Ferrari, Massa: "Cina e Brasile sono due Paesi pieni di passione"

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Felipe Massa si prepara ad affrontare il Gran Premio di Cina di Formula 1, dove cercherà di compiere al meglio il suo lavoro, per mettere alle spalle le prove infelici del recente passato, che lo hanno messo al centro delle critiche.

Il pilota brasiliano della Ferrari sa di poter contare sul supporto della squadra, ma avverte che questa fiducia deve essere ricambiata con risultati all'altezza, anche se la F2012 non è la monoposto più veloce in pista.

L'obiettivo è di sfruttare al meglio ogni opportunità, focalizzando bene le attenzioni, per evitare situazioni poco felici, specie in una terra dove l'entusiasmo di Massa subisce il contagio di un popolo affettuoso come quello cinese, il cui tifo si esprime con lo stesso calore di paesi dove la tradizione motoristica e la passione sono più radicate.

Ecco cosa ha scritto il paulista nel suo blog alla vigilia dell'appuntamento di Shanghai:

La Cina è un grande Paese, ma ancora più grande è l’entusiasmo che i cinesi hanno per la Formula 1! Devo dire che è difficile trovare altri luoghi fra i tanti che visitiamo durante la stagione dove c’è più passione da parte dei tifosi: forse soltanto in Italia e in Brasile si raggiungono livelli simili.

Sono arrivato a Shanghai due giorni fa e ho trovato tante persone già all’aeroporto, con regali per me e per Felipinho. Anche fuori dall’albergo – guardate le foto che ho postato su @felipe1massa – c’è sempre qualcuno che aspetta, sia che piova a dirotto, sia che ci sia il sole.

Mi piace questo calore, questo entusiasmo, mi trasmettono molta energia. E tanta energia dà anche questa città: enorme, caotica quanto si vuole, ma viva. L’ho già detto altre volte: mi ricorda la mia San Paolo. Certo noi brasiliani siamo diversi dai cinesi ma la vitalità delle due città è molto simile. Ci sono tante cose da fare e mi sono goduto davvero questi due giorni di relax insieme a Raffaela e Felipinho: per lui questa è la prima volta in Cina!

Oggi (ieri, ndr) pomeriggio è iniziata la serie degli impegni promozionali con la Ferrari e con i suoi partner. Ne abbiamo tanti in questi giorni, com’è normale che sia per una corsa che si svolge in un Paese in grande crescita – un’altra similitudine con il mio Brasile – come in Cina. Poi inizieranno i consueti meeting con i tecnici per preparare la gara. Spero davvero di poter avere un Gran Premio normale, senza problemi, sin da venerdì: questo è fondamentale per poter finalmente ottenere un buon risultato. So che non sarà facile, anche perché non credo che ci potremo aspettare grandi novità, almeno a breve termine. Dovremo cercare di spremere tutto il possibile da quello che abbiamo, come Fernando è riuscito a fare sia in Australia che in Malesia.

Sono stato a Maranello anche la scorsa settimana, lavorando al simulatore proprio per prepararmi nella maniera migliore per le prossime due gare, studiando ogni minimo dettaglio di quello che non ha funzionato a Melbourne e a Sepang per metterlo a posto ed essere pronto per la Cina e il Bahrain. E’ un momento particolare per me e non posso né, soprattutto, voglio continuare così, questo è certo. So che ci sono tante critiche su di me all’esterno ma ci sono abituato: non è certo la prima volta che accade. Sento che la squadra ha fiducia in me e questo è quello che conta. E so bene, per averlo vissuto tante volte in passato, che basta poco per cambiare una situazione da negativa a positiva.

L’anno scorso in Cina ho finito la gara al sesto posto ma soltanto nell’ultima porzione della corsa sono stato in difficoltà perché non riuscivamo più a mantenere con le gomme Prime il ritmo che avevamo con le Option. Peccato, perché ricordo che ero ancora al secondo posto al giro 43. Due volte sono salito sul podio a Shanghai: sul terzo gradino nel 2007 e sul secondo nel 2008. E’ una pista che mi piace: ci sono tanti tipi di curve e un rettilineo lunghissimo dove già prima dell’era del DRS si potevano fare dei sorpassi. Certo, quest’anno soffriamo un po’ soprattutto come velocità di punta, quindi per noi non sarà facile. Però non è automatico che chi vada più veloce alla fine obbligatoriamente vinca…

Via | Ferrari.com

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