Spy story, spunta una mail: "guardate quel fondo piatto..."

Mike Goughlan
Nubi sempre più nere all'orizzonte per il team Mc Laren! Gli ultimi sviluppi di questa interminabile spy story della Formula Uno sembrano poter definitivamente incastrare il team di Woking, tanto che ieri sera tra Modena e Maranello c'era chi iniziava a scherzarci sopra sulla questione.
Ma in effetti le cose sembrano mettersi sempre peggio per il team anglo tedesco, i cui avvocati il prossimo 26 luglio a Parigi dovranno esibirsi in peripezie logiche di non poco conto per evitare l'inevitabile: ovvero "la profezia del Times" secondo la quale la condanna per scuderia e piloti è praticamente inevitabile.
Ed il motivo è presto detto: una mail, mezzo comune oggi di scambio di informazioni, così semplice ma anche al tempo stesso così complicata.
E guarda caso la mail è stata inviata al solito Coughlan (era nel suo pc) da un altro dei protagonisti di questa estate rovente di segreti, bugie e pedinamenti. Ovviamente lui, il meccanico Ferrari, Nigel Stepney.

Insomma non bastavano il ritrovamento, in casa del capo progettista della McLaren, del dossier Ferrari (una sorta di manuale su come fabbricare e perfezionare in casa una Rossa, versione 2007), le ammissioni dello stesso capo progettista (che ha raccontato di aver parlato di quel dossier con i vertici della scuderia), l'apertura di una inchiesta da parte della Federazione internazionale dell'automobilismo contro la McLaren. Visto che dopo tutto questo arriva ora quello che sembra essere il colpo di grazia: una email, definita "confidential". Un pugno in pancia alla difesa della Mc Laren.

Ma cerchiamo di capire a cosa si riferisce la cosa secondo la ricostruzione apparsa sul sito di Repubblica di cui riportiamo il pezzo integralmente: è la fine marzo e il mondo della Formula Uno è "terrorizzato": le Ferrari, al loro debutto sul circuito di Melbourne, sono andate benissimo. Raikkonen ha vinto e le prestazioni delle macchine sono state ottime anche in prova. Ma all'improvviso, nella cartella di posta in arrivo, sull'outlook di Coughlan arriva il messaggio che potrebbe cambiare la stagione: "Perché non date un'occhiata al nuovo fondo piatto mobile della Ferrari? Magari è irregolare...", chiede, anzi suggerisce, il tecnico del Cavallino. Il fondo piatto "mobile" era una delle grandi novità della Ferrari del 2007.
Pochi giorni dopo l'arrivo di quella email, prima del Gp in Malesia, la McLaren chiederà alla Fia un "chiarimento" sulla regolamentazione con particolare riferimento proprio al "fondo piatto"; una sorta di avvertimento, in risposta al quale la Ferrari, prudentemente, tornerà ad utilizzare il vecchio fondo, quello "non mobile".
Cosa sia successo dopo l'arrivo della mail, se sia stato cioè proprio Coughlan a girare l'informazione ai vertici del proprio team, non è dato sapersi con certezza. Ma certo difficilmente i membri del consiglio mondiale che dovranno decidere sul comportamento della McLaren ignoreranno la coincidenza. Alle coincidenze, in Formula Uno, generalmente ci si crede poco. A questa, poi, che è stata già fatta notare nel "capo di imputazione" che la Fia ha contestato alla McLaren, ancora meno.
In più, oltre ad anticipare di alcuni mesi l'inizio dello spionaggio industriale, la questione dell'email, se confermata, appare particolarmente pesante perché incenerisce in un colpo solo i due principali argomenti che erano alla base della strategia difensiva elaborata da Ron Dennis e soci. I legali anglo tedeschi davanti alla corte vorrebbero infatti riuscire ad affermare che mai e poi mai alcun dato acquisito dall'"uomo accusato dalla Ferrari" (è il modo sprezzante con cui la McLaren chiama Coughlan in questi giorni) è stato utilizzato dal team. Che poi è esattamente il punto dolente messo in risalto dal Times quando nei giorni scorsi ha spiegato che l'operazione difficile da compiere sarà dimostrare che mai Coughlan, una volta lette le carte Ferrari, ha utilizzato la sua conoscenza per favorire le McLaren.
Il secondo obbiettivo che si erano dati i legali era convincere la corte che nessun membro del team, eccezione fatta per il solito "accusato dalla Ferrari", è mai stato in possesso di informazioni o documenti di Maranello; né ha mai saputo che Coughlan aveva quelle carte.
Prima del ritrovamento di quell'email era molto difficile riuscire a dimostrare tutto questo. Adesso è praticamente impossibile. A meno di non trovare conferma della cosiddetta "teoria Stepney" (dal nome del meccanico Ferrari che continua ad enunciarla da località riservata). Teoria così riassumibile: "E' tutta una montatura ad opera di qualcuno. Una messa in scena".

Via | Repubblica

  • shares
  • Mail
8 commenti Aggiorna
Ordina: