
Bernie Ecclestone crede che la decisione di passare ad una società di gestione con legami importanti nell’industria dello spettacolo sia stata “un disastro” per Lewis Hamilton. Dopo la separazione professionale dal padre Anthony, che aveva gestito i suoi affari fin dall’infanzia, l’asso di Stevenage si è legato a Simon Fuller di XIX Entertainment.
Questa realtà ha sotto l’ombrello stelle come David Beckham, Andy Murray, Jennifer Lopez e Will Young, ma il cambio di management non è stato fruttuoso per il campione del mondo 2008, che ha vissuto un 2011 difficile sul piano psicologico. Secondo Ecclestone il pilota anglocaraibico è stato influenzato negativamente da persone sbagliate.
In un’intervista al “The Guardian”, il capo supremo della Formula 1 esprime così il suo pensiero: “Credo che una quota significativa dei problemi personali vissuti da Hamilton durante l’anno sia ascrivibile ai soggetti di cui si è circondato. Molte cose dipendono moltissimo dalla gente che frequenti. Ora incontra individui (forse si riferisce ad Ice-T & company) che non avrebbe mai visto e che hanno un’influenza sbagliata su di lui. Andava meglio con il padre. Anche se c’erano dei conflitti tra loro, Anthony si prendeva cura di Lewis, che non ha saputo apprezzare l’aiuto del genitore“.
Via | Planet-f1.com
fangio43
12 dic 2011 - 13:25 - #1Come a tutti noi, scoccia di dare ragione a Bernie! Ma, povera me, in questo caso mi verrebbe l’impulso di assecondarlo! Per redimermi cercherò di fare penitenza mangiando per una settimana “SEMI E FOGLIE”……..
bomber75
12 dic 2011 - 13:36 - #2Forse Ecclestone ha ragione o forse no, di sicuro Lewis sente troppo in gara le situazioni extra-f1, vedi rapporti con il padre o con la sua fidanzata.
Quando è a posto di testa Lewis è temibile
The Flex-ABle
12 dic 2011 - 13:41 - #3il 2011 non sarà stato un grande anno per lui, ma a quanto pare sembra essere diventato più umano e meno strafottente, prima aveva l’aria del pilota che fa il superiore con tutto e con tutti.
caligola
12 dic 2011 - 15:26 - #4Sarà, ma un campione si vede anche da come riesce a gestire le proprie emozioni (anzi oserei dire SOLO da lì, visto che le abilità tecniche ad altissimi livelli ce le hanno un po’ tutti)… la concentrazione in gara è una dote che bisognerebbe avere A PRESCINDERE dalla propria vita personale: essere in grado di staccarsi dal mondo per concentrarsi solo sulla gara, insomma… Un campione si vede anche in questo.
Inutile trovare solo scuse, per Hamilton ne abbiamo sentite a bizzeffe…
wearetheladrons
12 dic 2011 - 17:06 - #5 (nascondi)Piove sul bagnato..povero koglioncello…come calimero..ce l’hano tutti con lui…mwah..ah..ah..ah…e il 2012 si preannuncia ancor più fallimentare…
wearetheladrons
13 dic 2011 - 13:25 - #6Barvi cojons…sarà lacrime e sangue pel kojoncello…anzi..per i mcladri direi…
alekill90
13 dic 2011 - 13:43 - #7ma io vorrei proprio capire quali sono questi INSORMONTABILI problemi della vita privata di hamilton….
pistu_foghecc
13 dic 2011 - 17:01 - #8Come direbbe il sergente Hartmann: sarà meglio che rimetti il culo in carreggiata e cominci a cac*armi anelli con brillanti su di un piatto d’argento…..
Si fa presto a diventare umili quando si resta ai margini del successo.La triste verità è che (sarà la solita solfa ma è la verità)non ci sono più i campioni di una volta, forse meno veloci, meno impeccabili, meno belli, meno biondi e meno giovani, ma di certo di tuttaltro spessore umano.E di certo ne è complice la formula uno moderna che non ci fa veramente conoscere i piloti.Dicono che schumy sia un buontempone, ma chi lo direbbe mai.