Intervista a Simona de Silvestro, giovane rivelazione in rosa del Motorsport

Simona de Silvestro racconta la sua stagione USACi sono storie che fa un grande piacere leggere, storie come quella si Simona Silvestro, giovane e quanto mai promettente "pilotessa" dal passaporto italo-svizzero di soli 19 anni che già può vantare un anno di esperienza nelle corse USA.
E Simona può anche vantarsi di essere stata la prima ragazza a provare una monoposto di GP2 Series nell'ancor breve storia della Formula cadetta, scusate se è poco!
In questa bella storia fa anche però un po' sorridere amaramente il fatto che questa ragazza stia crescendo agonisticamente in America e non in Europa, perchè al di là dell'oceano l'automobilismo in rosa è ben più diffuso che da noi (basti pensare a Danica Patrick e a Catherine Legge) e le opportunità molto maggiori.
Ma in ogni caso la De Silvestro dopo una stagione positiva in Champ Car Atlantic e questa esperienza, per ora isolata, in GP2, promette già più che bene, e il sito RaceGarage ha rilasciato una bella intervista con lei - che può anche vantare di essere la prima donna a salire sul podio di Indianapolis - che vi riproponiamo.

Da due stagioni corri in America, prima con la Formula BMW e poi con la Champ Car Atlantic. Qual è stata la tua carriera prima di giungere negli States?
"Ho fatto nove anni di go-kart, ho cominciato quando avevo sei anni. Ho corso un po' in Italia, ho fatto anche il campionato europeo. Sono sempre stata veloce, anche se non ho ottenuto successi particolari. Nel 2005 sono passata alle macchine con il Campionato Italiano di Formula Renault 2.0. Per essere il mio primo anno in macchina, è stato molto positivo, specialmente in alcune gare in cui siamo andati bene. Poi abbiamo deciso di andare in America".

Perchè?
"All'inizio volevamo correre ancora un anno in Renault, ma non avevamo i soldi e abbiamo ricevuto un offerta per andare in America, quindi abbiamo deciso di accettarla".

Come ti sei trovata in questo ambiente al di là dell'Atlantico, dove l'attenzione dei tifosi si fa sentire molto di più?
"In America è tutto molto più aperto, specialmente per noi che corriamo insieme alla Champ Car, ma anche con la Formula BMW. Quando arriviamo in autodromo troviamo sempre tanta gente che viene a salutarci e questo è molto bello. In Europa è molto diverso, anche in categorie come la GP2: è un po' strano. Le corse americane ricordano un po' quelle di cinque-dieci anni fa".

A volte c'è più gente nelle autograph sessions da voi che in Champ Car.
"Sì, perchè siamo tutti giovani e quindi c'è tanta gente che si interessa a noi anche perchè sono convinti che arriveremo molto in alto nel futuro della nostra carriera. Ricevo anche tante lettere che mi richiedono autografi o cose del genere".

A livello tecnico, l'Atlantic che tipo di macchina è?
"E' una bella macchina, ha 300 CV. C'è molto carico aerodinamico, quindi è una vettura molto pesante da guidare e anche le gomme sono piuttosto grandi. Le corse sono molto diverse da quelle europee, anche perchè ci sono molti circuiti cittadini e quindi l'assetto della vettura è differente, ma la macchina è molto bella".

Che impressione ti ha fatto il primo test con la GP2?
"E' una macchina molto bella, estremamente potente. Ha il doppio dei CV della Atlantic, quindi è molto divertente da guidare".

Hai avuto qualche difficoltà di adattamento?
"E' una macchina che si comprende in modo molto veloce. Poi, per andare al limite, sicuramente ci vuole del tempo, ma è molto bella e piacevole da guidare. In ogni giro si riesce ad andare sempre più veloce".

E' anche una macchina molto esigente dal punto di vista fisico.
"Sì, le sollecitazioni sono impressionanti, specialmente sul collo. Avendo corso per due stagioni in America, dove ci sono tanti circuiti cittadini in cui non si raggiungono forze G molto elevate, ero più allenata sulle mani, visto che lì l'asfalto non è molto piatto... E' stato un po' difficile per il collo, ma l'ho sentito soprattutto nei primi giri, poi è bastato farci un po' di attenzione ed è andata bene".

Come ti sei trovata con il team Campos?
"E' una squadra molto preparata dal punto di vista tecnico e mi ha accolto come una famiglia. Sono arrivata in circuito solo il giorno prima del mio test ma mi sono sentita subito bene con il team".

Hai in programma altri test con la GP2?
"No, almeno per il momento".

Quindi il tuo futuro sarà ancora in America?
"Per me sarebbe l'ideale, anche perchè non ho mai corso per due anni nella stessa categoria. Adesso abbiamo qualche opportunità anche in Europa, allora non sappiamo ancora che cosa fare, visto che non disponiamo di grandi budget. Stiamo ancora valutando le opzioni per il prossimo anno".

Ringraziamo il nostro fedele lettore Rhino per la segnalazione.

Via | Race Garage

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