
“E’ un campione anche fuori dalla pista” ecco come ha parlato alla stampa spagnola il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, di Fernando Alonso, che al termine del GP Brasile si e’ subito congratulato con Kimi Raikkonen per la conquista del mondiale piloti.
Ma gli elogi per lo spagnolo sono andati oltre: “Alonso e’ un campione in tutti i sensi, un pilota straordinario. Ho apprezzato molto la sua sportivita’, ha perso il mondiale per un solo punto ma non per colpa sua, piuttosto per una gestione sbagliata del suo team. In conferenza stampa si e’ subito complimentato con Raikkonen ha dimostrato di essere un campione anche fuori dalla pista“.
Il presidente poi ha continuato parlando del titolo, conquistato in maniera così roccambolesca,e complimentandosi per i suoi due piloti, Raikkonen e Massa:
“Il titolo? Ci ho creduto quando Hamilton e’ finito fuori pista dopo l’attacco ad Alonso. Forse ha fatto un errore ma e’ molto giovane ed era nervoso. Il quarto posto gli avrebbe garantito il titolo, e’ stata un’imprudenza dettata forse dal nervosismo. Tuttavia devo riconoscere che e’ stato straordinario. Era alla sua prima stagione in F1 e fino all’ultimo secondo era in grado di diventare campione del mondo. Per questo merita rispetto e complimenti. Ma e’ anche vero che durante la stagione non ha avuto alcun problema. La manovra in qualifica su Raikkonen non mi e’ piaciuta. E’ giovane e questo gli servira’ come esperienza per diventare un grande campione“.
“Massa e Raikkonen sono i migliori del mondo. Li ringrazio entrambi per tutto quello che hanno fatto. Massa e’ il pilota che ha ottenuto piu’ pole durante la stagione e non e’ stato in lotta per il titolo fino all’ultimo solo perche’ non gli abbiamo dato una macchina piu’ affidabile. E’ educato, combattivo e lavora sempre per il bene del team come si e’ visto ieri, davanti ai suoi tifosi. Raikkonen e’ unico, parla poco ma e’ simpatico, bravo, leale e combattente. E’ in Ferrari perche’ ce l’ha raccomandato Michael Schumacher“.
Via | F1GrandPrix
Kimmi
23 ott 2007 - 16:46 - #1Che lo scontro con Hamilton mi abbia addolcito “Alonso lo str…”??
Comunque sia, sembra che ora come ora mi sia più simpatico…
mr.fede
23 ott 2007 - 16:46 - #2alonso in ferrari fra qualche anno?
GabrieleFOM
23 ott 2007 - 16:54 - #3Alonso giustamente fa il suo gioco come ha sempre fatto con la stampa, mi sembra il Valentino Rossi della F1.
toio
23 ott 2007 - 17:00 - #4 (nascondi)dio mio quanto è falso! e viscido…fa veramente schifo. e abita a 1 km da casa mia!!
ETERNAMENTE BIAGGI
23 ott 2007 - 17:01 - #5PAROLE SANTE di MONTEZEMOLO!!FORZA ALONSO!
galfa74
23 ott 2007 - 17:10 - #6io continuo per la mia strada… alonso per me è uno sbruffone e fa tutto solo ed esclusivamente per convenienza… adesso lecca il c.ulo alla ferrari solo perchè in mc laren non lo hanno trattato come lui voleva (ma mi chiedo poi perchè avrebbero dovuto farlo) e vorrebbe una macchina competitiva, ma non dimentichiamoci che prima che accadesse tutto il caos della spy story ha sempre parlato male delle rosse!
number17
23 ott 2007 - 17:15 - #7se tanto gli piace perchè si sono tenuti massa..
l'incubo di toio
23 ott 2007 - 17:22 - #8toio rosichi…..abbiamo vinto noi e voi avete perso lo vuoi capire!!!!FORZA FERRARI CAMPIONI DEL MONDO AH AH AH AH
marcossss
23 ott 2007 - 17:30 - #9è ovvio che alonso sia tutto il male possibile
ovvio quanto è ovvio che per questo motivo è il pilota più bravo del mondo
tiene alla vittoria più di ogni altra cosa e diventa una bestia quando scende in pista
poi è anche ovvio che in un mondo così ipocrita lui ci si adatti perfettamente, dispensando veleni e miele a seconda delle situazioni
l’importante è che quando scende in pista morda la strada e gli avversari
altrimenti col cavolo che si faceva due mondiali e rischiava di vincere il terzo a 26 anni
altra cosa, schumacher non è mai piaciuto ai ferraristi perchè pure lui si comportava male. mai una parola in italiano, mai un complimento sincero… fino alla pensione. ha recuperato tutto negli ultimi gp. da odioso ho cominciato a volergli bene. ma forse pure io sono ipocrita e mi sono invaghito di un vecchio sulla soglia della pensione.
ultima considerazione. vorrei alonso in ferrari perchè è il migliore, ma raikkonen e massa sono due signori, completamente diversi tra loro, ma (almeno all’apparenza) incapaci di comportarsi male. è fantastica la vittoria di raikkonen anche perchè, pur tenendo tantissimo al mondiale, dopo le prove non ha detto una parola negativa su hamilton. grandissimo, incredibile, un vero mito!
a sto punto mi piacerebbe che la mclaren facesse la prodrive e la ferrari si comprasse la toro rosso.
massa raikkonen in ferrari e alonso schumacher in toro rosso.
potrei morire!!
Roi
23 ott 2007 - 17:30 - #10@ TOIO
Il silenzio è ora…taci!
angelopellef1
23 ott 2007 - 17:32 - #11purtroppo alfonso è quello ke è …ma è dannatamente veloce
toio
23 ott 2007 - 17:49 - #12 (nascondi)mi dispiace deluderti maio parlo come e quanto mi pare!!! e non sei certo tu a farmi tacere. mi è dispiaciuto molto perdere il mondiale non lo nego, ma ciò non cambia la mia considerazione nei vostri confronti. anzi dopo una stagione così non può ch rafforzarla!!!
Frantz
23 ott 2007 - 17:50 - #13@ Toio
Ma sempre a sparare stro.nzate…
e basta…
toio
23 ott 2007 - 17:57 - #14 (nascondi)ma perchè? sto solo dicendo che mi dispiace di aver perso! cosa dovrei dire? speriamo che l’anno prossimo le cosa vadano in modo diverso.
non è che tutti devono pensare esattamente come voi!! per quanto mi riguarda lo stile “ferrari” mi fa venire il vo.mito!! ah oh
LordMarkus
23 ott 2007 - 18:00 - #15Cosa sarebbe lo stile Ferrari?
ford gt40\porsche 936-956\mirage gr8 jacky ickx
23 ott 2007 - 18:29 - #16vorresti dire TOIO lo stile ferrarista come tifoso?
non esiste uno stile.parlando di f1 alonso voleva tanto che vincesse il mondiale raikkonen.
antonio68
23 ott 2007 - 18:30 - #17Toio, ti piace l’opera? ti piace ruggero leoncavallo? con quella canzone indimenticabile….
