Il mondo delle corse saluta Marcello Sabbatini

Marcello Sabbatini parla con il Drake

Grandissima persa per il mondo del Motorsport: nella notte tra sabato e domenica è morto Marcello Sabbatini, una delle più grandi penne dell'automobilismo sportivo e del giornalismo in generale. Sabbatini dopo 81 anni di vita a pane e motori ci ha lasciato dall'ospedale Sant'Orsola di Bologna dove era stato ricoverato per l'ennesima crisi cardiaca, un male che lo stava affliggendo da molti mesi.

Personaggio amato e conosciuto da tutti nel mondo delle corse auto, venne alla ribalta nei primi anni '60 quando al timone del Corriere dello Sport, raggiunse record di vendita incredibili per poi passare al celebre settimanale Autosprint - che a quei tempi muoveva i primi passi - che con lui arrivò a record di vendita assoluti e al primato anche in campo internazionale.

Ma oltre che un grande giornalista Sabbatini è stato prima di tutto un uomo di grandi capacità e sublimi intuizioni, che nel tempo ha allevato una schiera di giornalisti di primo livello. Ma a lui si debbono anche clamorose iniziative benefiche - come la sfida tra gli assi della F.1 sulle Alfasud a Varano de Melegari per raccogliere fondi e costruire una scuola a Lusevera in Friuli dopo il terribile terremoto - o il Fondo Nilsson, in memoria del campione svedese, per la ricerca sul cancro.

Legato da un profondo rapporto di amore/odio con Enzo Ferrari, col quale era amico in "conflitto permanente", fu anche al centro di quella che possiamo chiamare la "febbre Villeneuve" che contagiò milioni di italiani a sostegno dell'asso canadese.

Amico dei più grandi campioni del volante del dopoguerra, aveva sofferto tantissimo per la morte prima di Musso e poi di Giunti, è' morto a 81 anni, dopo che da quasi 20 anni si era ritirato a vita privata pur con presenze fisse in televisione come opinionista al Processo alla Corsa, diretto da Alberto Bortolotti.

via | Sport Auto Moto

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