La mia 6 Ore di Imola dal paddock Peugeot

6 Ore di Imola 2011

Le hospitality Audi e Peugeot distano appena cinque o sei metri. Sono adiacenti, posizionate di fronte alla vecchia variante bassa e sopra la corsia dei box. Questa vicinanza fisica si trasforma in lontananza emotiva quando la Peugeot n°8 doppia e manda fuori pista la R18 di Tom Kristensen, provocando il boato di tifosi e simpatizzanti per il marchio francese. L’applauso echeggia fino a scuotere l’accoglienza Audi, che all’improvviso sembra lontana chilometri e chilometri.

Cronaca di un pomeriggio inaspettato, sorprendente nei contorni e nei risultati. Il marchio tedesco ha infatti subito una batosta forse impossibile da prevedere, specie dopo l’equilibrio registrato nelle prove libere. Ma tan’è. La 6 Ore di Imola si è rivelata una gara noiosetta, con pochi duelli ed ancor meno colpi di scena, ravvivata solo dalle imparziali forature che hanno rallentato sia l’Audi numero 1 che la Peugeot numero 8. Il costruttore tedesco perde anche la gara del sound, penalizzato da una sonorità allo scarico meno coinvolgente: a gas spalancato pare quasi di ascoltare una moto bicilindrica, sorniona e gorgheggiante, dal timbro ovattato e quasi "strozzato".

Da premiare invece la tonalità burbera e gorgogliante delle Aston Martin Vantage e Corvette C6R, con quest’ultima in leggero vantaggio per via di un timbro ancor più maschio e selvaggio. Notevole anche il sound (cattivo ed affilato) prodotto dalla Ferrari 458, che ha vinto nella categoria riservata ai piloti professionisti approfittando delle sfortune occorse alle due BMW M3. Gli equipaggi Farfus-Muller e Werner-Lamy hanno accusato qualche problema di affidabilità e scontato un fatale stop-and-go, spianando così la strada a tMelo-Vilander e Bruni-Fisichella.

6 Ore di Imola 2011
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Rendiamo poi merito all’organizzazione e all’immediatezza di un campionato “popolare”, che attira e richiama migliaia di spettatori permettendo loro di godere della manche fin nei particolari secondari. Decisamente interessante la possibilità di visitare i box e la griglia di partenza fino a quarto d’ora prima dello start, ascoltando i discorsi fra piloti ed ingegneri e ammirando il brulichio dei tecnici.

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Anche questi ultimi si trasformano in parte integrante dello show, grazie alla possibilità di seguire i loro movimenti anche fuori dal box: si può dunque vedere il meccanico impegnato a fumare una sigaretta, il meccanico intento a cambiarsi la tuta oppure, più semplicemente, il meccanico durante una fase preparatoria come può essere l’allestimento di nuovo materiale di consumo. Questa tranquillità viene sostituita dall’improvvisa frenesia al momento del pit-stop, opposta e in deciso contrasto con l’assoluta tranquillità del giudice.

6 Ore di Imola 2011
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Il nostro punto d’osservazione ci ha permesso di valutare tutte le operazioni compiute dai meccanici durante i circa trenta secondi di sosta, a partire dal cambio gomme fino alle operazione più pittoresche come la pulitura del vetro a cavalcioni sul musetto (pratica usata da Audi e Peugeot) e il controllo delle pance laterali spalmati sull’asfalto. In questa fase anche i piloti forniscono il proprio contributo, aiutando il compagno ad entrare uscire dall’abitacolo e posizionando il “cuscinetto” per adattare il sedile alle differenti corporature.

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Il vero spettacolo si registra però nella zona retrostante i box, con migliaia di persone impegnate ad animare quel grande formicaio che è il Santerno. C’è chi mangia, chi dorme, chi si riposa fra le varie fasi di gara, chi arraffa qualsiasi tipo di gadget e chi cerca di infilarsi ovunque per soddisfare una curiosità impossibile da sopire. Ci sono poi i famigliari dei piloti, fuori e dentro i motorhome, gli unici a mostrare evidenti segni di noia e insoddisfazione. Forse vorrebbero solo un po’ di tranquillità…

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