Dario911
23 ott 2007 - 18:41 - #18Kimi avrà anche vinto il mondiale (che strana stagione, che strana vittoria!) ma alla fine il migliore resta sempre Alonso. E’ ancora lui il n.1 di questa categoria. C’è poco da fare.
Se la McLaren lo avesse appoggiato dall’inizio ora starebbero a festeggiare, altro che le chiacchiere. Ma hanno puntato sul cavallo sbagliato…
Superbike-87
23 ott 2007 - 18:43 - #19Ma Alonso se ne torna in Renault?
thesis
23 ott 2007 - 18:49 - #20Montezemolo doveva pensarci prima di far firmare un contratto, fino al 2010, a Massa.
Comunque forza Ferrari, però penso che a Montezemolo sia sempre piaciuto Alonso, però non piace a Todt
ETERNAMENTE BIAGGI
23 ott 2007 - 18:53 - #21Spero che ALONSO lasci quel covo di serpenti della MCLAREN e torni in RENAULT.
GentlemanDriver
23 ott 2007 - 18:54 - #22@ 12…mi dispiace deluderti maio parlo come e quanto mi pare!!! e non sei certo tu a farmi tacere. mi è dispiaciuto molto perdere il mondiale non lo nego, ma ciò non cambia la mia considerazione nei vostri confronti. anzi dopo una stagione così non può ch rafforzarla!!!
Secondo me tu hai un senso distorto dell’ onore nelle corse automobilistiche.
O semplicemente hai visto un campionato alternativo in un altra dimensione….senno’ non esiste alcun altra spiegazione che la scienza o la religione possano dare al significato delle due ultime tue righe.
marcossss
23 ott 2007 - 18:55 - #23toio, sinceramente mi spiace per te che hai perso il mondiale. è triste vedersi sfuggire un sogno a due passi dal traguardo.
però, vedendo tutto quello che è successo quest’anno, non capisco di cosa parli in termini di stile ferrari
lo stile mclaren è stato veramente pietoso, non solo nei confronti della ferrari, con la spiata, ma anche nei confronti di alonso
sappiamo tutti che alonso ha ribaltato la squadra e che hamilton ne utilizzava settaggi, consigli e sviluppo della vettura. abbiamo visto che fine ha fatto nelle ultime gare, dove tutto questo è mancato.
pertanto alonso doveva rimanere prima guida e non essere relegato a indesiderato
quando ti prendi alonso sai che è un rompiscatole, ma sai anche che ti farà vincere
un pò alonso, un pò la premiata ditta stepney/coughlan, un pò la fia ed ecclestone con decisioni al limite del nepotismo, hanno lanciato alla grande la mclaren, che pure aveva cominciato inseguendo. i frutti di tutto questo stavano andavando ad hamilton… pertanto alonso, che è un competitivo, si è giustamente arrabbiato.
è anche ovvio che se la mclaren lo supportava lui non inviava alla fia le email con de la rosa ed avrebbe fatto quadrato intorno alla mclare.
ma alonso non è stato supportato nelle ultime gare. gli bastavano due punti in più per vincere, e gli è stato negato il supporto. atteggiamento incredibile.
a questo punto mi pare un pò ridicola la posizione della mclaren.
fermo restando il mio dispiacere per il tuo dolore, vorrei che facessi un pensiero su quanto ho detto, tanto per metterti il cuore in pace. se avesse vinto hamilton non avresti potuto esserne fiero.
GentlemanDriver
23 ott 2007 - 18:59 - #24Troppo tenero Marcosss.
Nei nemici che perdono se ne rispetta l’onore quando esso esiste. Non in questo caso.
marcossss
23 ott 2007 - 19:03 - #25#18
in effetti, tralasciando questioni di scommesse od altro, l’atteggiamento mclaren ha qualcosa di affine con quello della honda con valentino rossi
gli dissero che avrebbero vinto con chiunque altro e lo sostituirono con barros
giusto per dimostrare che era la moto a vincere e non il pilota
ci vedo la stessa arroganza con la mclaren che ha preferito far prevalere hamilton, che non era nessuno, forse per dimostrare che la macchina e il pilota fatto in casa potevano primeggiare anche sul grande campione.
sbagliato… il pacchetto macchina/pilota, come moto/pilota del resto (e quest’anno l’ha imparato anche rossi, diventato spocchioso pure lui), sono imprescindibili
se metti un pilota scarso su una macchina scarsa arriva dietro e viceversa
sono così contento che ha vinto raikkonen che continuo a gustarmi il risultato pur essendo passati due giorni
è incredibile, sembra la vittoria dell’italia al mondiale ;)
viva la ferrariii!!
marcossss
23 ott 2007 - 19:03 - #26accipicchia, volevo scrivere pilota scarso su macchina forte o viceversa
bel pasticcio :D
marcossss
23 ott 2007 - 19:06 - #27#24
ok gentleman, uccidiamolo! ;)
Dario911
23 ott 2007 - 20:37 - #28a proposito di stile e modi di fare, permettetemi un appunto. la mclaren si è comportata da ladra e meritava di essere squalificata anche per il prossimo anno. ok.
perchè però la ferrari nel 2003 non avviò le medesime azioni disciplinari contro la toyota, che addirittura aveva copiato in toto la f2003ga? non era forse più grave quell’azione? e perchè la fia non perse il sonno dietro quella faccenda? ovvio: la ferrari pensò, vigliaccamente, che la toyota non faceva paura in pista, quindi poteva lasciar correre.
con la mclare - che ripeto, ha sbagliato alla grande! - si è comportata ben diversamente! come avrebbe dovuto fare anche con i giapponesi, per intenderci. in oltre, in questo caso anche la fia si è mobilitata, con inchieste e controinchieste da perderci la testa. domanda: perchè due pesi e due misure?
risposta: la mclaren faceva paura, a torto o ragione rischiava di prendersi due mondiali in un colpo solo e a maranello rivolevano i titoli persi con la renault.
