Nino Vaccarella, un grande campione dell'automobilismo dei tempi d'oro

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"Un pilota di temperamento. Apparentemente calmo e compassato, si avvertiva tuttavia in lui il fuoco e la passione della sua terra d'origine. Sulle vetture sport era un ottimo pilota. Il percorso delle Madonie esaltava in modo particolare le sue doti di stradista e bisognava proprio che incontrasse improvvise contrarietà per non risultare al traguardo primo o fra i primi. Ha conseguito grandi vittorie". Questo il giudizio di Enzo Ferrari, tratto da "Piloti, che gente", su Nino Vaccarella. Poche frasi, impreziosite da due aggettivi che riassumono efficacemente il valore di quest’asso del volante: "ottimo" come pilota, "grandi" le sue vittorie. E grande è stato il "Preside Volante", in Italia e nel mondo.

Appassionato d'auto fin da ragazzino, inizia a correre alla fine del 1956 con una Fiat 1100. Dopo alcune gare nella classe Gran Turismo e le prime vittorie, passa nel 1959 alla categoria Sport, gareggiando con una Maserati. Il periodo d'oro di Vaccarella, però, ha inizio con gli anni Sessanta quando, diventato pilota ufficiale della Ferrari, si afferma nelle più importanti sfide del mondo.

In quell'epoca romantica vince la 24 Ore di Le Mans, la 12 Ore di Sebring, la 1000 km del Nurburgring e, nel 1965, la sua prima Targa Florio, impresa nella quale si ripeterà con l'Alfa Romeo nel '71 e nel '75. Abbandona le corse proprio alla fine di quella stagione, dopo quasi un ventennio di intensa attività agonistica.

Il suo nome è strettamente legato a quello della Targa Florio, la corsa di casa, forse la più bella e impegnativa gara stradale di tutti i tempi. Nel piccolo circuito madonita ben ottocentomila persone si abbracciavano idealmente a Vaccarella col calore del loro appassionato sostegno. E' veramente difficile pensare che altri piloti abbiano potuto contare su un supporto così affettuoso.

I siciliani correvano in auto con lui e con lui gioivano delle sue entusiasmanti prestazioni; sicuramente Vaccarella ha incarnato al meglio il desiderio di riscatto dei suoi conterranei. A lui si devono alcune delle pagine più belle dell'automobilismo dei tempi d'oro.

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