2 Ore Anchise Bartoli, tutti i risultati

Guerra vince in rincorsa la Fino a 1.6, a Mangini la gara BC

La stagione 2018 dell'Autodromo dell'Umbria si chiude con il tradizionale appuntamento della 2 Ore Autostoriche Anchise Bartoli. La gara, dopo un anno di sosta, viene reintrodotta nel Campionato Italiano Autostoriche quale prova conclusiva e l'elenco iscritti ne beneficia con oltre trenta vetture verificate, nuovamente suddivise in due Raggruppamenti. In campo anche alcune Biposto Corsa per una gara Sprint.

2 Ore Fino a 1.6


La corsa parte con asfalto reso viscido dalla pioggia caduta già dal giorno precedente. La Fiat 128 Coupè di Cosimo e Francesco Turizio sembra essersi ripresa dalle noie meccaniche che la hanno estromessa dalla seconda manche di qualifiche e si porta subito al comando. Purtroppo dopo tre giri la bella Fiat rimane vittima dell'ennesimo cedimento meccanico ed è costretta a parcheggiare fuori pista. Passa così al comando la Fiat X1/9 del veneto Andrea Tessaro con la Alfa Romeo Giulia Sprint GTA 2.Raggruppamento di Marco e Massimo Guerra salda al secondo posto. Nonostante la pista bagnata non si verificano particolari problemi, a parte un testacoda della Fiat 128 Giannini 2.Raggruppamento di Loris Papa alla Vecchi Box. Il lombardo riprende comunque la corsa senza perdere troppo tempo. Problemi meccanici invece penalizzano la Ginetta G12 2.Raggruppamento di Andrea Pergreffi e Matteo Panini più volte costretta ai box e presto relegata in fondo alla classifica. Andrea Tessaro sembra navigare spedito verso la vittoria assoluta con un vantaggio di oltre un minuto sulla Alfa Romeo dei Guerra, l'unica vettura rimasta a pieni giri. Francesco Tessaro dal canto suo è terzo con la Fiat Abarth 1000 Berlina 2.Raggruppamento grigio-azzurra. A metà gara colpo di scena con la pioggia che torna a cadere. I piloti riducono subito il ritmo ma Graziano Tessaro, con la Fiat Abarth 1000 Berlina 1.Raggruppamento, va lungo alla Curva Marco Papa e si insabbia. Per rimettere in gara la sua vettura entra la Safety Car che imbriglia il gruppo per diversi minuti. La Giulia dei Guerra, avendo effettuato la sua sosta ai box proprio nelle primissime fasi della neutralizzazione, riesce a passare al comando. Andrea Tessaro colma rapidamente il divario nei confronti dei Guerra una volta ripresa la corsa a pieno regime e torna al comando, scavando di nuovo un margine di vantaggio di circa mezzo minuto. Intanto, testacoda al Muro per la Opel Corsa Gsi MkI di Andrea Manzoni, che riparte perdendo una manciata di secondi. Nel frattempo gettano la spugna per noie meccaniche la Fiat 128 Giannini di Loris Papa e la Ginetta G12 di Panini e Pergreffi. Anche la Alfasud TI 2.Raggruppamento di Gabriele Crocchini e Massimo Tani perde moltissimi giri per la medesima ragione. Problemi sul bagnato anche per la Marcos Mini 1.3 GT di Massimo Pucci e Roberto Panunzi che difende il terzo posto in 2.Raggruppamento dalla Alfa Romeo Giulia GT di Renato Benusiglio e Mauro Simoncini alle prese con noie al cambio. Frattanto nel 3.Raggruppamento la Fiat Ritmo 75 di Luca Zanella e Roberto Piatto è salda al secondo posto davanti alla Volkswagen Golf GTI MkI di Sanzio Cappellini e Pierluigi Calzuola, unico umbro in gara. Nel finale di gara colpo di scena con la Giulia di Guerra che colma lo svantaggio nei confronti della X1/9 di Andrea Tessaro ed a tre minuti dalla fine passa al comando. Nel frattempo la Mini Cooper S di Carlo Boido e Mimmo Giovannetti si gioca la vittoria in 1.Raggruppamento andando fuori pista nella parte bassa del percorso. La Mini tocca anche le protezioni con l'anteriore sinistro riportando una lieve ammaccatura, ma riesce a ripartire con l'aiuto dei commissari; la paura di un altro ritiro cruento dopo quello "lampo" del 2017 si allontana così come la pioggia che smette di cadere proprio in quei frangenti. L'errore di Boido permette alla Alfa Romeo Giulia Sprint GTA di Serio di isolarsi in testa al 1.Gruppo. Dopo una lunghissima sosta ai box la nera Alfasud TI di Crocchini e Tani riprende la pista per onor di firma. Marco e Massimo Guerra vanno quindi a vincere Assoluta e 2.Raggruppamento davanti ad Andrea Tessaro, che comunque intasca la vittoria in 3.Raggruppamento, ed a Francesco Tessaro. Nel 1.Raggruppamento Mischis e Serio festeggiano il successo in una giornata propizia per le Alfa Romeo, mentre nel 4.Raggruppamento l'esordio alla 2 Ore della Opel Corsa LM di Coppini, Regazzoni e Manzoni è subito benedetto dal successo di categoria con tanto di decimo posto assoluto. L'Umbria da corsa festeggia con il terzo posto di Calzuola nel 3.Raggruppamento dopo una gara accorta sulla Golf Gti MkI divisa con Cappellini.