è giusto? si, ma non coerente. avrebbero dovuto fare lo stesso, ripeto, anche quattro anni fa!
dunque non parliamo di stile a vuoto, perchè anche da parte della ferrari, dopo aver chiuso gli occhi in passato, una ricerca della verità in un contesto simile sembra quasi ridicola. era stata lei stessa a permettere che si creasse un precedente! la legge è legge, a prescindere dalla pericolosità di chi la viola!
e per finire, concedetemelo, ma in formula 1 si sa che le cose vanno più o meno in questo modo. tutti copiano tutti. anche la ferrari - ed è normale - trae ispirazione da accorgimenti di altre squadre o le opia, adattandole alle proprie esigenze. lo fanno tutti. è normale che un tecnico, passando da una scuderia ad un’altra porti il proprio bagaglio di esperienze. certo, non i dossier… ma ciò non toglie che alla fine di questa storia, a voler ben vedere, neanche la ferrari ne esce tanto bene, sul piano della coerenza!
la mclaren sarebbe da cacciare, la foruma 1 da riformare. magari ponendo un tetto massimo ai budget ed alle coperture pubblicitarie.
più pressioni dagli sponsor implicano più acredine nella gestione della squadra e nella ricerca della vittoria. che ne pensate?
toio
23 ott 2007 - 22:16 - #29pensatela come vi pare.
Alfonso
23 ott 2007 - 23:42 - #30montezemolo cosa diavolo ti passa in testa?????6 ubriaco?????se mi compri alonso non tifo più ferrari…garantito….
elogiare un ladro è da imbastiti dall’alcool…
Alfonso
24 ott 2007 - 00:39 - #31mmmmmmche brutta cosa sento puzza di arrivo di alonso di maiale….io cmq resto della mia a me alonso non piace…..sarà un campione ma io preferisco il ghiaccio di raikkonen….
galfa74
24 ott 2007 - 00:40 - #32TOIO… ti vedo avvilito, dai non te la prendere, in fondo penso che tu sia consapevole che ti avremmo cercato per “bastonarti” amorevolmente, dopo come ci hai trattato per tutto l’anno… diciamo che un po te lo meritavi, hai fatto lo sbruffoncello quando credevi che fosse fatta, in questo momento capisco che per te sia un boccone difficile da mandare giù…
Dario911
24 ott 2007 - 01:08 - #33Beh, Alonso resta il numero 1 indiscusso. Non c’è paragone con Raikkonen!
tony
24 ott 2007 - 07:51 - #34DARIO scusa, chi ha vinto il mondiale?chi ha vinto più gare?non dire cose così grosse…perchè raikkonen vale tanto quanto il velocissimo Alonso…non meno
grucho
24 ott 2007 - 09:39 - #35Marcossss è un piacere leggere i tuoi commenti,pacati,privi di insulti e interessanti
Dario911
24 ott 2007 - 09:43 - #36Scusa Tony, ma cerchiamo ragionare sui fatti. Alonso ha vinto due mondiali, ha corso con una squadra che gli remava contro e che ha costituito il suo principale nemico nella corsa al titolo, dando una prova di carattere straordinaria. Raikkonen ha vinto di più per il semplice motivo che in casa McLaren si sono fatti le scarpe a vicenda, cosa che la Ferrari non permetterebbe mai. Se Alonso fosse stato appoggiato dalla squadra avrebbe vinto ad occhi chiusi il titolo. Secondo il tuo ragionamento, allora Damon Hill era più forte di Schumacher nel 1996! Ma scherzi?! Si vede da un mondiale vinto (in quale modo poi, e per un solo punto!) chi è il pilota migliore?
Mi conscola il fatto che anche gli addetti ai lavori continuino a considerare Alonso il numero uno. Ed in questo caso, credimi, non sono stato io a spararla grossa. Se Raikkonen non avesse avuto l’appoggio determinante di Massa e di tutta la Ferrari, ora non sarebbe lui a festeggiare, ma lo spagnolo! Ricordalo!
Dario911
24 ott 2007 - 09:48 - #37Un piccolo appunto… nel post precedente non volevo concludere che Raikkonen sia come Damon Hill, intendiamoci! Volevo solo sottolineare che il discorso mondiale vinto = pilota migliore porterebbe a certe conclusioni, tutt’altro che realistiche.
German
24 ott 2007 - 11:26 - #38Alonso è stato sicuramente sportivo a fare i complimenti a Ferrari e Raikkonen e a dire che il titolo è meglio vincerlo con i punti e non a tavolino, ma certi suoi comportamenti di quest’anno ed in passato lasciano comunque a desiderare.Ma non è l’unico.
german
24 ott 2007 - 11:28 - #39Anche certe sue frasi.
Rosanna F
24 ott 2007 - 12:11 - #40Alonso è stato un grande in questa stagione: contro tutto e tutti e a solo un punto dal terzo mondiale a soli 26 anni! Credo che montezemolo abbia fatto bene ad elogiare questo pilota che è cresciuto tanto in questo anno.
PS: se massa rimaneva avanti e kimi finiva secondo…in pratica se non si rispettavano ovvi ordini di scuderia ALONSO sarebbe stato CAMPIONE!! Comunque onore alla ferrari per l’onestà e la correttezza.
german
24 ott 2007 - 12:43 - #41Nessuno ha mai messo in dubbio la classe di Alonso,i discorsi sono sempre stati per i suoi comportamenti(e non solo suoi).
Dario911
24 ott 2007 - 13:35 - #42Resta il fatto che in questa formula uno di lobotomizzati, Alonso è l’unico pilota con il coraggio di parlare e dire anche cose molto scomode per l’establishment. Altro che le mummie che affollano la pit lane.
E comunque, viva l’endurance! Le ruote coperte sono davvero tutta un’altra cosa! Che spettacolo, signori! Mai stati a Le Mans?!
Robbynaish
24 ott 2007 - 15:34 - #43Peccato un anno fa LAonso ha detto”Io? Mai in Ferrari”…. anche per me attualemnte è il pilota piu completo. Lui sa anche collaudare e fare setup
Boio
24 ott 2007 - 16:00 - #44Montezemolo ha dato la bellissima dimostrazione di come si possa cambiar parere da un giorno all’altro quando era messa male e quando è messa bene…
German
24 ott 2007 - 16:52 - #45Raikkonen è stato sempre un’eccellente pilota, aveva sfiorato già altre 2 volte il mondiale, persi per continui problemi di affidabilità e a volte jella.Nel 2003 lo perse per 2 punti, ora lo ha vinto per 1, si è in parte rifatto.
galfa74
24 ott 2007 - 17:58 - #46TOIO…. come va il fegato? su dai, non te la prendere…. so che ci sei rimasto di sasso e che dentro starai marcendo di rabbia, ma in fondo la zappa sui piedi te la sei data da solo, hai cantato vittoria troppo presto…
formula1 driver dream parte1
24 ott 2007 - 18:50 - #47Il più giovane Campione del Mondo che la Storia della Formula 1 abbia mai avuto, l’uomo-immagine di questa categoria, l’uomo che ha trasformato l’intera Spagna in una nazione appassionata di questo Sport. L’uomo che ha sconfitto non solo l’imbattibile Michael Schumacher ma anche il freddo e glaciale Kimi Raikkonen in duelli appassionanti. Fernando Alonso possiede già all’attivo una Carriera di tutto rispetto che lo pone tra i migliori piloti di Formula 1 della generazione del nuovo millennio. Secondo gli esperti del settore, l’Asso di Oviedo, due volte Campione del Mondo in carica (2005/06), viene già considerato come l’erede ufficiale del pilota tedesco Michael Schumacher, sette volte Campione del Mondo di Formula 1.
