
Jenson Button ammette che sarebbe bello chiudere al secondo posto il campionato conduttori, perché questo significherebbe battere alcuni drivers incredibilmente veloci.
Con sole due gare ancora all’appello, il pilota inglese della McLaren guida la battaglia per la piazza d’onore alle spalle di Sebastian Vettel, già vincitore del titolo 2011.
L’interprete più fruttuoso del team di Woking, con 240 punti all’attivo, deve guardarsi le spalle da tre colleghi: Fernando Alonso (227), Mark Webber (221) e Lewis Hamilton (202). Anche loro puntano allo stesso traguardo, per motivi diversi, legati a interessi di squadra o stimoli personali.
Button farà il possibile per non mancare l’obiettivo: “E’ bello sapere che se finisco secondo avrò battuto almeno una Red Bull. Sarebbe positivo fare meglio di Fernando e di Lewis, che sono incredibilmente veloci. Chiudere davanti a loro mi regalarebbe una certa soddisfazione“.
Ma, più che al secondo posto in campionato, Jenson sembra interessato ad aggiungere un’altra vittoria al suo palmares stagionale, dopo aver tagliato per primo il traguardo in Canada, Ungheria e Giappone: “Finire al comando una delle due sfide rimanenti vorrebbe dire molto per me. Ho già tre successi in cassa, mi piacerebbe ripetermi ad Abu Dhabi o in Brasile. Meglio ancora se in entrambi gli appuntamenti, per avvicinarmi a Vettel. La mia monoposto non è ancora all’altezza della Red Bull, ma siamo molto vicini“.
Via | Planet-f1.com
caligola
11 nov 2011 - 01:20 - #1Bisogna riconoscere che Button da quando è “risorto” dall’anonimato in BRawn gp ci mette energia e un certo talento che non è da poco. Al contrario di Massa che dopo l’incidente sembra un pilota di quart’ordine. L’aspetto psicologico conta molto in f1, anche se non si direbbe: sono i migliori quelli che riescono a ragionare in maniera più fredda e razionale senza pensare alle proprie emozioni, d’altronde.
tamb53
11 nov 2011 - 10:51 - #2E sarebbe anche molto meritato, ottenuto vincendo (almeno) 3 GP, battendo un compagno di squadra considerato da molti il miglior pilota in circolazione, un altro pilota (Webber) con una macchina molto più veloce della sua, ed Alonso con una Ferrari spesso non inferiore alla McLaren. Non poco per un pilota ingiustamente e frettolosamente definito “paracarro”.