Incidente al Rally di Lucca 2018: pene per gli equipaggi che non hanno soccorso

Da oggi i piloti che corrono nei rally devono stare più attenti, perché in caso di omissione di soccorso dei loro colleghi in gara rischiano una condanna.

Correre nei rally può essere rischioso, non solo per le incognite tipiche di ogni confronto agonistico estremo, ma anche per le conseguenze penali che ne possono scaturire.

A fare da spartiacque col passato è la sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Lucca, che ha condannato in modo severo gli imputati chiamati a giudizio per il drammatico incidente occorso al pilota Valerio Catelani e alla navigatrice Daniela Bertoneri in occasione del Rally Città di Lucca 2012, quando i due persero la vita, avvolti nelle fiamme della loro Peugeot 207 S2000, dopo una brutta uscita di strada.

Per quella terribile sciagura, insieme agli apripista e al responsabile della sicurezza (a ciascuno dei quali è stato inflitto un anno di reclusione pena sospesa per concorso in omicidio colposo), il giudice ha condannato a un anno e due mesi (pena sospesa anche in questo caso) due piloti e due navigatori, per omissione di soccorso.

Questi ultimi, che componevano la coppia di equipaggi a seguire, sono stati ritenuti responsabili di non essersi fermati a prestare aiuto, pur avendo notato le fiamme che avvolgevano l'auto dei loro colleghi. Secondo la tesi del pubblico ministero, sposata dal giudice, un loro tempestivo aiuto avrebbe potuto evitare il drammatico destino dei compagni d'avventura.

La cosa fa molto riflettere, perché introduce in gara dei doveri che si pensava fossero a carico ai responsabili della sicurezza, per non turbare la lucidità dell'azione ad alta velocità di chi si trova nell'abitacolo delle auto da corsa. Tante le analisi che ne derivano. Per approfondirle rimandiamo al post dei cugini di Autoblog.it

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