da allora ad oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante e la galleria del vento è determinante per lo studio delle nuove vetture. Entro pochi anni quindi avremo simulatori che saranno in grado di replicare con esattezza la realtà” conclude l’ex costruttore faentino.”
ed è divertente ricordare come il wind tunnel veniva visto da molti come una mostruosità che attentava alla salute delle corse, e come Richard Divila, che sperimentava l’uso del nuovo mezzo e dei computers, veniva deriso da molti, proprio come accade oggi con Nick Wirth!
pigro
24 mar 2011 - 12:25 - #20#19
pienamente d’accordo,
era mio intento sottolineare l’ipocrisia di diminuire all’ osso i test -ufficialmente- a limitare i costi di sviluppo per allargare la base della competitività
ottenendo invece l’ effetto contrario di riservare sempre più la competizione a chi ha sproporzionate risorse finanziarie per permettersi le simulazioni più accurate (o sfruttare i modelli che le Case hanno già per i propri modelli di serie, invertendi il flusso tecnologico pista-strada…).
In questo modo invece di ridursi è aumentata ancor più la forbice prestazionale con il “metà schieramento” relegato a far poco più che numero in griglia.
L’esatto contrario di quello che Mosley/Ecclestone si erano prefissi…
Certo che per molti aspetti meno “esoterici” dello sviluppo ,
un test su pista a parità di informazioni da ottenere è sufficiente e costa meno di una simulazione “iperreale”, è utilissimo per l’allenamento dei piloti, ma soprattuto da un punto di vista “filosofico” è un minimo più apprezzabile come rimando agli eroici tempi che furono (che comunque mai più saranno…).
Dertos
24 mar 2011 - 13:38 - #21@20
“Certo che per molti aspetti meno “esoterici” dello sviluppo ,
un test su pista a parità di informazioni da ottenere è sufficiente e costa meno di una simulazione “iperreale”, è utilissimo per l’allenamento dei piloti, ma soprattuto da un punto di vista “filosofico” è un minimo più apprezzabile come rimando agli eroici tempi che furono (che comunque mai più saranno…).”
devi considerare che testare in ambiente virtuale consente di massimizzare il valore del tempo, bene da sempre prezioso nel Motorsport, ancor di piu oggi
il simulatore offre la possibilità di lavorare in modo multidimensionale, i tempi per modificare i settaggi della vettura sono abbattuti rispetto alla realtà, puoi verificare il valore un idea prima di realizzarla, e questo porta ad un bel risparmio di tempo e e denaro, puoi lavorare su piu progetti contemporaneamente (Wirth ha continuato a lavorare sulla Virgin VR-01 fino a fine stagione è contemporaneamente ha lavoratosulla 02) i piloti possono offrire il feedback sulla vettura prima che questa metta una ruota a terra. si crea una relazione molto stretta tra R&D progettazione e test. poi dal punto di vista economico bisogna tener presente che al simulatore puoi girare sempre nelle condizioni desiderate, è questo oltre ad essere un vantaggio tecnico, elimina il rischio che il maltempo possa vanificare una costosa trasferta per i test (come lo scorso anno a Jerez dove si girò pochissimo)
per quanto riguarda il discorso “ideologico”, dell’eroismo, devo dire che non mi attira per niente, e lo dico da appassionato maniaco totale di storia del Motorsport!.
il Motorsport è incentrato sul dinamismo sul cambiamento continuo, e per essere apprezzato da parte dell’appassionato richiede un apertura mentale totale, secondo me.
non mi piace il discorso “ideologico” che mette a repentaglio l’integrità tecnica del Motorsport in nome di aspetti puramente consequenziali come il suono o le belle forme. non mi sembra giusto che il bel suono del motore influenzi le scelte tecniche, non mi sembra giusto che le belle forme influenzino la ricerca telaistica e aerodinamica. e soprattutto sono lontanissimo dall’ideale del pilota eroe che sfida il rischio, dall’esaltazione del pericolo, delle piste pericolose, del brivido del muro a 5 metri, dell’albero e del fossato a bordo dalla pista. trovo triste il pensiero che un pilota che guida una vettura insicura su di un tracciato insicuro sia migliore di un pilota che esprime le sue doti di guida in tutta sicurezza, soprattutto nei confronti di piloti che andrebbero apprezzati per le sublimi doti di guida, vedi Fangio o Clark, e non esaltando il fatto che correndo mettevano a repentaglio la vita
adoro ciruiti come Rouen e Clermont Ferrand circuiti che offrivano sfide fantastiche ai piloti e non mi esalto al pensiero che ad attendere il pilota che usciva di pista invece che delle strutture che lo proteggevano trovavano alberi scarpate rocce.