2 Ore Oltre 1.6


Con sedici auto al via è il Raggruppamento principale del "Bartoli". La pista è appena umida con la pioggia che non cade più da diverse ore. Al via lanciato comincia il dominio del Team Italia. La Porsche 911 3.Raggruppamento di Denny Zardo e Giorgio Zorzi scatta subito al comando seguita dalla Porsche 930 3.Raggruppamento di Massimo Ronconi, Giovanni Gulinelli e Marco Zorzi. Da quel momento in poi le due Porsche del team veneto non saranno più insidiate in vetta, con il bolide metallizzato di Zardo sempre al comando. Il gruppo si sgretola senza particolari difficoltà, nelle prime fasi di gara un po' di pepe lo assicura la verde Porsche RSR di Maurizio Fratti e Dario Cerati che, costretta a partire dai box, deve risalire dal fondo del gruppo prima di conquistare la vetta del 2.Raggruppamento ed il terzo posto assoluto. Con la pista che si asciuga e la pioggia che si tiene fortunatamente lontana da Magione, la corsa va avanti senza particolari colpi di scena, salvo lo stallonamento di una gomma alla Opel Kadett GTE 3.Gruppo di "Toby" e Graziano Grazzini che perde tempo prezioso. Peggio va alla bella Bmw 2002 TI 2.Raggruppamento degli emiliani Augusto Fabbri e Luca Ferrari, che è costretta a ritirarsi in parco chiuso a metà gara a causa del distacco della marmitta. La vettura bavarese aveva già accusato problemi alla pompa della benzina. L'Alfetta GT6 2.5 3.Gruppo di Giovanni Bassi e Gianluca Riccardi perde poi tantissimi giri ai box per noie tecniche, e non riuscirà a coprire una distanza sufficiente per classificarsi. Tra le vetture di testa poi gravi difficoltà per la bianca Porsche 935 Turbo 3.Raggruppamento di Mario Massaglia. Il bolide curato da Balletti, dopo un ottimo inizio, sprofonda in classifica per motivi meccanici. Gli occhi del pubblico sono poi puntati sulla Alfa Romeo GTV 2000 che "Blu Max" divide con Emanuele Pirro. Il più grande campione di sempre delle gare Endurance dimostra di non avere perso lo smalto dei tempi migliori. Ad affiancare Pirro c'è anche il figlio Goffredo, che dimostra una ottima capacità di guida. Nel 4.Raggruppamento la Porsche 911 Carrera 2 di RS Historics pilotata da Enrico e Cesare Rondinelli si invola verso la vittoria del titolo italiano di categoria con una gara accorta. I bolognesi lasciano sfogare al comando la Ford Sierra Cosworth MkI del frusinate Emiliano Gerardi accontentadosi del secondo posto di gruppo, sufficiente per laurearsi campioni. Si difende poi la Peugeot 205 GTI di Umberto Cantù, Silvio Gentilini e Renato Benusiglio. Quest'ultimo, mai domo, è reduce dal podio di gruppo sfiorato alla 2 Ore Fino a 1.6. Il 1.Raggruppamento viene ancora una volta dominato dalla TVR Griffith 400 del cremonese Vito Truglia e dei mantovani Gilles e Thomas Giovannini. Anche stavolta la massiccia auto inglese si arrampica in alto nella classifica assoluta, dopo alcuni problemi palesati nelle qualificazioni. Il tempo di gara scade con Zardo