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Hmiel fuori a vita dalla NASCAR

Pubblicato: 25 feb 2006 da Marco Della Monica

Commenti dei lettori

La storia la trovate su motorsport.com, ma permettetemi di riassumerla perchè merita la vostra attenzione.
Shane Hmiel è un ragazzo 26-enne che corre nella Nascar Bush Series o meglio, correva. E’ stato buttato fuori a vita per droga. Fin qui nulla di strano, nel senso che di pirla il mondo dello sport ne è pieno e mica possiamo pretendere che l’automobilismo ne sia immune. Il fatto è che lui, con la droga già ci giocava ed è stato beccato nel 2003. Fuori, allora, per un periodo di riabilitazione e di nuovo tra le fila dei partenti nel 2004. Poi a Dover il biondino è ricaduto. Non si specifica quale anno, se il 2004 o il 2005, sta di fatto che si comportava stranamente durante il week end di gara attirando l’attenzione del personale Nascar che fa saltare un bel controllino a sorpresa e zac…di nuovo positivo. La cosa che mi piace evidenziarvi inizia da qui.

Si evince, dal pezzo di Linda Przygodski, che a quel punto anche la Nascar si incarica attivamente del problema affiancando la famiglia nel processo di recupero del ragazzo, prima ancora che del pilota. L’obiettivo sarebbe stato il rientro di Hmiel nel 2007 ma, nel frattempo, il lavoro di recupero doveva seguire regole rigide imposte dalla Nascar: un percorso fatto di riabilitazione, supporto psicologico e controlli a sopresa, della serie “…driiin, chi è, siamo noi bello, fai pipì qui, dai su…” e proprio in uno di questi controlli, di nuovo positivo. A questo punto è scattata la sentenza definitiva: fuori e chiudere la porta, grazie.

Il buon Shane Hmiel ha anche il suo bel sito, ma di questa storiaccia neanche l’ombra.


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15 commenti

Commenti dei lettori

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  • Matiz

    25 feb 2006 - 21:21 - #1
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    A mali estremi, estremi rimedi. E che sia di esempio per quelli cui il successo ha dato alla testa e nonostante l’aiuto dato continuano per la loro strada. Una strada che lo Sport non può accettare.

  • toru ukawa

    25 feb 2006 - 21:29 - #2
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    W la ganja

  • Profilo di .....

    .....

    25 feb 2006 - 22:58 - #3
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    Scusate, ma per “droga” cosa intendiamo? Se si parla di droghe leggere il provvedimento è insensato, ignorante e eccessivamente cattolico. Se si parla di cocaina o simili, penso che il ragazzo sia in buona compagnia.. non solo nella Nascar.
    Se si parla di eroina, e qui veramente la cosa sarebbe grave, il provvedimento non avrebbe senso proprio perchè lui per primo non sarebbe in grado di correre.
    Mi sciogliete questo dubbio?

    p.s. quoto Ukawa

  • Marco Della Monica

    26 feb 2006 - 11:01 - #4
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    La notizia non specifica il tipo di droga ma il percorso di disintossicazione e di supporto pscicologico indicherebbe trattarsi di droga pesante: coca o eroina. Credimi, la cocaina non è diffusa nell’automobilismo di alto livello, come per ogni oppiaceo ha effetti molto pericolosi su di un pilota in quanto altera la realtà creando non pochi problemi ad un uomo che, comunque, deve guidare in pista con la necessità di poter elaborare velocemente le informazioni che, a loro volta, provengono al cervello molto velocemente. Infine giudicare o meno sensato il provvedimento della Nascar attiene anche alle convinzioni personali. Io ritengo che di fronte a questi esempi, una organizzazione dovrebbe dimostrarsi rigorosa: la droga, il suo uso, il suo spaccio, incorpora delle implicazioni morali che, in determinati casi, sarebbe ipocrita non condannare e sanzionare in maniera ancora più rigorosa rispetto alla media.

  • Profilo di .....

    .....

    26 feb 2006 - 15:36 - #5
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    Caro Marco,
    innanzitutto colgo l’occasione di complimentarmi con te per motorsportblog, gran bell’idea.
    Tornando al discorso “droga”, sono d’accordo sul fatto che l’uso di cocaina o altri eccitanti sia pericoloso per un pilota, proprio per l’alterazione dei riflessi di cui parlavi, ma mi riesce difficile pensare che certi “vizietti” siano un caso isolato. In passato molti piloti hanno ammesso pubblicamente di fare uso di stupefacenti; un esempio su tutti è il grande Marco Lucchinelli, capace di presentarsi in pista “convalescente” dopo le serate brave trascorse tra festini e belle donne. Recentemente ricordo il caso di Tomas Enge, che si è visto annullare uno strameritato titolo di F.3000 per positività a un controllo. Lo stesso Villeneuve ha ammesso in un’intervista di fare uso, ogni tanto, di droghe leggere, così come Eddie Irvine. Al Unser jr. ha avuto diversi problemi con l’alcolismo e il grande Kimi Raikkonen spesso viene immortalato ubriaco fradicio; i piloti sono esseri umani, come tali si divertono, e spesso hanno le possibilità economiche per “viziarsi” a dovere. Penso che le varie federazioni debbano tener conto del fatto che qualche scappatella possa essere consentita. Senza esagerare ovviamente.
    Un’ultima cosa: rileggendo il mio precedente post mi sono reso conto di essere stato un po’ polemico, chiedo scusa. In compenso la tua risposta è stata molto “signorile”. Complimenti a anche per questo.
    Michele

