Andretti: "La F1 ha bisogno degli Usa, ma non può dimenticare l'Europa"

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Mario Andretti sottolinea l'importanza di avere almeno una gara di Formula 1 negli Stati Uniti, ma dice che questa disciplina non deve dimenticare le sue radici in Europa. Il grande pilota americano, di origini italiane, ammette l'importanza di una presenza negli Usa, sia per gli appassionati locali che per gli organizzatori del Circus, ma allarga i confini delle sue riflessioni.

Il mondo dei Gran Premi, secondo lui, gode di una crescente popolarità in tutto il mondo. Questo, insieme a ragioni di ordine economico, ha spinto Bernie Ecclestone verso nuovi lidi, allargando la presenza geografica della categoria verso altre realtà.

Se da un lato l'espansione in Asia, Medio Oriente e America va bene, dall'altro è necessario, secondo Andretti, che la Formula 1 non perda il forte legame con il Vecchio Continente, dove è nata. Oggi la presenza europea è ridotta a otto appuntamenti su venti, che scenderanno a sette nel 2013.

Ecco il punto di vista di Andretti: "La Formula 1 non si dovrebbe ridimensionare troppo nella sua culla. Naturalmente non c'è niente di sbagliato nell'espansione verso altre realtà, ma spero che Ecclestone dia il giusto riguardo alla forte tradizione che la categoria ha in Europa".

Via | Thef1times.com

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