FIA CEZ Formula 3: intervista ad Andrea Cola

Andrea Cola, 19enne pilota romano che i due anni fatto letteralmente incetta di titoli nella categoria FIA-CEZ e AMF e non solo...

"Vincere è non è facile, ripetersi è ancora più complicato. Lo dicono tutti, ma, ammetto, non ne ero molto convinto. Almeno fino a un paio di mesi fa quando non ero proprio convinto di riuscire a vincere per il secondo anno consecutivo (cosa mai riuscita ad un pilota italiano, n.d.r.) i campionati FIA-CEZ e AMF di Formula 3 che consegnano rispettivamente i titoli di Europa Centrale e Austria" dice Andrea Cola, 19enne pilota romano che i due anni fatto letteralmente incetta di titoli nella categoria. Senza dimenticare le 4 vittorie e 2 secondi posti in sei gare di Formula Abarth nell’Estate del 2016.

"Probabilmente l’anno scorso ero un po’ un oggetto misterioso e gli avversari mi avevano un po’ sottovalutato. Io stesso, in fondo, non avrei immaginato assolutamente un epilogo di stagione così brillante. Li ho presi di contropiede!" precisa Andrea. "Svanito l’effetto sorpresa le cose quest’anno sono andate molto diversamente. In un certo senso ero l’avversario da batterie – per di più italiano! – e anche per questo non mi hanno risparmiato nulla, ma proprio nulla. Ma alla fine abbiamo in vinto noi e questa è la vera cosa che conta".

In Formula 3, Andrea Cola è arrivato all’improvviso durante la pausa invernale dopo le prime gare in Formula Abarth gli è stato proposto il “grande salto” - per di più in campo europeo! – e non si è tirato indietro. "Non dimenticherò mai il giorno in cui sono sceso per la prima volta in pista sul circuito di Adria al volante della mia Dallara F312, che io ho soprannominato Toruk: il feeling che ho provato sin dai primi metri è stato incredibile:era la monoposto più bella del mondo" ricorda.

"Ma sei impazzito?” mi dicevano quelli che incontravo. E quelli che non me lo dicevano apertamente mi guardavano strano e probabilmente pensavano che qualcosa come “Questo è matto!” oppure “Ma chi si crede di essere?”. Oggi li capisco. Come del resto li capivo allora. Ma non è stata un’idea mia, bensì di Rudi Mariotto, team manager di Monolite Racing, e ovviamente di mio padre Massimo che è il mio maggior tifoso. Un’idea che ho approvato dopo qualche esitazione quando mi Rudi mi disse "Fidati di me: sei pronto ed è ora che inizi a conoscere le insidie dei circuiti più impegnativi e più tecnici d’Europa”.

“E allora Europa sia risposi". Andrea non si è certo pentito di questa decisione visto che nel 2017 e nel 2018 non solo ha vinto due campionati, ma ha avuto la possibilità di correre su grandi circuiti internazionali come Brno, Hockenheim, Hungaroring, Imola, Lausitzring, Monza, RedBull Ring e acquisire così un bel bagaglio di esperienza.

In questo contesto di crescita due perle sono senza dubbio il fatto di essere stato il pilota più veloce in assoluto della stagione 2017 sul circuito di Vallelunga coprendo un giro in 1’29”226 alla media di 164,817 km/h e di avere stabilito il record assoluto del circuito croato di Rijeka-Grobnik in 1’18”774 (il record precedente resisteva da 30 anni ed era stato stabilito nel 1988 nientemeno che da Keke Rosberg su McLaren-Honda F1 in 1’19”03).

"Oggi mi chiedono da più parti cosa farò il prossimo anno" conclude Andrea. "In esclusiva, posso dirvi che… onestamente non lo so ancora. I risultati ottenuti e l’attenzione che ho avuto mi hanno messo un po’ al centro dell’attenzione. Stiamo ricevendo molte offerte interessanti Decideranno papà e Rudi. Io devo pensare solo ad essere veloce, possibilmente il più veloce di tutti".

di Paolo Ferrini

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