F1, Pirelli e la nuova collezione di pneumatici per la stagione 2013

pirelli f1 2013

Pirelli ha presentato, nella storica sede in Bicocca a Milano, la nuova “collezione” di pneumatici per la stagione di Formula 1 2013: una grande occasione, in cui non poteva mancare il presidente Marco Tronchetti Provera, che dopo aver ribadito la volontà dell’azienda di mantenere i propri prodotti racing al massimo della qualità, ha presentato il nuovo Pirelli Brand Ambassador: l’ex ferrarista Jean Alesi, che ha esternato la sua gioia nel tornare a far parte della “famiglia”.

E’ salito infine sul palco Paul Hembery, direttore Motorsport Pirelli, che prima di svelare (assieme al collega del settore moto Giorgio Barbier) le nuove coperture, ha dichiarato: “La rivoluzione 2013 segue quella già effettuata da Pirelli lo scorso anno rispetto al range 2011. Obiettivo è quello di proporre sfide sempre nuove ai piloti e azzerare le conoscenze accumulate dai Team nel corso della stagione precedente. L’accumulo di informazioni ed esperienze Gp dopo Gp ha comportato, infatti, che dopo un avvio spettacolare con il record di sette vincitori diversi nelle prime sette gare, nella seconda metà della stagione la competizione fosse meno movimentata e i pit stop ridotti spesso ad uno. Un fenomeno che abbiamo osservato sia nel 2011 sia lo scorso anno, il che ha deluso molti fan e spinto alcune Squadre a chiederci di sviluppare nuove soluzioni in grado di animare ulteriormente le gare nella prossima stagione. Il range 2013 spariglia di nuovo le carte con l’obiettivo di assicurare maggiori possibilità di sorpasso e 2-3 soste a gara”.

pirelli f1 2013
pirelli f1 2013
pirelli f1 2013
pirelli f1 2013

Più prestazioni unite a maggior degrado termico, ma soprattutto la volontà di aumentare le soste ai box, differenziando le strategie dei diversi team, aumentando i sorpassi e quindi (ce l’auguriamo) lo spettacolo: la caratteristica più importante delle gomme F1 2013 è l’ammorbidimento complessivo delle mescole sia delle coperture da asciutto che da bagnato, inoltre la corona è stata rinforzata, mentre le strutture sono meno rigide. In questo modo si raggiungerà la temperatura ottimale in tempi più brevi e si dovrebbe guadagnare una media di 5 decimi a giro rispetto al 2012.

La partnership tra Pirelli e la F1, non è uno scherzo e ne sanno qualcosa i tecnici e gli ingegneri che ci hanno accompagnato in un tour dello stabilimento (prima del quale ci sono purtroppo state sequestrati macchine fotografiche e telefoni): i test di un prototipo partono proprio dai pneumatici e il comportamenti di questi nella galleria del vento va a modificare il comportamento di tutta l’aerodinamica dell’auto. Per questo sono stati costruiti, ad uso di ogni team dei fedeli modelli in scala 50% con tutte le difficoltà di dover ricreare “in piccolo” gli stessi identici comportamenti della ruota originale.

Un lavoro “da pazzi” che parte da analisi chimiche dei materiali eseguiti in laboratori degni delle migliori case farmaceutiche: qui vengono esaminati con microscopi elettronici frammenti di pneumatico delle dimensioni di 30 nanometri, sia prima che dopo l’utilizzo. Oppure la fabbricazione artigianale dei prototipi, i cui battistrada vengono tuttora cesellati a mano, dopo che un laser ha tracciato il disegno. Da qui si passa alla costruzione del pneumatico, che non è fatto di sola gomma, ma di vari strati di materiali, tra cui fili metallici, in tessuto e kevlar. Da cui si passa agli innumerevoli test sui banchi statici e dinamici, che portano un pneumatico a percorre in anticipo gli stessi tracciati (anche a velocità di 350 kmh) che percorrerà nel mondiale, in tutte le possibile condizioni di stress, fino a portarlo alla rottura, per capirne anche il più piccolo difetto.

Perché, come ha orgogliosamente affermato un ingegnere del team Pirelli “sotto il battistrada che vedete c’è tutto un mondo”.

pirelli f1 2013
pirelli f1 2013

  • shares
  • Mail