F1, Hamilton: Un obiettivo? Vincere il terzo alloro. Come Senna

Il pilota inglese ha una fortissima considerazione di se stesso. A domanda "chi la persona più importante nella tua vita?", la risposta è "io".

Hamilton sul podio a Monza

Lewis Hamilton ha concesso una lunga intervista al sito ufficiale della Formula 1. Il pilota inglese si è messo a nudo, rivelando alcune sue preferenze in termini di stile e amicizie e fornendo qualche curiosità sulla vita privata. Il due volte iridato – ad una sola vittoria in carriera da Senna e Vettel – ha negato di considerarsi vanitoso e non si guarda nelle vetrine mentre cammina per strada, ma quando entra nel paddock deve avere cappellino ed occhiali sempre in ordine. “Scelgo tutti i vestiti che indosso. Scelgo tutti i miei stili – confessa il 30enne inglese –. Ma ho persone che mi aiutano perché odio fare shopping. Ho trovato il mio stile per gradi, ed ora sono più felice che mai in termini di confort”. Il pilota della Mercedes confessa poi di apprezzare gli stilisti Roberto Tisci e Olivier Rousteing, di non pentirsi una volta spesi i soldi e di non essere compulsivo negli acquisti.

Se potessi disegnare un capo d’abbigliamento? In realtà non sono mai stato bravo a disegnare nulla, ma penso di essere più adatto a personalizzare oggetti – come le auto. Tempo fa ordinai una MV Agusta, ma nessuno in azienda aveva pensato di cambiare colori agli ammortizzatori. Ora seguono la mia idea. Lo stesso è accaduto con Bombardier: generalmente impiegano sedili da 46 pollici, ma li ho voluti da 50 pollici ed ora vengono utilizzati così. Sono piccoli dettagli, ma ci dò molto valore”. Il due volte iridato non si è mai pentito nemmeno di un tatuaggio e continua ad apprezzarli tutti, compreso quello più recente: Hamilton si è fatto disegnare un’aquila al Bang Bang di New York. L’ex McLaren rivela poi di essere molto religioso, di non aver abbandonato gli amici d’infanzia e di apprezzare Parigi, New York e Tokyo, ovvero le città che sanno ispirarlo maggiormente. “Una volta conclusa l’esperienza in Formula 1 ero solito pensare che mi sarei trasferito ai Caraibi, dove la vita scorre più lenta. Però mi piacerebbe vivere in una località frizzante come una metropoli e dove ci sia comunque la spiaggia. Mi viene in mente Los Angeles, però in fin dei conti non mi piacerebbe vivere lì. Allora perché non alle Hawaii? Si, effettivamente potrei fare il pensionato lì…

Hamilton rivela poi di dormire appena cinque ore a notte e di avere comunque molta energia. E se Lewis non fosse un pilota? “Da ragazzino non pensavo ad altro che alle corse. Sarei potuto crescere in modo diverso e magari avrei finito con il diventare un delinquente. Oppure il componente di una band. Ma alla fine sono sempre stato una persona molto sportiva, quindi penso che sarei comunque diventato un atleta”. Hamilton considera Magic Johnson, Michael Jordan e David Beckham quali modelli a cui aspirare in termini di vittorie e successi personali, in quanto capaci a migliorare anche con l’avanzare dell’età. “Sto mettendo le fondamenta per fare lo stesso”. Con quale obiettivo? “Soddisfare un desiderio che coltivo fin dall’infanzia ed emulare Ayrton Senna vincendo tre allori”.

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