
Eddie Cheever crede che la Formula 1 abbia bisogno di un pilota a “stelle e strisce” per prosperare negli Stati Uniti d’America. Qui il mondo dei Gran Premi tornerà l’anno prossimo, dopo un’assenza che dura dal 2007. La sfida andrà in scena nel nuovissimo impianto di Austin, in Texas. Un’altra gara si dovrebbe svolgere in futuro nel New Jersey.
Simili premesse lascerebbero spazio alla fiducia, ma Cheever è convinto, dall’alto della sua conoscenza, che non sarà facile per il Circus ricevere l’abbraccio affettuoso della gente fino a quando mancherà in griglia un driver americano, specie dopo i danni causati dal fiasco dei pneumatici Michelin nel 2005.
Queste le parole di Eddie: “Non credo che la Formula 1 possa avere successo negli Usa senza un interprete locale, anche se ci sono un sacco di tifosi della Ferrari che seguono questo sport in tutto il mondo, quindi anche negli Stati Uniti. Il successo della categoria sarebbe molto più alto con uno o più drivers americani“.
“La serie -prosegue Cheever- stava facendo bene a Indianapolis, fino a quando non è caduta di livello con il problema delle gomme nell’edizione del 2005. I tifosi ci sono rimasti male, quindi ci vorrà del tempo e un buon supporto per recuperare l’interesse. Dipingere il quadro ipotizzato impone infatti un cammino difficile, anche per lo scarso interesse dei piloti statunitensi verso il Circus“.
Via | Planet-f1.com
lion pdn
24 dic 2011 - 15:00 - #1logico, ma sono sicuro che il buon vecchio Bernie ci sta gia lavorando……
bomber75
24 dic 2011 - 15:41 - #2Peccato che Danica Patrick abbia scelto le auto da corsa più ridicole del mondo ossia la Nascar. Peccato veramente perchè se lei avesse deciso di andare in F1 l’avrebbero ricoperta d’oro. E pensare che Danica da giovane venne in Europa a correre con la Formula Ford inglese facendo molto bene. Un approccio all’europea Danica ce l’ha sempre avuto ma ha scelto la Nascar solo per i soldi.
lukadtkart
24 dic 2011 - 16:19 - #3Il livello dei piloti statunitensi è scarso,nessun TOP TEAM prenderebbe uno statunitense.Sono solo bravi negli ovali,non mi viene nessun nome di spicco per quanto riguarda gli USA.ILLUMINATEMI!
Auto&Moto
24 dic 2011 - 16:32 - #4Basta ricordare la pochezza di Michael Andretti!
aleeeeee
24 dic 2011 - 16:34 - #5Danica Patrick è famosa soltanto perchè donna ma sinceramente non è chissà quale gran pilota…come lei ce ne sono a migliaia negli Usa…e sono tutti piloti nella media… Basta un Bourdais o Jaques Villeneuve qualunque che vanno li e ti vincono la 500 miglia.
gmurray
24 dic 2011 - 19:03 - #6Un pilota medio di F1 da loro spacca il mondo (vedi J.Villeneuve, Bourdais,)…..Ma il contrario ??? Solo Fiaschi…
pogoboy
24 dic 2011 - 19:36 - #7> Peccato che Danica Patrick abbia scelto le auto da corsa più ridicole del mondo ossia la Nascar.
Auto primitive, del tutto incapaci di rimanere sospese sopra il cordolo come invece riescono a fare auto di più squisita fattura, per non parlare dell’incapacità di spiccare il volo usando il proprio musetto come rampa o perdere una ruota se Hamilton ha il raffreddore e si soffia il naso nei paraggi.
> Il livello dei piloti statunitensi è scarso,nessun TOP TEAM prenderebbe uno statunitense.
Se è per questo neanche un italiano. Tantomeno la scuderia tutta italiana, che piuttosto farebbe correre il vicecammelliere di Bin Laden.