Semplice – Ordinato – Efficace. Una tecnica così semplice che, tuttavia, nessun altro sulla faccia della terra è riuscito a portare a compimento esattamente nello stesso modo. Dietro una normale apparenza, tuttavia, si nasconde un pilota con una personalità più complessa – un pilota con un genio creativo non inferiore rispetto a quello che Michael Schumacher ha mostrato in tutti questi anni. Dico ‘creativo’ perché Fernando Alonso ha osservato, sperimentato e trovato il proprio stile personale. Non c’è niente di artificiale o di costruito nel suo stile – nonostante i parametri certi relativi all’analisi dei dati svolti dal Team. Affronta le gare con un proprio stile, personalizzandolo con il suo modo di pensare e la sua astuzia.
Fernando Alonso nasce a Oviedo, una piccola cittadina situata nel nord della regione delle Asturie (Spagna), il 29 luglio 1981. Figlio secondogenito di José-Luis Alonso, il piccolo Fernando trascorre la propria infanzia crescendo in famiglia insieme alla sorella Lorena (oggi medico di professione) più grande di lui di cinque anni. Lo spagnolo ebbe un’infanzia molto difficile, turbata da diverse malattie.
Un pomeriggio del 1984, il padre aveva deciso di costruire un kart per la sorella di Fernando, per scoprire poi che alla bambina non interessava affatto scorrazzare per il giardino con un due tempi scoppiettante. Al contrario, il fratellino (che allora aveva solo tre anni) fu molto attratto. Padre e figlio non si voltarono mai indietro.
Nel decennio compreso tra il 1985 e il 1995, Fernando frequenta la Scuola di “Santo A’ngel Guarda” a Oviedo, dove completa l’istruzione primaria e l’EGB. In ritardo, si iscrive all’Istituto “Leopoldo Wings Bugler” a San Labaro, dove si impegna negli studi COU sino al 2000, quando lascia la scuola per impegnarsi a tempo pieno nell’attività agonistica. Cresciuto in una nazione dove gli sport nazionali sono rappresentati dal calcio e dal motociclismo, Fernando era un ragazzino tranquillo e schivo: pochissimi dei suoi compagni di scuola sapevano che correva con i kart, men che meno dei suoi successi.
Il padre era solito portarlo fin da allora su un circuito di kart – e si rafforzò durante gli anni della scuola. Fernando partecipò per la prima volta ad un evento di kart prima del suo quarto compleanno. Ha solo tre anni. La mamma lo aiuta a infilare la tuta (blu, con un logo rosso sulla tasca) e il casco. Sotto i suoi scarponcini è stato messo un rialzo per permettergli di arrivare ai pedali – ma non si tratta di un gioco per bambini. Fernando corre con i bambini più grandi – che hanno almeno otto anni. Completa 6 giri (su 15) – e si gusta ogni istante. Soddisfatto della propria performance, salta giù dal piccolo kart e si guarda attorno dopo la bandiera a scacchi. È padrone del mondo. Ma purtroppo, quando guarda il podio, il suo mondo crolla. Non ci salirà. Fiumi di lacrime. Fernando era sicuro di vincere la sua prima gara.
Dopo un paio d’anni il suo talento fu notato da José Luis Echevarria, proprietario della pista locale di kart. Segnalò al suo amico Josep Marcò, fondatore della casa spagnola di kart Genikart, il vivace ragazzino che aveva già imparato a divorare l’asfalto. Marcò divenne il mentore di Alonso e fu uno dei primi sostenitori del pilota spagnolo. “Ricordo che era molto timido” rivela sfogliando nella propria memoria. “Quando iniziò a correre, alcune volte i suoi genitori lo lasciavano con noi, per evitare spostamenti inutili. Lui arrivava a casa, si sedeva su una poltrona in un angolo, parlava appena e mangiava solo frittata e bistecche – e non molto. Con noi era a suo agio, come noi eravamo con lui. Era come se avessimo ritrovato un parente lontano”.
Marcò capì subito di avere tra le mani un pilota eccezionale. “Mi fece capire che il pilota conta al 110%. Prima pensavo che un motore migliore avrebbe reso un pilota più veloce. Ma in realtà lo è solo se è capace di sfruttare la velocità extra del suo propulsore. Non ho mai conosciuto nessuno che usi la velocità come Fernando”. Marcò notò anche la calma e la risolutezza tipiche di cui il destino sembra segnato. “Fin da piccolo sapeva cosa voleva diventare”, racconta. “Ora, con il passare del tempo, lo capisco più di prima. Valutava ogni situazione che si presentava, ci rifletteva su e studiava una strategia. Nessuno sapeva fare meglio di lui”.
formula1 driver dream parte2
24 ott 2007 - 18:53 - #48Il successo arriva in fretta per il giovane talento, quando il gusto della velocità si trasforma in fame di vittorie. Nel 1985, Fernando consegue la licenza ufficiale da parte della Federazione spagnola Kart. Tre anni più tardi, nel 1988, Alonso vince la prima corsa ufficiale di kart e dimostra una grande voglia di raggiungere il dominio mondiale, vincendo 8 gare su 8 in programma nelle gare regionali di kart riservate ai bambini. In seguito arrivano le vittorie nel kart cadetto, nel nazionale, nell’europeo e nel Campionato del Mondo Junior nel 1996.
Inevitabilmente, durante i maggiori eventi europei di kart, il pilota spagnolo incrocia sulla propria strada un altro ragazzo veloce e promettente destinato anch’egli ad un futuro di successi: il pilota finlandese Kimi Raikkonen. Il primo incontro avviene nel Monaco Cup Edizione 1988, disputato sul tracciato cittadino di Montecarlo. Lottano duramente lungo le stradine del principato monegasco, troppo veloci per arrivare in fondo. Uno di loro doveva commettere un errore, e stavolta fu Fernando a finire contro le barriere di protezione, uscendo di pista nel tentativo di superare Kimi. “Corsi il rischio perché era chiaramente più lento di me e non volevo avere problemi con i piloti che ci seguivano. La pista rendeva difficili i sorpassi e forse proprio per quel motivo mi aspettavo si comportasse diversamente”. Fernando come sempre dice le cose come stanno, senza recriminazioni sull’attacco fallito, per niente abbattuto del fatto di aver incontrato per la prima volta un avversario alla sua altezza.
Nel 1989, Fernando Alonso viene proclamato Campione assoluto di kart di Asturia e Galicia. L’anno seguente, il pilota spagnolo consegue la consacrazione definitiva nella categoria cadetta di kart in Spagna. Nel 1991, l’Asso di Oviedo viene proclamato Campione di kart di Asturia e Paesi Baschi. Nel biennio 1993/94, Alonso trionfa nelle Categorie Junior in Spagna, candidandosi alla propria partecipazione nel Campionato del Mondo di Kart.
La Stagione 1995 vede la prima partecipazione ufficiale del pilota spagnolo nel Campionato del Mondo di Kart. La spedizione è un successo: Fernando Alonso guadagna la terza posizione assoluta, davanti al grande rivale Kimi Raikkonen. Nel frattempo, il colosso industriale giapponese Toyota allaccia alcuni contatti con il padre di Alonso, proponendo un contratto d’ingaggio a lungo termine, con diversi progetti per un possibile ingresso in Formula 1. Ma i tempi sono ancora troppo maturi: Alonso senior rifiuta la proposta e le trattative si chiudono.
Nel 1996, Alonso prosegue a gareggiare nelle categorie kart, laureandosi nuovamente Campione di kart in Spagna, aggiudicandosi inoltre il trofeo “Summer Trophy of Italy” e il premio “Marlboro Grand Prix”, uno degli appuntamenti iridati più prestigiosi nel Mondo del karting. “Non avevo mai visto nessuno fare ciò che faceva lui su un kart”, dice Mauro Pozzi a proposito della prima volta che vide Fernando al volante. Pozzi aveva aiutato Senna ai tempi del kart e in seguito “adottò” Alonso.
L’anno seguente, il pilota di Oviedo trionfa nel karting su tutti i campi di gara: Campione iridato in Spagna, Italia ed Europa. La mattina della gara finale del Campionato Volant Elf, alla guida di una Formula Renault, sul circuito di Catalunya, un giornalista chiese a Fernando: “Come hai dormito stanotte?”. Prima che potesse rispondere, intervenne un uomo del suo Team: “Se volete sapere se è nervoso, mi limito a dirvi che abbiamo dovuto svegliarlo noi per farlo arrivare in tempo”. Raramente Fernando ha sentito il bisogno di agitarsi.
Altra figura importante è Adrian Campos, uno spagnolo di talento che verso la fine degli Anni Ottanta era stato pilota ufficiale Minardi. Calmo, intelligente e abile nel lavorarsi gli sponsor, a Campos piaceva l’idea del nuovo Campionato Nissan-Fortuna e pensò di formare un suo team. Sapeva abbastanza di corse e della necessità di basi tecniche solide. Iniziò così a pensare a possibili partner poiché questa è la chiave di ogni operazione di successo nel campo delle corse, a qualunque livello. Ermanno Cuoghi era capo meccanico di Niki Lauda quando l’austriaco vinse il Titolo Mondiale con la Ferrari nel 1975 e 1977. Il pilota argentino Carlos Reutmann aveva l’abitudine di osservare sempre Cuoghi mentre il sabato, a tarda notte, lavorava sul motore, per far sì che Niki, la domenica, avesse un’accelerazione leggermente migliore. Cuoghi passò alla Brabham con Nikinel 1978 e di seguito alla Minardi, dove conobbe Adrian Campos. Non si sa cosa sia accaduto prima, se il repentino desiderio di Cuoghi di vivere in Spagna, oppure i progetti di Campos su di lui: in ogni caso, Campos aveva appena ultimato la sua struttura quando Cuoghi gli suggerì di costituire insieme il Team Fortuna. Cuoghi si sarebbe stabilito in Spagna, a casa di Campos.
Successi nuovamente confermati nel 1998, quando Alonso vince il Titolo spagnolo, il trofeo “Paris-Bercy”. Campos ricorda: “Quello che mi disturba è che ci siano voluti sette anni perché la gente si rendesse conto della sua grandezza. Io l’ho capito da subito, quando vinse la Formula Nissan al primo tentativo, senza esperienza. Confermò esattamente ciò che pensavo – che avevamo a che fare con un fenomeno”.
Nella sua vita contano diversi fattori, prima di tutto Enzo e Paolo Coloni. Piloti italiani nell’animo, all’inizio degli Anni Novanta cercavano un modo per finanziare il loro ingresso in Formula 3000. Avevano sviluppato con successo una divisione B del Campionato italiano di Formula 3 e avvicinarono la Federazione Spagnola Automobilistica con un’idea simile. Questa volta, però, il Campionato sarebbe dovuto essere monomarca e con motori Nissan e la sponsorizzazione della multinazionale del tabacco Fortuna. Le monoposto, progettate dal direttore tecnico Enrique Scalabroni (ex Williams, Ferrari, Lotus e Peugeot), avrebbero dovuto essere una via di mezzo tra una Formula 3 e una Formula 3000 e sarebbero state realizzate da una joint-venture Coloni-Dallara. Gli spagnoli accettarono.
Nonostante la riluttanza iniziale di Cuoghi, che avrebbe preferito un pilota più esperto da affiancare al giovane pilota Antonio Garcia, Adrian mise sotto contratto Alonso per un programma triennale con la Nissan. Portarono Fernando a provare ad Albacete, un bel passo avanti rispetto al suo standard. Le Nissan avevano più carico delle vetture di F3000 e avevano circa 240 CV: davvero veloci sotto ogni punto di vista. E, chiaramente, la prima lezione per Fernando riguardò frizione e cambio poiché, fino a quel momento, non aveva mai guidato una macchina con tre pedali. Ma quanto è bravo Alonso? Quel primo giorno di test finì 20 minuti prima del previsto, quando anticipò di una frazione di secondo l’accelerazione all’uscita di una curva e finì contro il guardrail. Poco prima, comunque, aveva eguagliato il record sul giro di Gené ad Albacete, cosa che impressionò persino Cuoghi. E il papà Jose-Luis fu assunto come team-manager.
Il passo successivo verso la scalata ai vertici dell’Automobilismo sportivo avviene l’anno seguente, quando Fernando Alonso compie il proprio debutto ufficiale nel Campionato di Formula Nissan Opel spagnola, approdando come sostituto del pilota connazionale Marc Gené. Gareggiando in Formula Nissan, il pilota spagnolo conquista sei Pole Position, sei vittorie e cinque giri più veloci, ottenendo a soli diciotto anni il Titolo iridato “Euro Movistar”.
Il programma triennale si dimostrò superfluo. La situazione favorevole permette ad Alonso l’immediato ingresso nel Campionato europeo di Formula 3000 nella Stagione 2000 presso il Team Astromega. L’annata per un certo periodo fu difficile e per Alonso non fu una passeggiata contrastare il sottosterzo della vettura Lola, ma tutto cambiò a Magny-Cours dopo un “chiarimento” con il suo ingegnere di pista, Chris Murphy.
Il suo stile di guida è molto aggressivo e da grossi imput al volante. Sa come tirare fuori il 100% da una monoposto anche quando l’assetto non è ideale. Alonso è un pilota che predilige l’ingresso in curva naturale e quindi vuole molto grip all’anteriore, così aveva sempre chiesto di avere sovrasterzo. La risposta fu: “No. Se Gonzo [Gonzaio Rodriguez, il veloce pilota uruguaiano che morì durante la prima gara nel Campionato CART per il Team Penske] riesce a guidarla così com’è, di certo lo puoi fare anche tu…”. Gonzalo, però, era un pilota da sovrasterzo e aveva bisogno di sottosterzo per bilanciare la sua passione. Finalmente in Francia Murphy accontentò Alonso dandogli più sovrasterzo e il pilota rispose arrivando terzo. Mantenendo quell’assetto per il resto della stagione, il pilota spagnolo si dimostra tra i più veloci in pista, ottenendo una Pole Position e due piazzamenti a podio, suggellando il primo anno di apprendistato con una superba vittoria nel Gran Premio del Belgio, disputato sull’impegnativo circuito di Spa-Francorchamps. Durante la Stagione 2000, il pilota spagnolo viene ingaggiato come pilota collaudatore del Team Minardi F1.
La voce di Cesare Fiorio, Direttore Sportivo del Team Minardi F1, trema ancora quando ricorda quel giorno passato ad esaminare nuovi piloti per la Squadra, nel 1999. “Negli anni ho avuto a che fare con più di 300 giovani”, dice Fiorio, “ma nessuno mi ha mai colpito quanto lui. Nessuno”. Nel premio per la vittoria nel Campionato di Formula Nissan rientrava un test di Formula 1 per Minardi, a Jerez, insieme ad altre giovani leve. In quel giorno infido e piovoso, la parola d’ordine fu “cautela”. “Alla fine fu il turno di Fernando”, ricorda Fiorio sorridendo. “Salì con calma sulla macchina e partì. Il Team attese. Trenta secondi. Un minuto. Un minuto e mezzo. Si sente una monoposto lanciata in pieno, che tenta un giro veloce. Di sicuro, doveva essere Barrichello sulla sua Stewart”. “E poi comparve”, proseguì Fiorio. “La nostra macchina sfrecciò fuori dalla curva come un pipistrello dall’inferno, a divorare il rettilineo al limite. Alla curva 1, Fernando frenò esattamente dove frenano i piloti più esperti”. Per quanto potesse essere impressionante, Fiorio fece rientrare all’istante Alonso ai box. Il giro successivo, Alonso rientrò ai box Minardi. “Ti saresti ammazzato!” lo investì Fiorio. Lo spagnolo fu preso alla sprovvista: “Le assicuro, signore, che me la stavo prendendo con calma. Cercavo di familiarizzare, prima di spingere al massimo”. Quella sera i tempi cronometrici mostrarono che Fernando era stato più veloce di 3”5 rispetto al rivale più prossimo.
In seguito, prova la monoposto sul tracciato di Fiorano, sotto gli occhi degli osservatori Ferrari, che rimangono impressionati, così come il Team Manager Renault Flavio Briatore che non perde tempo convincendolo a firmare un contratto a lungo termine.
formula1 driver dream parte3
24 ott 2007 - 18:55 - #49Fernando Alonso realizza il proprio debutto ufficiale nel Circus del Campionato del Mondo di Formula 1 nel Gran Premio d’Australia 2001, disputato sul tracciato cittadino di Melbourne. A soli 19 anni, 7 mesi e 3 giorni, Alonso è il terzo pilota più giovane al debutto in Formula 1, superato solo dall’inglese Mike Thackwell (19 anni, 5 mesi e 29 giorni) e dal messicano Ricardo Rodriguez (19 anni, 6 mesi e 27 giorni). Nonostante abbia percorso solamente una manciata di giri prima del primo appuntamento iridato, il pilota spagnolo dimostra già grande maturità. Il feedback tecnico risulta ottimo: affronta il lavoro come un professionista, evitando di apportare modifiche all’assetto della macchina, un mezzo che sta ancora valutando e “scoprendo” passo dopo passo. Capisce subito che il tempo in Qualifica dipende più da lui rispetto all’impostazione dell’assetto predisposto dagli ingegneri. Nel giro veloce decisivo, compie un errore in frenata, una sbavatura che gli costa mezzo secondo. Si piazza in 19° posizione sulla griglia di partenza, tenendo dietro avversari quali Mazzacane, Burti e Marquez, che dispongono di vetture più rapide e maggiore esperienza in situazioni di Qualifica. Senza l’errore commesso, Alonso avrebbe sopravanzato anche Bernoldi e addirittura Fisichella…
In gara, il pilota spagnolo mantiene la propria posizione, compiendo una corsa prudente e accorta (ma spingendo sempre al massimo) con l’obiettivo principale di giungere sotto la bandiera a scacchi. La corsa viene tristemente ricordate per il grave incidente tra Ralf Schumacher e Jacques Villeneuve (avvenuto nel 5° giro), nel quale perde la vita un commissario di percorso australiano. Alonso si lascia doppiare dal gruppo di testa composto dal pilota brasiliano Rubens Barrichello (Ferrari F2001) e dal pilota scozzese David Coulthard (McLaren-Mercedes Mp4/16). Ma un indecisione del pilota di Oviedo consente il sorpasso di Coulthard ai danni di Barrichello, che conquista così la seconda posizione dietro al leader della gara, il tedesco Michael Schumacher (Ferrari F2001). Durante la sosta ai box, supera inavvertitamente il limite di velocità consentito. Inevitabile la penalità di uno stop and go di 10 secondi inflitta dalla direzione gara. Sul traguardo, Alonso giunge attardato in dodicesima posizione, completando la sua prima corsa ufficiale in Formula 1. Nel dopogara si assiste alle critiche di Barrichello davanti ai giornalisti e alla stampa sportiva, lanciando un’accusa ad Alonso di ostruzionismo in pista. L’episodio verrà in seguito chiarito senza ulteriori discussioni.
In Brasile, terza gara della Stagione 2001, Alonso conquista la 19° posizione in Griglia di Partenza, sopravanzando Button, Mazzacane e Marquez. Le ottime prestazioni in Qualifica vengono ripetute due settimane più tardi a Imola, nel Gran Premio di San Marino, dove il pilota di Oviedo riesce a scavalcare il duo Benetton Fisichella-Button e i soliti Mazzacane e Marquez, messi in crisi nonostante disponessero di vetture più performanti. Purtroppo la corsa di Alonso viene fermata anticipatamente nel corso del 5° giro, quando il pilota spagnolo incorre in uno spettacolare incidente alla Variante Alta.
