Logo Blogo

GP del Nurburgring: la vittoria di Fangio con la Ferrari D50 nel 1956

Pubblicato: 24 lug 2011 da Rosario Scelsi

Commenti dei lettori

Il video odierno riporta indietro le lancette del tempo, per farci vivere le emozioni del Gran Premio del Nurburgring del 1956. La sfida si disputò su 22 giri del mitico tracciato tedesco, il cui fascino sembra destinato all’eternità. Juan Manuel Fangio tagliò per primo la linea del traguardo, su Ferrari D50.

Questa vettura derivava da un progetto Lancia del 1954. La Scuderia del “cavallino rampante” intervenne sul modello, perfezionandone l’insieme ed adattandolo alla filosofia di casa, con modifiche curate dallo staff tecnico interno (guidato da Bellentani e Fraschetti), ben coadiuvato da un prezioso consulente, Vittorio Jano, in forza a Maranello per l’occasione.

Tra i cambiamenti più evidenti, l’arretramento al posteriore del serbatoio (prima sdoppiato e laterale) e la sostituzione degli ammortizzatori telescopici delle origini con degli Haudoille, più cari alla costruzione Ferrari. A condurre la “D50” alla conquista del Mondiale del 1956 fu il mitico Fangio che, per l’ennesima volta, dimostrò sul campo il suo invidiabile fiuto nella scelta delle auto vincenti.

Ad aiutarlo nell’impresa le maglie larghe di un regolamento permissivo che gli consentì di usufruire in ben tre occasioni delle identiche monoposto di Musso e di Collins, in sostituzione della sua “zoppicante” vettura da corsa. Il telaio della “D50”, a struttura tubolare, supportava un motore aspirato a 8 cilindri a V di 90°, disposto anteriormente in posizione arretrata, con cilindrata di 2486 cc. La potenza erogata da questa corposa unità era di 265 cv, sviluppati al regime di 8000 giri/min. L’alimentazione avveniva mediante quattro carburatori doppio corpo Solex, mentre una distribuzione bialbero a camme in testa azionava le due valvole per cilindro.

Il cambio, di tipo trasversale a 5 rapporti più RM, era posto al retrotreno in blocco con il differenziale autobloccante ZF. Classica l’architettura delle sospensioni, anteriori a ruote indipendenti e posteriori a ponte De Dion. La carrozzeria era in alluminio. Il peso del bolide, dotato di un serbatoio da 190 litri, si fissava a quota 640 Kg. Ottima la distribuzione dei pesi, in virtù del valido posizionamento del motore e del cambio. La “D50” fu una vettura efficace e i risultati conseguiti lo testimoniano.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
2 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di ogamitto

    ogamitto

    25 lug 2011 - 10:05 - #1
    0 punti
    Up Down

    Che gran macchina la D50 e che suono il suo 12 cilindri.

  • Profilo di ogamitto

    ogamitto

    25 lug 2011 - 10:16 - #2
    1 punto
    Up Down

    Scusate l’errore 8V di 90gradi e 2500 di cilindrata, ma il caldo fa brutti scherzi