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Cerda, il museo Vincenzo Florio rischia la chiusura

Pubblicato: 16 dic 2007 da Rosario Scelsi

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Per anni ha rappresentato l’unica vetrina sulla mitica Targa Florio. Ora però il museo dedicato a don Vincenzo, fondatore di quell’epica sfida, si appresta a chiudere i battenti. Non per mancanza di volontà: quella, di certo, al curatore Antonino Catanzaro non manca!

Lui stravede per la corsa più vecchia del mondo e si è impegnato anima e corpo per realizzare uno splendido tempio da donare agli appassionati. Mettendo sempre mano al suo portafoglio. La decisione di staccare la spina deriva dal disinteresse delle istituzioni.

Dice Catanzaro: “Da tanti mesi segnalo lo stato in cui si versa il museo, con locali piccoli e inadeguati. Occorrono numerosi interventi per consentire l’esposizione di un patrimonio talmente ampio da non poter essere offerto integralmente al pubblico. Ho chiesto un sostegno alla cittadinanza e al Comune, ma nessuna iniziativa o suggerimento è arrivato, nessuno che mi abbia incoraggiato”.

Non essendo nelle condizioni di affittare un ambiente più grande e di arredare meglio la struttura, il curatore ha ora deciso di mollare tutto. Un vero colpo al cuore per un uomo che negli anni ha rifiutato allettanti offerte per vendere la sua collezione, sull’altare di una passione verace e non speculativa, coltivata col vivo intendimento di tramandare ai giovani quanto di positivo si è fatto in Sicilia.

“Devo ringraziare solo Calogero Romano –conclude Catanzaro- che mi ha dato un garage in comodato d’uso e mi ha incoraggiato ad andare avanti. E’ stato l’unico a darmi fiducia. Ma a fine anno dovrò chiudere il museo: una decisione dolorosa perché ci cedevo e continuo a crederci, ma non posso proseguire in questo modo e da solo”. Speriamo che la solidarietà degli sportivi consenta di stimolare gli enti competenti, per dare un futuro a tale realtà, amata dagli appassionati di tutto il mondo.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di GiaMpiero

    GiaMpiero

    16 dic 2007 - 10:34 - #1
    1 punto
    Up Down

    Sicuramente meglio gli appalti per le opere incompiute e le cosidette cattredali nel deserto.
    Forza Sig. Catanzaro.
    Credo che attraverso Autoblog ed Internet si possa ottenere
    una sensibilizzazione al problema.
    Potremmo contribuire tutti con un iniziativa ad hoc.

  • contarga

    16 dic 2007 - 16:47 - #2
    1 punto
    Up Down

    Speriamo che Catanzaro non si arrenda. Ho visitato il suo museo, costruito senza ricevere una lira di finanziamenti, ed è bellisssimo. Gli enti chimati in causa sarebbero miopi se lo facessero chiudere. Una vergogna!!!!!!!!!!!!

  • Fabio M

    16 dic 2007 - 21:58 - #3
    1 punto
    Up Down

    le istituzioni dovrebbero sostenere queste iniziative e progetti, soprattutto in una terra come la Sicilia che ha un grandissimo potenziale che viene raramente sfruttato. non bisogna lasciarsi scappare anche questa opportunità di valorizzare un patrimonio che all’estero ci invidiano.

  • Profilo di Superbike-87

    Superbike-87

    17 dic 2007 - 02:24 - #4
    1 punto
    Up Down

    Ringraziamo lo stato della repubblica delle banane -.-”

  • Profilo di desmonly

    desmonly

    17 dic 2007 - 08:42 - #5
    0 punti
    Up Down

    Egregio Sig.Catanzaro,
    Mi permetto di suggerirle la soluzione al Suo problema.
    Lei deve dichiarare che il suo Museo fa parte della Cultura Islamica o meglio ancora un Patrimonio della antica tradizione Rom.
    Come per incanto si scatenerà una vera gara di solidarietà tra le istituzioni,specialmente tra i ministri Amato e Ferrero.
    Provare per credere!

  • Profilo di Gimbo007

    Gimbo007

    17 dic 2007 - 23:22 - #6
    1 punto
    Up Down

    .

    Peccato davvero che le istituzioni siciliane si facciano troppo spesso trovare indietro rispetto ad iniziative meritevoli come questa.

    La Targa fa parte del patrimonio sportivo e culturale della Sicilia e merita sicuramente il giusto supporto sia per le edizioni a venire che per la divulgazione di quanto sia stata importante all’inizio del secolo.

    Di certo in Germania, nella zona dell’Eiffel, saprebbero fare di meglio…..

    .