Forse dopo l’ultima pioggia di lattine in pista ai piloti statunitensi si è un po’ spento l’interesse per l’avanzatissimo mondo della F1, nel quale a sentire Mazzoni già si fatica a capire chi è chi dai colori del casco, figuriamoci spiegare ai novelli piloti la necessità di avere la pista piena di crocchette nere e gommose solo per far lavorare la Pirelli: penserebbero che si tratta della McDonald’s World Cup. Una volta un pilota statunitense (il grande John Schifalagna) mi chiese lumi in merito: optai per raccontare che si trattava di orecchini che Hamilton perdeva ad ogni giro, e dei quali portava con sé una riserva per non restare mai senza. Poiché gli avevo già spiegato il motivo per cui Massa corre ancora in Ferrari, lo statunitense non faticò a credermi, mugugnando che se gli inglesi hanno perso contro le colonie un motivo ci sarà pur stato.
> Basta un Bourdais o Jaques Villeneuve qualunque che vanno li e ti vincono la 500 miglia.
Solo Raikkonen è stato rispedito al mittente perché evidentemente non era buono neanche per l’ovale. Si pensava di piazzarlo sulla A4 e fargli consegnare neutrini a nome della Gelmini, poi si optò per il ritorno in F1.
patrickdepallieronP34
24 dic 2011 - 20:00 - #8Una Nascar un cordolo non lo vede in tutta la sua vita, cosa c’entra?
Sul fatto di decollare…anche le Nascar decollano tant’è vero che hanno freni aerodinamici sul tetto che dovrebbero tenere le auto più attaccate al suolo in caso di incidente.
Sulle auto ridicole…concordo. Le Nascar sono goffe, pesanti e aerodinamicamente quasi tutte uguali, hanno molto del prototipo e poco dell’auto di serie. Sono veloci ma quanto lo sarebbe una R18 in un ovale (forse la R18 sarebbe più veloce), per il resto sono auto che affascinano gli americani per la possibilità elelvata di incidente che i ciccioni americani aspettano con impazienza e se non arriva se ne vanno dalle tribune, come è capitato nelle gare con pochissimi o senza incidenti.
fangio43
24 dic 2011 - 21:16 - #9patrickdepallieronP34 - Però ti è piaciuto farti immortalare nella macchina di MAX PAPIS…… o no?
TripleHead
24 dic 2011 - 23:32 - #10—Un approccio all’europea Danica ce l’ha sempre avuto ma ha scelto la Nascar solo per i soldi.—
Se fosse per i soldi ci sarebbe già andata a fine 2006 quando era in scadenza di contratto con Rahal. La questione riguarda il lato sportivo e basta. Per lei che tra gare, sponsor e altro già faceva 12 milioni in IndyCar, non fa molta differenza aggiungere qualcosa a quella somma cambiando categoria.
—Basta un Bourdais o Jaques Villeneuve qualunque che vanno li e ti vincono la 500 miglia—
Non direi. Villeneuve non è proprio uno qualunque o un pilota medio, e Bourdais a Indy non ci vuole neanche correre per quanto non digerisce gli ovali, vedi la stagione IndyCar di quest’anno dove ha corso da part-timer solo sugli stradali, e peraltro in questo suo ritorno non ha combinato molto. Non bisogna dimenticare che il suo dominio negli ultimi anni di ChampCar fu agevolato da una scarsa competizione, perchè ormai tutti i migliori team e piloti erano in IndyCar da anni e lui guidando per Newman-Haas poteva fare il bello e cattivo tempo (non a caso nel 2004 e 2005 i secondi classificati furono i compagni di squadra rispettivamente Junqueira e Servia, e un Rahal debuttante e ancora acerbo riuscì ad arrivare quinto nel 2007).
Di piloti americani in grado di poter dire la loro in F1 ce ne sono, partendo dal presupposto di avere un mezzo competitivo, altrimenti è inutile anche parlarne. Hunter-Reay e Rahal sarebbero i migliori candidati.