Alonso inizia però ad essere apprezzato dall’ambiente del circus della Formula 1, anche per la sua maturità. Nella gara di casa, nel Gran Premio di Spagna, si è scatenato in prova ottenendo il 18° miglior tempo e lasciandosi nuovamente dietro le due Benetton e una Jaguar. In gara si è poi piazzato al 13° posto finale, precedendo ancora una volta le due Benetton e confermato le ottime premesse della vigilia, che lo davano molto veloce in Catalunya.
Contattato da diversi Team di primo piano, tra cui uno davvero top, lui decise di non divagare. Non voleva assolutamente deludere la squadra di Gian Carlo Minardi, che gli dava la grande opportunità del debutto. Perché bruciare i tempi per un posto per cui avrebbe potuto non essere pronto? Così ha rinunciato alle offerte, preparandosi per i top Team. Nel corso della Stagione, Alonso è nettamente più rapido dell’esperto compagno di Squadra Marquez, che in una occasione manca addirittura la qualificazione in Gran Bretagna. A Silverstone brivido per il pilota di Oviedo quando al 39° giro, pochi metri prima dell’ingresso nella corsia box, perde la ruota anteriore sinistra a causa dell’allentamento di un dado, ma riesce comunque a raggiungere i box e a ripartire.
Se Fernando non sembra essere il ragazzo più felice del mondo, probabilmente è proprio perché non lo è. Ma pensate ai primi anni difficili di ragazzi come Ayrton Senna e Nigel Mansell. Ayrton una volta rientrò in Brasile perché non riuscì ad aggiudicarsi la guida di una Formula Ford 2000 che credeva di meritare; e Mansell era solito attaccare chiunque non fosse lì pronto ad aiutarlo a raggiungere la vetta. Sembra sia così anche per Alonso. Certo, è in Formula 1 e sta facendo del suo meglio alla guida della Minardi ma, nonostante questo, vuole di più, di più e di più. Non si tratta di egoismo o di egocentrismo all’ennesima potenza: sa di essere bravo ed è deciso ad arrivare il prima possibile. È qualcosa per cui è nato.
La miglior prestazione al traguardo arriva in Germania, dove Fernando si piazza al 10° posto finale seppur in ultima posizione e con un giro di ritardo dalla vetta. Nell’ultimo appuntamento stagionale, nel Gran Premio del Giappone disputato sul difficile autodromo di Suzuka, il pilota spagnolo ottiene un superbo 18° posto in Qualifica (davanti a Enge, Bernoldi, Vestrappen e Yoong, nuovo compagno di squadra) e l’11° posto finale al termine della corsa.
formula1 driver drea parte4
24 ott 2007 - 18:57 - #50Giunto al termine della Stagione 2001, Fernando Alonso firma un contatto pluriennale con il Team Boss Flavio Briatore entrando a far parte del Team Renault F1. L’obiettivo del boss italiano è quello di riportare ai vertici la Squadra francese, che rientra in prima persona nel Campionato del Mondo di Formula 1 in qualità di costruttore ufficiale. Dopo aver rilevato la Squadra Benetton all’inizio della Stagione 2000, la formazione assume la denominazione di Team Renault nella Stagione 2002. Il pilota spagnolo viene nominato collaudatore ufficiale della Squadra anglo-francese, occupandosi dei collaudi e degli sviluppi del modello Renault R202 affidata ai piloti titolari: il britannico Jenson Button e l’abruzzese Jarno Trulli. I tempi fatti registrare nei test sono di tutto rispetto, vicinissimi a quelli dei piloti titolari.
“Quando Fernando era test driver nel 2002”, dice Patrick Faure, “parlai con lui diverse volte mentre i piloti erano in gara. Era come se, mentre li guardava, pensasse di poter far meglio. Era ovvio. Lui ha un solo obiettivo. ‘Voglio diventare Campione con la Renault nel giro dei prossimi tre anni’, ripete spesso. Mi ricorda un ragazzo che, fin dall’inizio della sua carriera, mostrò la stessa determinazione illimitata, dalla quale non deviò mai: Ayrton Senna”.
Anche prima di diventare pilota in Formula 1, Fernando Alonso aveva capito che il posto migliore dove vivere era l’Inghilterra. In primo luogo, era meglio stare lontano dal clamore della Spagna – dalle cene a tarda serata, dalle distrazioni potenziali; secondo, l’Inghilterra è sempre il cuore della Formula 1; terzo, come collaudatore Renault, poteva sfruttare la palestra della factory, familiarizzare con i ragazzi della Squadra, parlare con gli ingegneri. “Ciccio”, come viene soprannominato dai meccanici e dagli uomini Renault, vive ancora ad Oxford. Si incontra con qualche amico, tra cui alcuni amici spagnoli che studiano in Gran Bretagna e la sua fidanzata spagnola, che frequenta da quando aveva 16 anni e suona il violoncello.
Fernando Alonso viene nominato pilota ufficiale del Team Renault dopo l’annuncio del passaggio di Jenson Button alla Squadra BAR-Honda. In particolare, Fernando stringe una grande amicizia con Jarno, un rapporto consolidato con due viaggi nello Utah (Stati Uniti) e in Kenya (nella villa invernale di Briatore) prima dell’inizio della Stagione 2003. Il pilota spagnolo diventa poliglotta: parla in italiano con il nuovo compagno di squadra, in inglese con gli uomini di Enstone (Inghilterra) e in francese con lo staff motoristico Renault.
Per la Squadra, la Stagione 2003 viene vissuta con la speranza di un’annata finalmente all’altezza del marchio Renault e la delusione per un altro anno sottotono, con la necessità di ricominciare da zero, prendendo altre star, altri uomini. 250 km costituivano la distanza limite che, durante l’inverno, i dieci cilindri francesi riuscivano a percorrere. Poi, superata quella soglia, c’era da aspettarsi di tutto: cedimenti, rotture, esplosioni. Prima ancora che la Stagione cominciasse ufficialmente, a Viry-Chàtillon erano già iniziati i processi ed erano già stati presi i primi provvedimenti: Flavio Briatore a capo di tutto, non solo del dipartimento inglese dove vengono progettati e costruiti i telai; il precipitoso richiamo di Bernard Dudot, che aveva guidato l’armata francese nella vittoriosa campagna degli anni Novanta quando, insieme con Williams e Benetton, erano piovute raffiche di Titoli mondiali; ridimensionato il ruolo di Jean-Jacques His, il capo dei motoristi che aveva scelto per il ritorno in grande stile della Renault nei Gran Premi una strada impervia, difficile come quella di architettare e costruire un rivoluzionario motore con una larghissima V, addirittura di 111°. Per rispettare la filosofia di fondo del Marchio. “La Renault corre per sperimentare, per aprire nuove vie”, è sempre stato il motto che ha accompagnato i francesi sin dall’era Turbo. Ma il progetto del V10 fino a quel momento aveva creato solo grattacapi: colpa delle vibrazioni eccessive che mandavano in crisi telaio, cambio, lo stesso motore. E il rimedio per la Stagione 2003 aveva suscitato stupore e sconcerto perché dalla sede francese della squadra era trapelata la voce che, per irrigidire il dispettoso dieci cilindri, His e i suoi uomini non avrebbero trovato di meglio che appesantirlo, andando contro la logica che vuole i motori sempre più piccoli e leggeri. Poi, a tre giorni da Melbourne, la svolta: i motoristi hanno trovato al banco-prova la chiave di volta, la soluzione al rebus.
