
Non ha vinto il Campionato del Mondo, ma ha rappresentato una monoposto di svolta in seno alla produzione Ferrari. La F310 del 1996 segna infatti il debutto in “rosso” di Michael Schumacher, pilota destinato a scrivere alcune delle pagine più entusiasmanti della storia dell’automobilismo sportivo. E’ anche il modello che, col passaggio ad una motorizzazione a 10 cilindri a V di 75 gradi di 3 litri di cubatura, sancisce il pensionamento del mitico 12 cilindri che lo stesso campione tedesco, nel corso di una seduta di test, aveva osannato. La necessità di ridurre gli ingombri –in favore dell’aerodinamica e del contenimento del peso- e l’obiettivo di migliorare la coppia ai regimi più bassi, impone la scelta di questa architettura non convenzionale per una Casa legata ad altre filosofie costruttive. Fra i suoi vantaggi i consumi ridimensionati, che producono evidenti benefici sull’economia della gara.
La presa d’aria del motore non consente il giusto afflusso e questo costringe i tecnici capeggiati da Barnard a rivedere più volte la zona del cofano, per agevolare la respirazione del propulsore progettato dall’ing. Paolo Martinelli. I piloti danno il loro contributo, inclinando curiosamente la testa nei rettifili, per migliorare il rendimento del 10 cilindri che, a dispetto dei dati dichiarati, supera abbondantemente i 700 cavalli. Uno dei suoi limiti è la ridotta lunghezza, che impedisce qualsiasi evoluzione nella direzione dell’incremento dell’alesaggio, per ridurre la velocità dei pistoni, allo scopo di garantire un’affidabilità maggiore. Problemi arrivano anche dal cambio, a causa della ricerca tesa a estremizzarne la miniaturizzazione.
La struttura elaborata da Barnard prevede l’impiego di un’inedita scatola in titanio, con distanziale in fibra di carbonio, per compattare il gruppo ed incrementare l’efficienza aerodinamica del retrotreno. Dopo una breve sospensione del suo impiego, col ricorso all’unità granitica e affidabile della 412 T2, si ritorna al cambio di nuova concezione a partire dal Gran Premio d’Europa del Nurburgring. Nel corso della stagione si passerà pure alla soluzione a 7 rapporti. La leva della frizione, insieme ad altri importanti sistemi di gestione, è al volante, che si eleva al rango di vero computer dal costo esorbitante. Al Gran Premio d’esordio, in Australia, Eddie Irvine conquista con la F310 un discreto terzo posto. Schumacher è costretto al ritiro per i noti problemi alla trasmissione.
Il campione tedesco conquista la pole a Imola e a Monaco, dove rinuncia alle velleità di vittoria dopo poche centinaia di metri. In Spagna, al termine di una corsa dai toni appassionanti, Schumacher conquista la prima vittoria su Ferrari. Partito sesto, recupera sotto il diluvio posizioni su posizioni, con una facilità disarmante, in una cavalcata solitaria che si conclude con un vantaggio abbondantemente superiore al minuto. Vince pure a Spa, in Belgio, e a Monza, nel gran Premio di Casa delle “Rosse”, regalando la meritata emozione ai tifosi che l’avevano attesa per ben otto anni. Schumacher arriva terzo nella classifica di fine stagione, mentre la Ferrari conquista il secondo posto nel campionato costruttori. E’ l’inizio di un idillio che porterà il pilota di Kerpen e le “Rosse” di Maranello verso traguardi incredibili.
Via | F1grandprix.it
LordMarkus
15 ago 2007 - 00:18 - #1Un’altra Rossa che mi piace molto, più nella versione a muso basso che in quella a muso alto :P
Kimmi
15 ago 2007 - 10:14 - #2Veramente la “Rossa” della svolta, ma le mie preferite restano la 312 T4 di qualche giorno fa e la F399
michele.bm
15 ago 2007 - 11:44 - #3Il fascino della semplicità, al confronto con i “caccia” della F1 di oggi con mille e più alettoni e deviatori.
Devil_GTO
15 ago 2007 - 16:25 - #4Una precisazione: la F310 non è stata l’ultima vettura progettata da Barnard. Lo è stata invece la F10B del 1997.
Aldilà che abbia rappresentato l’inizio della svolta nella storia recente della Ferrari, non dimentichiamoci che questa monoposto è staTA
Devil_GTO
15 ago 2007 - 16:25 - #5Una precisazione: la F310 non è stata l’ultima vettura progettata da Barnard. Lo è stata invece la F10B del 1997.
Aldilà che abbia rappresentato l’inizio della svolta nella storia recente della Ferrari, non dimentichiamoci che questa monoposto è staTA
Devil_GTO
15 ago 2007 - 16:25 - #6Una precisazione: la F310 non è stata l’ultima vettura progettata da Barnard. Lo è stata invece la F10B del 1997.
Aldilà che abbia rappresentato l’inizio della svolta nella storia recente della Ferrari, non dimentichiamoci che questa monoposto è staTA
Devil_GTO
15 ago 2007 - 16:30 - #7Una precisazione: la F310 non è stata l’ultima vettura progettata da Barnard. Lo è stata invece la F10B del 1997.
Aldilà che abbia rappresentato l’inizio della svolta nella storia recente della Ferrari, non dimentichiamoci che questa monoposto è stata protagonista di memorabili figuracce. Come in Canada quando perse un semiasse uscendo dai box oppure in Francia quando esplose il motore nel giro di ricognizione.
(scusate il casino, ho pasticciato con la tastiera…)
EXT2
15 ago 2007 - 18:33 - #8ODDIO è BELISSIMA !!!!!!!!!