W Series: nel 2019 il campionato automobilistico per sole donne

Si avvicina il debutto agonistico della W Series, che il prossimo anno offrirà nuove opportunità alle donne nel motorsport.

Si chiama W Series e prenderà le mosse nel mese di maggio del 2019. Cos'è? Un nuovo campionato automobilistico riservato esclusivamente alle donne, che vedrà scendere in pista una ventina di esponenti del gentil sesso.

Il confronto andrà in scena su 6 tappe, accolte in circuiti europei, dove le protagoniste si sfideranno a bordo di monoposto Tatuus di Formula 3. A parità di mezzo, emergeranno i talenti migliori. Lo scopo della serie, che ha in David Coulthard uno dei promotori, è quello di far crescere le donne racing, magari con la speranza di traghettarne qualcuna in Formula 1: un obiettivo ambizioso, ma nulla è da escludere.

Ogni gara della W Series avrà la durata di 30 minuti e consentirà alle pilotesse di offrire il meglio del loro repertorio di guida, per mettersi in luce e sperare di raggiungere traguardi ancora più ambiziosi.

L'iscrizione al campionato sarà gratuita e per prendervi parte bisognerà superare una dura selezione, cui farà seguito una fase di affinamento, gestita da chi ha mestiere al volante. Oltre alla chance di crescita, per le ragazze coinvolte ci sarà una buona opportunità di recuperare budget, anche in virtù del montepremi complessivo, pari a 1.5 milioni di dollari, un terzo del quale finirà nelle tasche della vincitrice della stagione agonistica.

Intanto fiorisce il dibattito sul senso di una proposta del genere. Qualcuno sostiene che una donna brava al volante emergerebbe comunque, pur senza una serie dedicata, la cui efficacia è tutta da dimostrare, nonostante alcune buone premesse.

Il fatto che le donne impegnate nel motorsport siano meno presenti degli uomini sarebbe, per costoro, un fatto connesso ad una inclinazione naturale minore verso questo sport: del resto sono pochi anche i maschi presenti nelle categorie agonistiche più femminili. Una piccola prova giunge dalle gare di auto storiche, dove le barriere, pure economiche, sono minori e dove le esponenti del gentil sesso risultano poco coinvolte nel pilotaggio (e molto più nell'assistenza alle note).

In ogni caso, a prescindere dalla densità del coinvolgimento, quando una donna ci sa fare al volante, riesce comunque nell'impresa di farsi strada. Tornando indietro nel tempo, come non citare Elisabeth Junek, che nel 1926 si impose nel Gran Premio di Germania? Memorabile, poi, la sua impresa alla Targa Florio del 1928, quando diede del filo da torcere ai maschietti, cui fece assaporare il fumo degli scarichi della sua Bugatti prima di uno sgradevole imprevisto che la fece retrocedere al quinto posto finale.

In Formula 1, poi, sono giunte 5 signore dell'automobilismo: Maria Teresa De Filippis, Divina Galica, Giovanna Amati, Desiré Wilson e, soprattutto, Lella Lombardi, che disputò ben 12 gare nella categoria giungendo anche in zona punti. Fra le donne di successo nel motorsport, un posto di rilievo tocca a Danica Patrick, l'unica ad aver vinto una gara della IndyCar Series. Mitiche pure Jutta Kleinschmidt (vincitrice del Rally Dakar 2001) e Michèle Mouton (vincitrice di quattro gare nel campionato del mondo rally).

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