F1, Hamilton: Non è bello essere mio compagno di team

Il gesto del cappellino? "Ho capito il suo stato d'animo in quel momento - spiega Hamilton -. Non ci ho dato importanza".

Hamilton e Rosberg dopo Austin

Molti appassionati non sono ancora riusciti a spiegarsi l’errore commesso da Nico Rosberg nelle fasi finali del Gp degli Stati Uniti, che ha di fatto spianato la strada a Lewis Hamilton verso il decimo successo in stagione ed il terzo titolo iridato in carriera. Una possibile interpretazione viene fornita proprio dal pilota inglese, secondo cui non c’è niente di peggio che essere suo compagno di team.

Mi rendo di quanto sia difficile – commenta il neo campione del mondo –. Non c’è niente di peggio che essere mio compagno di squadra”. Hamilton prova poi a giustificare (o stuzzicare?) il pilota tedesco in merito all’episodio relativo al lancio del cappellino. “Quando finisci la gara e sei deluso, le emozioni sono qualche volta insopportabili – prosegue il 30enne inglese –. Non me la prendo. Ho visto Nico sotto diverse luci negli ultimi anni”.

Il suo atteggiamento in gara non è stato però tollerato da Toto Wolff e Niki Lauda, rispettivamente team manager e consulente tecnico del team Mercedes, che intendono far capire ad Hamilton come la sua interpretazione della prima curva ad Austin sia stata troppo aggressiva. Uno fra i pochi ad aver apprezzato la manovra è Donald Mackenzie, a capo della società che detiene i diritti del circus, secondo cui il tre volte iridato è una star assoluta e va trattato in quanto tale. “E’ stato aggressivo nella curva 1, questo è vero, ma devi esserlo se vuoi correre in Formula 1”.

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