Ron Dennis si dimette e non è più sul ponte di comando della McLaren

Ci sono uomini che legano fortemente il proprio nome a quello di un marchio. È il caso di Ron Dennis. Anche i matrimoni più solidi, però, a volte vanno in malora.

Un primo piano di Ron Dennis

Ron Dennis è stato costretto a dimettersi dal suo ruolo apicale in McLaren. La notizia non giunge come un fulmine a ciel sereno, perché diversi elementi facevano intuire grandi perturbazioni dalle parti di Woking. Dispiace che un uomo impegnato fortemente nello sport sia costretto a cedere il ruolo per lotte di potere di taglio finanziario, ma è la vita.

Sotto la conduzione sportiva di Dennis la squadra d’oltremanica ha vinto dieci titoli conduttori e sette titoli costruttori in Formula 1. Ricordiamo che lui è stato presidente del team dal 1981 al 2009. Nel 2014 era tornato come amministratore delegato. All’origine delle dimissioni i forti contrasti con i due azionisti di maggioranza, TAG e Memtalakar, che avevano portato alla nascita di un clima fortemente surriscaldato, con un’unica via di sbocco: quella emersa nelle scorse ore.

Comprensibile la delusione di Dennis, visibilmente contrariato per quanto successo: “Sono molto dispiaciuto per questa condotta. Con il mio stile di gestione ho portato la McLaren verso risultati sportivi e produttivi importanti, ma le visioni degli altri divergono oggi dalle mie. Continuerò ad usare la mia partecipazione (25% ndr.) nel gruppo per proteggere gli interessi e il valore della McLaren”.

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