
Abbiamo parlato recentemente di come sia tornato in auge l’argomento della possibile terza macchina in Formula 1, argomento ora sponsorizzato anche da Bernie Ecclestone, mentre prima era una teoria spinta quasi esclusivamente da Luca di Montezemolo.
Ovviamente diversi sono i pareri sull’argomento e lunga è anche la lista dei contrari, tra cui McLaren e Red Bull, tra le opinioni non favorevoli troviamo anche quella autorevole di Gian Carlo Minardi, vediamo la sua analisi: “Ancora oggi come nel passato sono contrario a questa decisione in quanto non credo che sia la strada giusta da percorrere per cercare di rivitalizzare il campionato e l’interesse verso la Formula 1 aumentando il numero dei partecipanti.
Non è così automatico affidare ad un team (sia di F1, che di GP2 o GP3) una vettura complessa, nata per avere prestazioni vincenti, com’è una monoposto attuale.
Se ci fosse la possibilità di acquistare una vettura la scelta andrebbe sulle vetture che con le loro prestazioni vivacizzano il campionato, vetture nate con una filosofia vincente ed estremizzate sia nella costruzione , sia nella gestione dei singoli particolari.
Questo ovviamente non favorisce i costi che non saranno certamente bassi. Non basta comprare e mettere in pista una Ferrari, una Red Bull o una McLaren per poter essere vincenti”.
bomber75
05 nov 2011 - 17:34 - #1Perchè spendere tanto per prendere 5 secondi con una vettura non propria quando con meno soldi posso costruirmela e prendere sempre 5 secondi?
giaserg
05 nov 2011 - 18:00 - #2In effetti il regolamento e talmente stretto che a 5 secondi ci arrivi comunque. Pero in motogp funziona e in certi casi anche in lmp con la pug oreca, quasi un eccezione in realta, spesso piu veloce di audi. Sui costi e tutta da vedere
alekill90
05 nov 2011 - 20:10 - #3caro giancarlo prima di essere a favore/contro della terza macchina, devi piazzarcene almeno 2 in griglia e mi pare che tu attualmente al massimo piazzi 2 macchine stradali al parcheggio dell’autodromo. Con tutto il rispetto ma questa gente che parla di un mondo di cui nn fà più parte mi fà solo tanta pena e tristezza.
f1fans
05 nov 2011 - 20:55 - #4@alekill90: ottimo ragionamento, proprio complimenti. quindi una persona che ha mangiato per 20 anni pane e Formula 1, ora non può più dire la sua… oltrettutto stiamo parlando di una persona come Gian carlo Minardi molto stimata nell’ambiente…. Devi essere proprio un grande intenditore te… forse sei invidioso perchè nessuno chiede il tuo parere :-)
Comunque a mio avviso minardi ha ragione. se vuoi essere in f1 ti costruisci la macchina da te
alekill90
05 nov 2011 - 21:05 - #5mannaggia m’hai sgamato, come hai fatto a capire che striscio di invidia per minardi?…. ma per piacere! io nn critico l’opinione di minardi ma quella patetica mania di protagonismo represso che lui e altri (lauda, choultard etc….) hanno per far parlare ancora di sè in un mondo che nn li vuole più. Se poi ti interessa la mia opinione bhe è abbastanza semplice, regolamento completamente libero tipo la can-am degli anni 70, chi ha più soldi li spende per una macchina sempre migliore e chi nn li ha fà quel che può fare e fà introiti cn gli sponsor.
slash
06 nov 2011 - 11:37 - #6Sveglia motorsportblog, la notizia della fia che ha bocciato la terza macchina è già apparsa da giorni!
ivo_1
06 nov 2011 - 12:51 - #7in motogp, moto ufficiali date a team privati difficilmente eguagliano le moto dei team principali. e nn credo sia solo una questione di pilota.
malgrado la casa madre fornisce suoi uomini, spesso i privati impiegano più tempo per capire a moto e le varie evoluzioni.
giaserg
06 nov 2011 - 13:31 - #87 ma capita, e spesso. Ricordo il capirex su honda gresino vincere spesso e volentieri, le moto clienti sono sempre in lotta con gli ufficiali, cosa che dalla force india in giu e impossibile in f1, tolti 3 4 team gli altri sono chicame mobili
caligola
06 nov 2011 - 15:54 - #9Devo essere d’accordo con alekill90 almeno sulla seconda parte… ovvero un regolamento di totale liberalizzazione: nessuna limitazione neanche sull’architettura del motore, cilindrata, pesi, carichi aerodinamici o di benzina. Uniche limitazioni su dimensioni e sicurezza. Questa sarebbe la f1 vera espressione dell’automobilismo: menti ingegneristiche a confronto senza limitazioni di sorta. Utopia, al giorno d’oggi.
Poi Minardi per carità non ha mai ottenuto grandi successi ma è uno che ne capisce, anche se la sua opinione ha una validità pari alla mia (l’unica cosa che cambia è la risonanza mediatica), visto che è fuori dal giro.