che conquista l'ennesimo successo alla 2 Ore Bartoli, davanti a Gulinelli e Ronconi. Per Gulinelli è un piazzamento importante in quanto ottenuto nonostante i postumi dell'urto patito ad Imola. Festa grande anche per la famiglia Zorzi che piazza Giorgio primo e Marco secondo assoluto. Il podio del 3.Raggruppamento lo completa la Alfa Romeo GT 2000 di Bruno Mazzuoli ed Amerigo "Joe" Bigliazzi, che precedono di un giro la Porsche 911 SC di Gianluca Cecchini e del genovese Giancarlo Pedetti. Fratti e Cerati sbancano il 2.Raggruppamento davanti alla Bmw 2002 TII di Salvatore Limuti, Antonio Crescenti e del pilota Super Cup Rodolfo Toccafondi ed alla Alfa Romeo GTV 2000 pilotata da Roberto Lonardi, Romolo Raimondi e Marco Milla. Nel 4.Raggruppamento Gerardi trionfa con la sua bianca Ford Sierra Cosworth ma il titolo di categoria va alla Porsche 911 Carrera 2 dei Rondinelli che bissano il successo del 2017 con la Bmw M3 E30. Un successo che i bolognesi dividono con la RS Historics che ha profondamente lavorato sulla vettura tedesca, erede della prima generazione di vetture impiegate nella Carrera Cup internazionale, rendendola capace di mietere numerosi piazzamenti da assoluto nell'arco dell'intera stagione. Il bolide tedesco ha dimostrato poi enorme affidabilità anche in gare particolarmente selettive come quella corsa in estate a Monza. Per quanto riguarda il 4.Gruppo si registra l'ennesimo piazzamento a podio di Renato Benusiglio con la Peugeot 205 GTI. Un bel piazzamento che il lombardo, alla 702.esima gara in carriera, divide con il forte Umberto Cantù e con Silvio Gentilini, autori dell'ennesima gara inappuntabile. Nel 1.Raggruppamento grande gara per Truglia ed i fratelli Giovannini, che con la TVR Griffith chiudono quarti assoluti! Un piazzamento che i due giovani mantovani dedicano al papà Maurizio, costretto a saltare la gara di Magione per il protrarsi di alcuni problemi di salute. La GTM sorride anche per il buon piazzamento di "Blu Max" e dei Pirro, che chiudono sesti nel 3.Raggruppamento e vincitori in classe I Silhouette 2000.

Biposto Corsa


La corsa delle vetture BC è condizionata pesantemente dalle condizioni meteo. Molto probabilmente a causa delle cattive condizioni meteo non verificano i toscani Tiberio Nocentini e Piero Lottini. Sono così in tre a scendere in pista per le qualifiche con la Osella PA 4 di Cosimo Turizio saldamente al comando ai danni della Bogani SN del pisano Armando Mangini, reduce da una grande stagione in BOSS GP. Terzo dopo prove difficilissime Gianluca Cecchini con la Symbol del Team Italia. La gara purtroppo registra un brutto colpo di scena con il forfait di Turizio, che lascia solo due auto al via. Mangini non ha problemi nonostante la pista bagnata a distanziare Cecchini aggiudicandosi così la vittoria. Per il pisano arriva così un netto successo con cui suggellare un ottimo 2018.

N.M.B.

 

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