  • Frango

    26 feb 2006 - 16:10 - #6
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    sgombriamo il campo dai dubbi

    da quel che specifica l’articolo, il buon hmiel faceva uso di metamfetamine, ed ha partecipato a delle gare in stato di evidente alterazione

    mi dispiace moltissimo che non sia riuscito a vincere la sua battaglia contro la droga, e spero che questa mazzata non sia la delusione che lo fa precipitare definitivamente nell’autodistruzione, ma che al contrario sia la svolta per ribellarsi definitivamente a questa dipendenza

    Scusate il tono troppo cattolico…

  • Marco Della Monica

    26 feb 2006 - 18:03 - #7
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    Caro Michele, grazie per i complimenti. Il successo di questa iniziativa e di AB lo dobbiamo anche ai lettori che, come te, intervengono con argomentazioni sempre interessanti e puntuali. Relativamente a questo caso, purtroppo non riesco ad avere un approccio troppo distaccato, nel senso che ritengo qualsiasi uso di droga un qualcosa di profondamente errato, non solo per la dannosità fisica ma anche perchè io non riesco a distinguere la droga dal mondo che le gira intorno. Se poi, a farne uso, sono atleti pubblici la cosa mi fa ancora più rabbia. Per quanto riguarda, poi, i precedenti, conosco anch’io casi di piloti che si sono letteramente bruciati la carriera per questo vizzietto e, sinceramente, non li compatisco. Diverso è il discorso di droghe leggere
    (personalmente condanno anche il semplice spinello) e sopratutto, l’alcool. Quest’ultimo può diventare effettivamente un problema ma credo che sia necessario fare dei precisi distinguo. La birra non è polvere bianca.
    Scusa il mio integralismo ;-)

  • Abab

    27 feb 2006 - 18:01 - #8
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    Mr. M.D.M., ho sentito parlare di un pilota sudamericano degli anni ‘80 che sulla tuta aveva fatto disegnare una bella foglia di “Canapa”… Non so dirti di che categoria fosse ma di sicuro non F1. Per caso sai chi sia? Un saluto e complimenti.

  • Carlo

    27 feb 2006 - 18:19 - #9
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    Più che giusto è deve essere la stessa cosa per i calciatori dopati e razzisti che militano nel calcio. Loro che prendono fior fior di quattrini alla faccia di chi vince in modo pulito negli sport minori, non ha uno sponsor, piuttosto di guadagnarci ci rimette di tasca propria e quando arriva alla vittoria non gliene frega nessuno.

  • Profilo di andrea

    andrea

    03 mar 2006 - 17:37 - #10
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    caro marco, sei un pò disinformato sulle droghe: la coca non è assolutamente un oppiaceo e non altera “la realta”, tuttaltro, velocizza la capacita di ragionare e i riflessi e in uno sport come l’automobilismo può essere considerata come sostanza dopante. Premettendo che comunque non si debba incoraggiare un comportamento del genere, prima di parlare è meglio informarsi. E sono d’accordissimo con chi sostiene che la coca è diffusissima in tutti gli sport,o meglio, tra un gran numero di piloti. Chi è che non s’è mai fatto una ranza? mettetevi una mano sulla coscienza…

  • Marco Della Monica

    03 mar 2006 - 19:42 - #11
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    Caro Andrea è vero hai ragione. La cocaina non è un oppiaceo ma un alcaloide. E’ vero anche che produce un aumento della concentrazione e una maggiore resistenza alla fatica ma anche euforia. Proprio questa è quella che produce alterazione della realtà. Ti posso garantire che in una macchina da corsa si richiedono molte cose ad un pilota meno che essere euforico, peggio ancora se sotto effetto di droghe. Per questo si altera la realtà perchè l’euforia incide direttamente sul proprio senso del limite che viene spostato in avanti. Di molto.
    Un’ultimo importante dettaglio: l’effetto euforizzante della cosa dura circa una ventina di minuti poi c’è un calo vistoso della condizione fisica. Il soggetto di sente stanco e con un forte calo della concentrazione. Le gare automobilistiche durano più di mezz’ora per quelle sprint, senza considerare quelle di durata, dove i singoli “stint” possono anche essere di due ore.
    Senz’altro la cocaina è nell’elenco delle sostanze dopanti della Fia, senz’altro è stata utilizzata anche da qualche pilota (ma certamente non nei week-nd di gara) ma credimi non è una droga utilizzata nell’automobilismo. Almento quello professionale o di alto livello.
    A proposito cos’è la ranza?

  • stefanocorse

    03 mar 2006 - 21:08 - #12
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    Penso sia la canna… io non me le sono mai fatte! Cavolo solo io? Però nemmeno le sigarette ora che ci penso, devo essere proprio strano. Vabbeh però se a Capodanno devo accendere i botti, una sigaretta me la faccio dare!

  • Profilo di .....

    .....

    25 mar 2006 - 18:42 - #13
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    La ranza è più comunemente conosciuta come raglia, o striscia…ciao

  • Profilo di Vanni

    Vanni

    26 mar 2006 - 17:00 - #14
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    fatto bene,hanno fermato sul nascere una moda pericolosissima.colpirne uno per educarne cento!!

  • john abruzzi

    26 dic 2006 - 20:48 - #15
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    vi sfello tutti