Subcogito
24 mar 2011 - 14:33 - #22Andatevi a riascoltare il sound dei motori 1.5 turbo del 1986 semplicemente una goduria penso che Ecclestone non sappia di cosa si sta parlando poi un 1.6 turbo completamente libero oggi potrebbe sviluppare una potenza assurda quindi sono fiducioso e comunque meglio 4 cilindri turbo di quelle c@gate tipo kers e ale mobili fiscali
agvz
24 mar 2011 - 15:41 - #23Io sono d’accordo con Todt, invece. La Formula 1 deve essere una sorta di laboratorio tecnologico viaggiante, utile per aiutare a sviluppare le tecnologie da trapiantare poi sulle auto di serie. Il mondo cambia, ci si evolve, non bisogna rimanere ancorati al passato.
pigro
24 mar 2011 - 15:48 - #24Ok Dertos,
tutto comprensibile e rispettabilissimo quel che hai scritto.
La simulazione è un aspetto fondamentale e oggi insostituibile della progettazione (delle vetture di serie prima ancora che di quelle da competizione) però non può tenere conto di alcuni parametri secondari e -soprattutto- di quelli imprevisti, rendendo quindi i test prescindibili per l’impostazione del progetto (virtualmente possono sostituire in toto la galleria del vento) ma insostituibili per la verifica e lo sviluppo, tant’ è che la FOTA stessa ha auspicato più volte maggior libertà in questo senso: “questo è diventato l’unico sport in cui non ci si può allenare e forse abbiamo un po’ esagerato“.
Chi può permettersi di procedere a simulare anche gli aspetti più secondari (che nella F1 estrema di adesso sono le inezie a far guadagnare decimi…),
ha un vantaggio evidente su chi non ha abbastanza risorse ma che potrebbe tranquillamente permettersi qualche sessione di test live in più nel tracciato dietro case invece che essere costretto a sessioni comuni…
Diciamo però che portato all’ estremo il discorso simulazione…
Beh tanto varrebbe fare il campionato del mondo alla Playstation ;-)
In questo senso i tempi eroici che intendevo non erano tanto quelli del rischio ma del lato “umano”, “artigianale”della F1, che a partire dagli anni ‘90 si è giocoforza cominciato a perdere, livellando la competizioni a livelli altissimi sì, ma “piatti”.
Un cameracar di un giro di Alonso/Vettel/Hamilton a Monaco pur essendo magari 10 secondi più veloce, come emozione non è neppure paragonabile a quello di un Senna/Piquet/Mansell, in questo senso, ormai andati questi tempi, vedrei con favore un ritorno di facciata a valori più umani, “reali”, “fisici” e a valenze tecniche almeno di facciata più vicini a quello che è il mondo dell’ automobile attuale.
ilpollobannato
24 mar 2011 - 21:50 - #25La f1 non deve portare tecnologie che domani troveremo sulle auto di tutti i giorni. Dove diavolo sta scritto?
la formula 1 deve essere spettacolare e avvincente, altro che laboratorio per il futuro ed ecologia per le auto di serie. Ma chi se ne frega! Io voglio vedere scuderie e piloti che se le suonano con sorpassi e tecnologia. Che vinca il pilota migliore e l’auto più veloce, e che tutto ciò avvenga con gare combattute. Chi vuole una formula1 laboratorio vada al diavolo.
pezzo_di_medda
25 mar 2011 - 18:51 - #26Pollo, calmati.
Non abbiamo mica detto che ci devi consegnare chiavi dell’auto, dell’appartamento e libretto bancario!
Suvvia…..
ilpollobannato
25 mar 2011 - 21:11 - #27si ok
ma la distanza tra f1 e auto di serie è talmente enorme che il passaggio di tecnologie richiede 20 anni di tempo. Guarda il cambio al volante per esempio. Dai su la f1 è un mondo a se e tale deve restare, altro che ecologia e laboratorio