Ferrari 500 F2: l'auto del primo titolo piloti F1 nel 1952 con Ascari

Nel 1952 la Ferrari mise a segno un doppio successo mondiale, vincendo il titolo piloti e costruttori con la 500 F2. Scopri quella monoposto.

L'automobilismo vive anche di ricordi e quelli più belli sono firmati Ferrari. Oggi vogliamo ricordare la conquista del primo titolo mondiale piloti F1 della scuderia di Maranello, che prese forma il 7 settembre 1952, a Monza, con Alberto Ascari.

Il pilota milanese è stato l'unico italiano ad aver raggiunto l'obiettivo iridato, messo in cassa due volte nel corso della carriera. Ad accompagnare la sua impresa, in quel lontano 1952, fu la Ferrari 500 F2. L'auto era spinta da un quattro cilindri aspirato da 2 litri, scelto da Enzo Ferrari in alternativa ai 750 turbocompressi previsti dal regolamento dell'epoca.

Il risultato degli sforzi progettuali fu una delle monoposto più vittoriose della storia della casa di Maranello. Basti dire che ben sette furono i successi conseguiti nel Mondiale del 1952 e altrettanti nel Campionato del 1953, disputati con le macchine di Formula 2. A questi vanno aggiunte la ventina di vittorie raccolte dal bolide del "cavallino rampante" nello stesso biennio, in competizioni non titolate.

Alberto Ascari, alla guida della fenomenale monoposto, conquistò il Campionato Mondiale Conduttori in entrambi gli anni, aggiudicandosi sei gare nel '52 e cinque nel '53, agevolando così la conquista di due allori Marche per la Casa di Maranello.

La 500 F2 fu il primo modello Ferrari ad essere dotato di un frazionamento diverso dal solito 12 cilindri e questo per una precisa scelta tecnica sponsorizzata dallo stesso Enzo Ferrari. Fu proprio il Commendatore, infatti, a spingere l'ing. Lampredi a realizzare l'unità a quattro cilindri in linea disposta anteriormente, nella convinzione che, alla luce dell'atteso cambiamento regolamentare di F1 del 1954 (che avrebbe innalzato da 2000 a 2500 cc la cilindrata per i propulsori aspirati), tale architettura avrebbe offerto dei benefici in termini di sfruttabilità.

In effetti i vantaggi attesi per i modelli successivi, progettati per la massima categoria del motorsport, arrisero anche alla 500 F2 che, per via della compatta struttura del blocco e della sua posizione estremamente arretrata, con scatola del cambio posta sotto il sedile del pilota, offriva un ottimale centraggio delle masse che ne perfezionava l'equilibrio, esaltandone la guidabilità.

La cilindrata del propulsore che spingeva la splendida monoposto era di 1985 cc, ottenuta con un alesaggio di 90 mm e una corsa di 78 mm; le valvole erano due per cilindro, azionate da una distribuzione di tipo bialbero a camme in testa. La potenza sviluppata, inizialmente pari a 165 cv a 7000 giri/min, venne elevata negli step successivi a 185 cv, ottenuti al regime di 7500 giri/min.

Il cambio era a 4 rapporti non sincronizzati più RM, montato in blocco col differenziale ZF, di tipo autobloccante; la frizione era a dischi multipli. Per il telaio si scelsero longheroni con traverse, mentre le sospensioni a balestre trasversali avevano la classica architettura a ruote indipendenti sull'asse anteriore e a schema De Dion sull'assale posteriore.

I freni erano a tamburo sulle quattro ruote e la loro sollecitazione veniva limitata da un peso contenuto in appena 560 Kg, grazie anche alla leggera carrozzeria in alluminio. Il serbatoio aveva una capienza di 150 litri. Fra i piloti che condussero in gara la Ferrari 500 F2, oltre al già citato Ascari, anche Farina, Taruffi, Simon e Villoresi.
 

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