Ed è stato l’inizio di una Stagione che ha trasformato la Renault da nobile decaduta in una delle più piacevoli sorprese dell’anno. Ma bastava risolvere i problemi di affidabilità o c’è dell’altro dietro a ciò che potremmo definire il “Rinascimento francese”? Mike Gascoyne, il giovane direttore tecnico della Scuderia di Enstone, propende per la seconda tesi. Facendo una analisi approfondita di tutti i settori. Punto primo. “Questi risultati non costituiscono per noi una sorpresa. Già durante i collaudi invernali ci eravamo accorti che le prestazioni non erano male. Diciamo che sono il frutto di un lungo lavoro, iniziato addirittura due anni fa. È stato allora che Tim Densham (il capo prugetto) ha iniziato a pensare e a studiare questa macchina. Lo avevamo già detto in occasione della presentazione della monoposto, ma allora era stato recepito con scetticismo, invece i risultati stanno dando ragione al nostro particolare approccio. Gli abbiamo lasciato tanto tempo perché volevamo essere sicuri del risultato: sicuri di realizzare la miglior integrazione possibile tra telaio e un motore
che, grazie alla sua architettura, è bassissimo. Poi è chiaro che quello che hanno scoperto i motoristi francesi, tre giorni prima della gara di Melbourne, è stato determinante sotto l’aspetto dell’affidabilità.
I risultati delle prime due gare del Campionato, che proprio sotto questo aspetto sono particolarmente delicate (soprattutto quella malese, per via delle difficili condizioni ambientali), lo dimostrano: entrambe le macchine sono arrivate al traguardo senza grandi problemi”. Punto secondo. “L’aerodinamica. Il maggiore balzo in avanti lo abbiamo fatto sotto questo profilo”, dichiara Gascoyne. “Credo che ci abbia regalato un vantaggio di 1″5. Non poco, considerato che il nostro propulsore non ha ancora i cavalli (una cinquantina?) che desidereremmo avere. Dovremo avere pazienza, sono in arrivo alcune evoluzioni, attese per l’avvio della Stagione europea”. Punto terzo. “Le prove del venerdì mattina”, continua il tecnico inglese. “Ci prendevano in giro quando abbiamo fatto questa scelta che a prima vista sembrava obbligata solo per i piccoli team. Invece si è rivelata utilissima perché, oltre a consentirci di fare degli esperimenti per il futuro, ci permette di avere subito le idee chiare sulle regolazioni della macchina e sulle gomme da usare. E sinora questo si è dimostrato un bel vantaggio. A tal proposito, non posso non ricordare il determinante contributo che ci dà in queste due ore supplementari di prove Allan McNish. Le indicazioni che il pilota scozzese ci fornisce sono importanti, quindi nell’ambito del progetto 2003 anche il suo ingaggio è stato azzeccato. Personalmente non vedo l’ora di girare a Montecarlo, perché ritengo che su quel particolarissimo tracciato poter provare, sistemare la macchina anche un solo minuto più degli altri, potrebbe darci un bel vantaggio. Ecco, se devo dire che c’è una pista dove quest’anno possiamo vincere, è proprio quella di Monaco. Gran merito della nostra crescita va però attribuito anche alla Michelin che ci fornisce un ottimo prodotto. Anche loro durante l’inverno hanno fatto un incredibile lavoro di sviluppo”. Punto quarto. “Devo dare atto a Flavio Briatore di aver avuto molto coraggio, quando tre anni fa decise di puntare su Fernando Alonso. I fatti dimostrano che ha avuto ragione lui. Il pilota spagnolo, con la pale della Malesia dove ha anche colto il suo primo podio in Formula 1, ha dimostrato di essere pronto per correre ad alto livello. È un potenziale Campione e credo che questa sia la miglior risposta che si possa dare a chi ci ha criticati per aver sostituito Button al termine della passata Stagione. E anche Trulli ha sempre guidato in modo più che brillante. Abbiamo una gran bella coppia di piloti”.
Nel Gran Premio d’Australia 2003, prova inaugurale della Stagione, la coppia Renault figura subito tra i top Team, dimostrando grande velocità e affidabilità. A Melbourne, Trulli piazza quinto, mentre Alonso completa con successo la sua prima corsa al volante della monoposto francese giungendo al settimo posto finale sul traguardo, che gli vale 2 punti. Quindici giorni dopo, sul circuito di Sepang, in Malesia, la formazione Alonso-Trulli si rende protagonista di un’eccezionale prestazione nel corso delle Qualifiche, occupando interamente la prima fila dello schieramento di partenza. Fernando Alonso conquista la prima Pole Position in Carriera: a 21 anni, 7 mesi e 11 giorni, lo spagnolo di Oviedo è il più giovane pilota della Storia della Formula 1 ad occupare il primato. Il weekend di Sepang resterà di certo negli annali della Formula 1. La prima fila tutta Renault, con la Pole Position di Alonso, è storica: Fernando è il primo pilota spagnolo a partire dalla prima posizione in griglia e persino il Re di Spagna Juan Carlos di Borbone gli ha telefonato per congratularsi con lui. Per tutta la Renault sono stati giorni di emozioni intense e Briatore non ha smesso per un attimo di elogiare i suoi ragazzi: ha sempre creduto in Jarno e in Fernando e la Malesia ha dimostrato l’esattezza della sua tesi. La gara ha rispettato le premesse del sabato. Nonostante la febbre alta, Alonso e Trulli scattano in testa al via della gara, ma il pilota abruzzese entra in contatto con Schumacher e scivola nelle retrovie. Il pilota spagnolo tiene in maniera eccellente la testa della corsa; ma dopo i pit-stop a metà gara scivola indietro al terzo posto, dietro a Raikkonen e Barrichello, posizione che manterrà sino al traguardo. Si tratta del primo piazzamento a podio della Carriera di Fernando Alonso. Le formidabili prestazioni di Sepang hanno dimostrato che Raikkonen e Alonso saranno certamente i piloti destinati a essere i protagonisti della Formula 1 di domani.