La mossa più ovvia per arginare gli scandalosi fenomeni di razzismo che hanno colpito Lewis Hamilton nei test in Spagna della Formula1 non poteva che essere la campagna antirazzismo messa in piedi da tutti i team.
Ma a riguardo c’è anche chi va contro corrente, e non pensa che i rimedi per una fatto simili non siano questi. E si tratta addirittura del responsabile della gestione dei diritti commerciali della F1, Bernie Ecclestone, il quale considera inutile il lancio di una campagna anti-razzista nella massima serie automobilistica, cosi’ come crede che gli episodi registrati ai test di Barcellona siano stati un caso isolato.
Ecclestone infatti valuta eccessiva la scelta della campagna “Racing against Racism lanciata da parte della FIA con l’appoggio di tutti i team come ha dichiarato a BBC Radio 5: “Non penso sia in qualche modo necessario e l’effetto che produce, come accade sempre per cose del genere, e’ l’attenzione verso coloro che non desiderano altro. La mia opinione, e’ che si tratti dello stesso gruppo di persone che hanno causato i problemi verificatisi a Barcellona nel mondo del calcio“.
“Non ritengo che siano tifosi…penso che non siano nulla. Non credo neanche che stessero sostenendo Alonso in particolare. Sono episodi isolati; Hamilton è abbastanza forte per sapere che tutta questa è un’assurdità“.
Tesi questa che in fondo è interessante. Ricordiamo che la campagna “Racing Against Racism”, che verrà lanciata ufficialmente al Gran Premio di Spagna, ha già ricevuto l’adesione di McLaren-Mercedes, Toyota, Super Aguri e Ferrari.
via | F1GrandPrix
Gattopazzo
18 feb 2008 - 12:36 - #1Per stavolta sono d’accordo col vecchiaccio, troppo rumore intorno ad un evento che andava condannato ma poco pubblicizzato.
Fabio Medici
18 feb 2008 - 19:47 - #2anche io per una volta concordo con bernie (anzi per la seconda, dopo la dichiarazione di 2 giorni fa)