GT, il punto dopo il Paul Ricard

La lotta per il titolo è incertissima

pisani-sauto.jpg

Il Campionato Italiano Gran Turismo lascia la pista di Le Castellet con un sapore dolce-amaro in bocca. Il risvolto amaro è dovuto al drastico calo degli iscritti. Con dodici auto al via in Provenza la serie ha registrato una delle più magre entry-list di sempre. E'vero che la concorrenza dei campionati internazionali come Blancpain GT, GT Open e European GT4 si è fatta particolarmente pressante in questa stagione, ma la causa del calo delle iscrizioni va ricercata anche in altri fattori. Uno è indubbiamente il perdurare della crisi economica che da oltre un decennio colpisce il Motorsport italiano; un altro sta nella perdita di efficacia della formula tecnica della serie. La Super GT Cup, fino allo scorso anno orgoglio della categoria, in Francia non ha visto nemmeno una vettura ai nastri di partenza. E'necessario rivoluzionare i regolamenti per tornare ad attirare più iscritti, in particolare quei team privati e quei gentleman-driver che fino a pochi anni fa costituivano l'ossatura del Gran Turismo nazionale e che ora si sono rivolti ad altri lidi, complice il crescere continuo del budget necessario per affrontare una stagione nell'Italiano GT. Questa diminuzione di iscrizioni fa doppiamente male data la grande incertezza a livello sportivo. Le prime quattro gare hanno registrato quattro vincitori diversi, un fatto che non accadeva da tempo. Ed in classifica di campionato non ci sono equipaggi in fuga, i primi quattro binomi sono racchiusi in un fazzoletto di appena cinque punti. I piloti ce la mettono davvero tutta, non lesinando sorpassi e brividi. In molti temevano un dominio della Ferrari 488 della Baldini 27, ma le fosche previsioni degli addetti ai lavori sono state presto smentite dai fatti. Ed anche la seconda manche di Le Castellet ha dimostrato l'imprevedibilità dell'Italiano GT 2018. La pista umida ha reso estremamente incerta la messa a punto delle auto e con essa la lotta per la vittoria. Nessuno si sarebbe immaginato che a spuntarla sarebbe stata la Lamborghini Huracan che la Petricorse schiera per Andrea Palma e Giacomo Barri. Il bolide giallo, partito dalla terza fila, è stato costantemente in lotta per la leadership e Barri è stato bravo a recuperare il tempo perso nel testacoda in cui è incappato il compagno di team durante il confronto con Fisichella. Barri ha avuto anche una discreta fortuna visto il ritiro in extremis di Bar Baruch, appiedato da una foratura alla sua Audi R8 LMS mentre stava avviandosi verso la vittoria. Il secondo posto arride a Daniel Zampieri e Giovanni Altoé autori di una gara regolare. Degna di nota il duello con cui Altoé ha avuto ragione della Ferrari 488 di Daniel Mancinelli e Andrea Fontana, vincitori in gara uno e costretti al gradino più basso del podio nella seconda ripresa. Per la Easy Race comunque un weekend estremamente positivo. In difficoltà la Baldini 27 che dopo la perentoria vittoria in prima manche ad Imola ha dovuto attraversare un mucchio di problemi. In Francia il bolide di Giancarlo Fisichella e Stefano Gai è stato penalizzato da noie alla valvola della wastegate in tutte e due le gare, ed il fatto di partire dal fondo per l'annullamento dei tempi di qualifica ha peggiorato le cose. Il quarto posto conseguito nella seconda manche davanti alla Huracan di Veglia e Vedel non è da buttare via, dato che il team romano detiene ancora la leadership del campionato, ma ulteriori passi falsi nelle prossime gare potrebbero costare caro. Anche nelle altre classi l'incertezza regna sovrana. In GT Cup il weekend di Michele Merendino e Davide Di Benedetto con la Porsche della Duell è stato alquanto travagliato e questo ha rilanciato la Porsche 997 My12 di Vincenzo Sauto ed Eugenio Pisani. L'equipaggio di Siliprandi si è imposto anche nella manche della Domenica ed ora è di nuovo in corsa per il titolo di categoria. Ed un altro po' di pepe a livello agonistico lo assicurano Enrico Garbelli e Luca Magnoni. I due portacolori della Nova Race hanno un progetto ambizioso, vincere sia il titolo di classe GT4 con la Ginetta G55 che quello della neo-costituita GT3 Light con la Audi R8 LMS, scambiandosi il volante delle due vetture durante la finestra dei cambi pilota. Strategia che in Francia si è rivelata eccellente permettendo a Magnoni e Garbelli di fare bottino pieno. Un plauso alla Nova Race sia per l'ottima pianificazione dei pit-stop sia per il lavoro dei meccanici che hanno riassemblato l'Audi danneggiata dopo l'incidente nelle libere ad Imola. Una impresa tutt'altro che scontata, se si pensa che la Bmw M6 ufficiale di Alberto Cerqui e Stefano Comandini, a sua volta vittima di un incidente in Emilia, non è stata sistemata in tempo per la trasferta francese. Un cenno infine all'equipaggio transalpino formato da Steve Hiesse e Cedric Mezard: dopo una discreta prima gara, la fortuna non li ha assecondati nella manche conclusiva ed un problema tecnico alla loro Huracan li ha costretti a seguire la corsa dal muretto dei box. Ora più di un mese di pausa prima del rientro in azione a metà Giugno a Misano. Certamente non mancherà lo spettacolo in pista, si spera nell'afflusso di nuovi piloti e nuove vetture per rendere più ricco un "piatto" comunque molto saporito.

N.M.B.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 3 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE MOTORI DI BLOGO