Infine una considerazione generica. Prima di giudicare una categoria qualsiasi, Nascar, IndyCar, quello che volete, bisognerebbe farsi un minimo di cultura e non andare avanti per sentito dire o luoghi comuni. Non è facile chiederlo ad un europeo che è sottoposto annualmente ad un’overdose di F1, e specialmente in Italia sembra esistere solo quella, ma proprio in virtù di ciò quando si vuole esprimere un opinione su qualcos’altro sarebbe opportuno essere informati. Non dico tanto, basta un minimo. Non serve essere dei guru del racing USA per accorgersi di quante sciocchezze si sentono dire.
fangio43
25 dic 2011 - 11:39 - #11Sono d’accordo con te su tutto tranne che sulla scelta di Danica per la Nascar! Sinceramente non credo che le manchino “i contanti”……Forse semplicemente quello è il suo mondo e la sua gente e ci si trova bene. Sono sicura che gli intrallazzi ci siano anche nelle formule americane ma certo la F1 è diventata sempre più spaventosa per cui forse è più facile gestire i “trucchetti” in casa propria invece che ficcare la testa nelle fauci del leone altrui!
-l-
25 dic 2011 - 13:00 - #12Danica ha fatto due conti e non è andata in F1 per svariati motivi.
1- Non è fisicamente adatta agli sforzi delle F1 attuali, una donna è meno forte e resistente di un uomo e le F1 sono una palestra in movimento.
2- Sarebbe rimasta nelle retrovie, è una brava pilotessa, ma non ha la giusta esperienza con le formule europee, e non è un fenomeno del volante…
TripleHead
25 dic 2011 - 13:09 - #13Fangio, l’ho specificato subito che non è per i soldi altrimenti lo avrebbe fatto diverso tempo fa ;)
Ci vorrà un pò affinchè diventi competitiva una gara sì e l’altra pure, ma nella fase di apprendimento è a buon punto e i progressi dimostrati in Nationwide sono mostruosi, da semplice part-timer per il secondo anno consecutivo. Sta imparando molto più in fretta di quanto non fecero i vari Franchitti, Hornish e Allmendinger. In più avrà il supporto di un team che crede davvero in lei al contrario di Michael Andretti che era solo contento di incassare i dollari da Motorola prima e GoDaddy poi. Comunque credo che sarebbe andata meglio con la Dallara nuova in IndyCar perchè i principali ostacoli che la limitavano fortemente con la macchina vecchia non ci sono più, questa è più leggera e ha il servosterzo. La forma fisica non le manca di certo ma guidare al limite un elefante era improponibile, troppo muscolare per lei.
Buon Natale
TripleHead
25 dic 2011 - 13:20 - #14>>> Non è fisicamente adatta agli sforzi delle F1 attuali, una donna è meno forte e resistente di un uomo e le F1 sono una palestra in movimento
TripleHead
25 dic 2011 - 13:21 - #15—- Non è fisicamente adatta agli sforzi delle F1 attuali, una donna è meno forte e resistente di un uomo e le F1 sono una palestra in movimento —-
Perfettamente d’accordo ma non hai idea di quanto fosse dura fisicamente la Dallara con cui hanno corso in IndyCar fino a quest’anno. I piloti che più recentemente hanno guidato prima in F1 poi in IndyCar, tipo Montagny o Sato, lo hanno detto chiaramente. Quindi se lei riusciva a guidare quel pachiderma, anche se con difficoltà come ho precisato nel post precedente, non vedo come possa avere problemi dal quel punto di vista con le F1.
antooo
25 dic 2011 - 15:17 - #16si ma la forza g che raggiunge una f1, una qualsiasi altra categoria americana non la vede di certo… infatti i piloti di f1 hanno un collo che non spezzi neppure con una moto sega.
TripleHead
25 dic 2011 - 15:55 - #17Aspetta. Forse la F1 ha maggiori sollecitazioni longitudinali perchè ha frenate più violente, ma in quanto a G laterali in IndyCar si sentono come e più della F1. Esempio, una gara sull’ovale corto in Iowa produce una media intorno ai 2-3G per due ore filate con punte di 4.5-5 ogni giro. Ed è solo per pescare nel mazzo.